STATALI, MILITARI, DOPPIO LAVORO / Svolgere un secondo lavoro non è sempre incompatibile con lo status militare: ecco quali sono le regole da seguire per non incorrere in sanzioni

Roma, 4 apr 2019 – CI SONO LAVORI CHE UN MILITARE PUO’ SVOLGERE E LAVORI CHE NON PUO’ ASSOLUTAMENTE SVOLGERE. Puo’ essere socio di capitale in una societa’, ma senza svolgere attivita’ lavorativa. Esiste tutta una normativa di come comportarsi e di come chiedere l’autorizzazione al Ministero. Direttiva molto ristrettiva. In sostanza fare il doppio lavoro e’ pressoche” difficile. Segue articolo di di Simone Micocci. – Non così raro come si potrebbe credere che un appartenente alle Forze Armate svolga un secondo lavoro, specialmente come autonomo. A tal proposito in questa guida vedremo cosa bisogna fare per svolgere un secondo lavoro senza rischiare di essere sanzionati dalla propria amministrazione.

Prima di andare avanti è bene sottolineare che il termine “secondo lavoro” non è propriamente corretto: bisognerebbe infatti parlare di attività extraistituzionali, ossia di quelle attività che non rientrano nei compiti e nei doveri di ufficio.

Come anticipato il personale militare – quando autorizzato – può svolgere attività extraistituzionali, ma solo nel rispetto di determinati limiti e condizioni disciplinati dalle principali fonti normative relative al “secondo lavoro”.

Vediamo quindi quali sono queste regole e quali attività, indipendentemente dall’autorizzazione dell’amministrazione, sono assolutamente incompatibili con lo status militare.

Forze Armate e di Polizia: attività incompatibili per il secondo lavoro

Per fare chiarezza su compatibilità tra attività extraistituzionali e ruolo militare, il Ministero della Difesa ha emanato una circolare – che trovate in allegato alla fine dell’articolo – nella quale sono indicate le regole da seguire per non incorrere in sanzioni.

Si parte facendo riferimento a quanto stabilito dall’articolo 98, 1° comma, della Costituzione, dove si legge che “i pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”.

Questa disposizione sembra escludere a priori la compatibilità tra secondo lavoro e status di impiegato pubblico, ma in realtà – come vedremo di seguito – non è così.

Nonostante questo principio – introdotto per garantire il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione – è infatti possibile, previa l’autorizzazione dell’amministrazione, svolgere un’attività lavorativa extraistituzionale, e questo vale anche per gli appartenenti alle Forze Armate.

Sono autorizzabili quelle attività che non arrecano pregiudizio agli interessi tutelati alle norme in divieto. Nel dettaglio, queste devono essere:

  • compatibili con la dignità del grado e con i doveri d’ufficio;
  • svolte fuori dell’orario di servizio;
  • effettuate senza carattere di continuità e assiduità, nonché senza eccessivo impegno temporale, così da non pregiudicare l’attività lavorativa ed il rendimento del servizio militare;
  • isolate e saltuarie, purché consistano in prestazioni singole, ben individuate e circoscritte nel tempo.

Sono anche incompatibili, oltre alle attività che non soddisfano le suddette condizioni, le iscrizioni agli albi professionali quali:

  • avvocati;
  • geometra;
  • attuario;
  • perito industriale.

È consentita invece l’iscrizione all’albo, ma esclusivamente nella sezione riservata ai non esercenti, dei dottori commercialisti ed esperti contabili e in quello dei geologi.

Secondo lavoro Forze Armate: attività compatibili senza autorizzazione

Come anticipato, per svolgere un secondo lavoro è necessaria l’autorizzazione da parte dell’amministrazione di appartenenza. In realtà questa non è sempre richiesta, visto che se ne può fare a meno per le seguenti attività extraistituzionali:

  • attività a titolo gratuito;
  • incarichi retribuiti con riviste, giornali ed enciclopedie;
  • utilizzazione economica di opere dell’ingegno e di invenzioni industriali;
  • partecipazione ad eventi e seminari (evento pubblico caratterizzato in prevalenza dall’aspetto divulgativo, confronto e dibattito);
  • formazione diretta a dipendenti pubblici;
  • attività sportiva dilettantistica e quindi a titolo gratuito. Si può comunque avere diritto a premi, rimborsi spese e indennità di trasferta;
  • socio in società costituita a fine di lucro ma per la quale non si svolge alcuna attività lavorativa;
  • attività artistiche, culturali e ricreative.

È bene specificare che le suddette attività vanno comunque comunicate al Comandante del Corpo e devono essere compatibili con la dignità del grado e con i doveri d’ufficio.

Secondo lavoro Forze Armate: attività compatibili con autorizzazione

Le altre attività non comprese nel suddetto elenco sono compatibili ma solo previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza.

A tal proposito ci sono alcune fattispecie di attività particolari per le quali è sempre necessaria l’autorizzazione: questo, ad esempio, vale per le società agricole a conduzione familiare (mentre l’attività imprenditoriale in agricoltura svolta in maniera professionale è incompatibile con l’impiego nelle Forze Armate).

Lo stesso vale per l’incarico di professore a contratto presso le Università, così come per l’attività di amministratore di condominio (questa è compatibile solo se viene svolta per curare i propri interessi, ovvero esclusivamente per il condominio in cui si è residenti).

Come chiedere l’autorizzazione per il secondo lavoro CONTINUA A LEGGERE…..

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