Ricongiungimento familiare personale delle Forze armate e delle forze di polizia. Audizione al Senato. Un provvedimento fortemente voluto anche dal Ministro della Difesa On. ELISABETTA TRENTA

Roma, 14 apr 2019 – IL PROBLEMA DEI CONGIUNGIMENTI DEL PERSONALE CON LA PROPRIA FAMIGLIA E’ MOLTO SENTITO POICHE’ IL NOSTRO LAVORO RICHIEDE UN IMPEGNO IN GIRO PER L’ITALIA E SPESSO NON SI ABITA INSIEME AL PROPRIO CONGIUNTO O FIGLI. I motivi di questa situazione sono molti: indisponibilita’ di alloggi nella sede di servizio. Disponibilita’ di alloggio nella residenza di origine. Oppure il coniuge lavora in altre citta’. In discussione quindi c’e’ il Disegno di legge sul congiungimento familiare per il personale delle Forze armate, di polizia nonché del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e trasferimento a domanda e d’autorità nelle Forze armate. Il disegno di legge in discussione ha il pregio di avere come obiettivo quello di tutelare la stabilità e la serenità della famiglia, valore fondamentale riconosciuto dalla Costituzione, in un ambito del pubblico impiego che allo stato attuale si distingue per un ventaglio di tutele inferiore rispetto a quello assicurato presso altre Amministrazioni Pubbliche.

Per tali ragioni si ritiene innanzitutto necessario comprendere il contesto nel quale l’istituto in oggetto andrebbe ad essere introdotto e la condizione lavorativa e familiare dei futuri destinatari.
In primis occorre osservare che la prima sede di servizio per un operatore della Polizia di Stato è di fondamentale importanza dal momento che, a causa dei tempi di attesa per ottenere un trasferimento, l’operatore vi può prestare servizio anche per vent’anni.

In questo senso è necessario considerare che l’aspirazione ad essere trasferiti nella propria città di origine finisce per essere una scelta obbligata considerata la situazione nella quale si trova l’operatore, spesso trasferito in una città lontana dalla propria località di residenza in assenza di un sistema che ne accompagni e ne agevoli l’inserimento sociale.

Questo anche perché la legge c.d. Gozzini (d.l. n. 152 del 1991) che avrebbe dovuto incentivare l’adozione di programmi straordinari di edilizia residenziale in favore dei dipendenti delle amministrazioni dello Stato, si è rilevata inadeguata.

Il documento completo del Sindacato di polizia SAP lo trovi qui >>> https://www.sap-nazionale.org

 

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