AVANZAMENTI DI GRADO / La TRENTA intenzionata a cambiare il sistema di valutazione del personale militare.

Roma, 17 apr 2019 – BASTA DISCREZIONALITA’ DELLA COMMISSIONE DI VALUTAZIONE. BASARSI SULLE NOTE CARATTERISTICHE E PUNTEGGI PREDETERMINATI, TUTTO ALLA LUCE DEL SOLE, IN MODO CHE OGNUNO ABBIA CONTEZZA DELLA PROPRIA SITUAZIONE DI AVANZAMENTO. In sostanza sono queste le novita’ che il Ministro della Difesa vuole introdurre per valutare l’avanzamento di carriera di tutto il personale militare. Ad esempio, una delle discrezionalita’ usate anni fa dalla Commissione di Avanzamento Sottufficiali fu quella di riconoscere ai marescialli capi anziani dell’Esercito un punteggio maggiore al fine di facilitargli la promozione al grado di 1° maresciallo; ad esempio, al sottoscritto che scrive, gli fu riconosciuto un punteggio di quasi 25/30, mentre gli anni prima viaggiava su un punteggio costante di 22/30. Fu cosi’ che fu promosso. Questa scelta fu dettata dal fatto di mantenere l’impegno di promuovere entro una certa data tutti i mar. capi gia’ sperequati dal riordino del 1995. Cosa che funziono’ fino ad un certo punto poiche’ alla fine non tutti i mar. capi riuscirono poi ad essere promossi. Questo è stato il passato. Oggi magari valutano cose diverse. Una discrezionalita’ che differenzia poi tutte e 4 le ff.aa.. Ognuno fa quello che ritiene meglio. L’intento del MINISTRO TRENTA e’ quello di uniformarle e rendere uguali e trasparenti per tutti.

Sulle nuove procedure di avanzamento e’ d’accordo anche Luca Marco Comellini, segretario generale del Sindacato dei Militari:  “Sulla questione sollevata dalla Ministra Trenta in merito alle procedure di avanzamento di carriera dei Militari non posso che essere d’accordo sulla necessità di predeterminate i criteri di attribuzione dei punteggi da attribuire al valutando ma va esclusa ogni possibilità di operare scelte discrezionali da parte della commissione di avanzamento”.

Per Comellini, “tuttavia i buoni propositi della Trenta rischiano di fallire senza una seria e più completa revisione del sistema di valutazione dei periodi di servizio, a cui sono sottoposti tutti i militari, che oggi è del tutto incoerente con il progetto di professionalizzazione e basato, quasi in modo esclusivo, su parametri soggettivi – e non oggettivi – che ricadono nell’ambito della più ampia discrezionalità che caratterizza l’attività amministrativa e conseguentemente le scelte proprie di ciascun superiore del valutando”.

Sempre Comellini si augura che “la questione sia affrontata con il pieno coinvolgimento della nostra Organizzazione sindacale quale controparte attiva dell’Amministrazione militare e, nell’interesse dei diritti dei lavoratori militari, non si risolva in modo peggiore come sta invece accadendo con la legge sui diritti sindacali.” Dichiarazione di Luca Marco Comellini, segretario generale del Sindacato dei Militari

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