Un carabiniere non può prestare servizio nello stesso centro dove un familiare gestisce un’attività commerciale su cui lo stesso militare deve vigilare

Roma, 18 apr 2019 – LE REGOLE SONO REGOLE E SI E’ SEMPRE SAPUTO CHE PER I CARABINIERI ESISTE UNO “SPECIALE” REGOLAMENTO CIRCA L’INTRECCIO DI PARENTELE E INCOMPATIBILITA’ VARIE CHE SI POSSONO CREARE NELLO STESSO COMUNE DI DOVE SI PRESTA SERVIZIO. Magari sono ormai leggi e regolamenti datati che andrebbero cambiati, ma rimangono ancora validi e il TAR alla fine ha respinto il ricorso del carabiniere tendente ad annullare il trasferimento ad altra sede vicina ordinato e disposto dal Comando dell’Arma dei Carabinieri. Non c’e’ dubbio che l’Arma per disciplina e retaggio storico rimane sempre la piu’ amata dai cittadini proprio per il fatto che riesce ancora a stupirci mantenendo sempre alta l’indipendenza e l’autorevolezza che l’ha contraddistinta da oltre un centinaio di anni dalla sua nascita.

IL FATTO.

Con tale motivazione il Tar di Latina ha confermato il provvedimento con cui il Comando Regione Carabinieri Lazio, il 4 marzo 2014, ha disposto il trasferimento d’autorità di un appuntato scelto dell’Arma dalla stazione di Formia alla tenenza di Gaeta, ritenendo che si fosse creata una situazione di incompatibilità ambientale.

Il carabiniere trasferito ha contestato quella scelta e ha fatto ricorso al Tar.

La sorella aveva aperto un bar a Formia, dove saltuariamente lavorava anche la figlia, ma per il militare non poteva essere considerata quella una situazione che lo rendeva incompatibile.

Puoi approfondire l’argomento cliccando qui sotto:

La sorella apre un bar: carabiniere trasferito per incompatibilità ambientale

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