CODICE DI COMPORTAMENTO DEI DIPENDENTI DEL MINISTERO DELLA DIFESA

Roma, 24 apr 2019 – RELAZIONE ILLUSTRATIVA DEL CODICE DI COMPORTAMENTO DEL MINISTERO DELLA DIFESA. Gli interventi legislativi di riforma della pubblica amministrazione rendono necessario un aggiornamento del Codice di Comportamento per i Dipendenti del Ministero della Difesa approvato con D.M. 29 gennaio 2014, che ai sensi dell’art. 54, comma 5 del decreto legislativo 30 marzo 2001 n. 165 integra e specifica le disposizioni di cui al D.P.R. 16 aprile 2013 n. 62.Tale Codice, secondo quanto previsto dal Piano Nazionale Anticorruzione, rappresenta uno degli strumenti essenziali del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione di ciascuna amministrazione.

Per la redazione del nuovo Codice è stato costituito un gruppo di lavoro la cui attività è stata coordinata direttamente dal Responsabile per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza; a tale gruppo di lavoro hanno partecipato i rappresentanti della Struttura di supporto al RPCT, dello Stato Maggiore della Difesa, del Segretariato generale della Difesa, della Direzione Generale per il personale civile, della Direzione Generale per il personale militare.

Nel Dicastero, come noto, opera sia personale civile contrattualizzato, per il quale l’applicazione delle disposizioni di cui al D.P.R. 62/2013 è integrale, sia personale militare, per il quale, vigendo, in regime di diritto pubblico, le disposizioni del D.Lgs. n. 66/2010 e del D.P.R. n. 90/2010 gli obblighi predetti costituiscono principi di comportamento. Inoltre, si è fatto espresso riferimento ad altre categorie di soggetti (consulenti, esperti, professionisti esterni, docenti, collaboratori a qualsiasi titolo di imprese fornitrici di beni e servizi o che realizzino opere in favore dell’amministrazione) ai quali le norme del Codice si applicano “per quanto compatibili”.

Quanto alle più rilevanti novità si segnala in materia di trasparenza, anche alla luce del nuovo istituto dell’accesso civico generalizzato delineato dal D.Lgs. n. 97/2016, l’obbligo del dipendente, nella trattazione delle istanze di accesso previste dall’art. 5 del decreto legislativo n. 33/2013, di attenersi alle norme di legge ed alle disposizioni interne dell’Amministrazione, avendo cura, in particolare, di rispettare le procedure ed i termini prescritti. Inoltre si segnalano le modifiche al Codice rese necessarie dalla nuova normativa in materia disciplinare e di falsa attestazione della presenza in servizio introdotta dal D.Lgs. n. 75/2017.5.Come previsto dalla Delibera CIVIT 75/2013 è stato pubblicato sul sito Istituzionale del Ministero l’avviso di avvio della procedura di aggiornamento del Codice ed il nuovo testo dello stesso al fine di favorire la più ampia partecipazione degli stakeholder.

IL CODICE DI COMPORTAMENTO LO PRELEVI QUI >>>

 

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