CONTRATTO DI LAVORO. A CHE PUNTO SIAMO?

fare ripartire il contratto di lavoro 2019/21Roma, 4 mag 2019 – IN ITALIA CI SONO 6 MILIONI E MEZZO DI PERSONE IN ATTESA DEL RINNOVO DEL CONTRATTO, DI CUI CIRCA 3.500.000 NEL PUBBLICO IMPIEGO E DI CUI CIRCA 500 MILA RIGUARDANO IL PERSONALE MILITARE E CIVILE DEL COMPARTO DIFESA, SICUREZZA E SOCCORSO PUBBLICO (Vigili del fuoco). Non c’e’ da stare allegri perche’ il blocco stipendiale subito per dieci anni circa ci fa capire che in fin dei conti contiamo poco e nulla per il potere, per i conti dello stato, per la politica. E’ solo grazie alla sentenza della Corte Costituzionale che il passato Governo ha rinnovato il triennio economico 2016/18, scaduto ormai con la fine del 2018. I problemi economici del paese non e’ che siano migliorati, anzi, per trovare i 6 miliardi di euro per rinnovare il contratto a tutti bisogna cercarli, risparmiare e tagliare da qualche altra parte; pena l’ulteriore indebitamento dello Stato. Di fronte a tutto questo dovremmo sentirci in colpa come lavoratori dello stato? Direi di no, anzi, la colpa e’ sempre del datore di lavoro che non ci sa fare di conti. Nessuna vergogna per le pretese di aumento, anche perche’ viviamo in una europa dove a parita’ di ore di lavoro e di qualifica noi siamo i peggio pagati. Una europa di fratelli, ma con la distinzione di fratelli piu’ ricchi di altri. Altro che l’europa dell’uguaglianza. Della prosperita’. Dei diritti. Ogni nazione cerca di schiacciare l’altra. La colpa e’ quella di essere entrati in una europa con possibilità economiche diverse; Chi era potente e ricco e’ entrato con un cambio valuta migliore di altri. Ecco che chi stava bene prima ora sta anche meglio. E chi stava benino prima ora sta anche peggio, come è successo per l’Italia.

LA SITUAZIONE SUL RINNOVO DEL TRIENNIO 2019/21.

Prima della fine del 2018 i sindacati hanno raggiunto un accordo con il Governo e si sono trovati i soli soldi per concedere le due rate della vacanza contrattuale, una entrata gia’ in busta paga ad aprile, e l’altra arrivera’ a luglio prossimo. Si tratta a regime delle due rate di circa 6 – 10 euro netti al mese. Con il resto che rimane in cassa dello Stato si riesce si e no a dare 20 euro circa al mese di aumento a testa.

L’impegno del Governo, che si e’ definito da sempre “del cambiamento” cerchera’ altre risorse aggiuntive con il DEF da destinare al rinnovo. Il tempo non gli manca, perche’ la validita’ di questo triennio economico e’ dal 1 gennaio 2019 al 31.12.2021. Ma si spera che dopo la campagna elettorale di maggio si ritorni a parlare di persone, di lavoratori, di miglioramento del loro tenore di vita.

Per i militari la contrattazione ancora e’ in “gestione” ai COCER. I Sindacati ancora non si riesce a capire che ruolo avranno in tutto cio’. Rimane ancora tutto nella confusione, come succede spesso in Italia.

VEDIAMO COSA E’ SUCCESSO INVECE NELLA SCUOLA. PUBBLICO IMPIEGO – SETTORE ISTRUZIONE. LA SCUOLA COME SEMPRE E’ LA PRIMA AD ESSERE ASCOLTATA. FORTE PROBABILMENTE DEL SUO MILIONE E 200 MILA E PIU’ DI DIPENDENTI.

A seguito ci un incontro di qualche settimana fa a Palazzo Chigi, tra Governo, Ministro dell’Istruzione e Sindacati, si e’ trovato un accordo che impegna il Governo su alcune tematiche. Grazie a questi accordi e’ stato revocato lo sciopero del 17 maggio pv..

La delegazione sindacale della scuola nel suo intervento ha ribadito «con forza le ragioni che hanno determinato la proclamazione dello stato di agitazione e la conseguente indizione dello sciopero del 17 maggio: autonomia differenziata, rinnovo del contratto di lavoro, precariato e un piano di investimenti mirato».

Su tutte queste materie il Sindacato ha chiesto un impegno concreto del Governo e si e’ riusciti a siglare un’intesa che impegna il Governo, oltre ad altre materie discusse di cui sopra, anche a reperire i fondi per il rinnovo del contratto già dal prossimo DEF, al fine di programmare nel triennio 2019/21 un recupero salariale che comporti un sensibile aumento stipendiale che allinei i salari del personale del comparto Istruzione e Ricerca alla media europea.

L’impegno preso dal Governo con i Sindacati della scuola, al fine di portare gli stipendi del settore ai livelli salariali del personale del comparto alla media europea, deve essere un punto di partenza anche per rivedere i salari del personale NON DIRIGENTE dei militari, poliziotti e vigili del fuoco. Non si puo’ avere stipendi a media europea e stipendi a media paesi sottosviluppati.

Anche questo deve essere un impegno concreto dei nostri sindacalisti, spuntando cio’ che altri hanno gia’ ottenuto. Non dovrebbe essere difficile quindi.

 

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One thought on “CONTRATTO DI LAVORO. A CHE PUNTO SIAMO?”

  1. Ma sono dieci anni che non si vede un centesimo, ma tutti i 40 miliardi di euro che hanno risparmiato con il blocco dei contratti dal blocco delle assunzioni e altro che fine hanno fatto. Non é ammissibile che dopo tre anni si devono aspettare altri tre anni per ottenere una miseria. Non può essere che sempre gli stessi sono chiamati a salvare l’Italia, vi é difficile spostare questi sacrifici altrove, penso proprio di si…

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