POSTI NUOVI LIMITI ALLA ASSOCIAZIONI SINDACALI MILITARI. E’ GIA’ FINITA LA PORTATA INNOVATIVA CHE SEMBRAVA INTRODURRE IL NUOVO MINISTRO DELLA DIFESA?

circolare limitazione attivita sindacati militariRoma, 5 mag 2019 – (CIRCOLARE DEL GABINETTO DEL MINISTRO A FINE PAGINA). E’ GIA’ FINITA LA PORTATA INNOVATIVA CHE SEMBRAVA INTRODURRE IL NUOVO MINISTRO DELLA DIFESA? Prima autorizza e accredita le nuove associazioni sindacali dei militari e poi gli chiude la bocca? Questo e’ l’esito del tavolo di coordinamento svolto a livello DIFESA tra la parte politica e i vertici militari. Come al solito vincono i vertici militari sulla politica e sulla recente sentenza della Corte Costituzionale. Con la circolare viene ribadito che al momento le nuove associazioni sindacali possono avere rapporti solo con i capi di forza armata, e trattare solo argomenti di carattere generale e non vincolante. Un atteggiamento ristrettivo tipico di chi ha paura di confrontarsi e di immaginare di non essere all’altezza della situazione a sviluppo sindacale, a partire dal vertice fino a scendere a livello di caserma.

Se questo e’ il buon giorno, non aspettiamoci grandi novita’ sulla prossima legge che dovra’ essere varata per il funzionamento delle associazioni sindacali militari. Il cammino dei diritti e della democrazia e’ ancora lunga.

Se questa e’ l’idea dei diritti sindacali del Ministro e in modo piu’ ampio del Governo, meglio aspettare un nuovo governo piu’ aperto al confronto e ai diritti del personale, in ossequio alla storica sentenza della Corte Costituzionale dell’anno scorso.


Molto piu’ pessimista il pensiero dell’Avv. Giorgio Carta, che dopo l’uscita di questa nuova circolare, ha scritto sul suo profilo facebook:

“L’ultima circolare ministeriale della difesa mortifica ancora i sindacati militari relegandoli alla sola interlocuzione (traduzione: chiacchierata non vincolante) con le sole autorità di vertice e sulle sole questioni generali. È preclusa, invece, l’interlocuzione sui problemi del singolo militare o del singolo reparto.
Questo non è diritto sindacale e nemmeno una sua parodia. Siamo addirittura regrediti rispetto ai già esigui poteri della rappresentanza militare che, quanto meno, poteva occuparsi di problemi specifici, non necessariamente di valenza generale. Del resto, un militare si iscrive al sindacato per lo più per risolvere problemi specifici, suoi o dei propri colleghi. I massimi sistemi sono troppo lontani da lui.
Intanto, si apprende che la discussione alla Camera dei deputati sulla proposta di legge sui sindacati militari è stata rinviata a dopo le elezioni. Io non mi occupo di politica, ma è sotto gli occhi di tutti che l’auspicato cambiamento, per i militari, si preannuncia solo in senso peggiorativo. Il Movimento 5 Stelle ha deluso le mie aspettative di miglioramento delle condizioni di vita e di servizio dei cittadini in uniforme o, forse, ne avevo io riposte troppe e mi ero illuso che fosse la volta buona.
A questo punto, solo una crisi di Governo e nuove elezioni possono arrestare questo treno lanciatissimo verso il baratro dei diritti sindacali militari, sordo ad ogni richiesta di riflessione che venga dalla truppa.
Non so cosa potranno o vorranno fare gli altri partiti, ma la scelta dei 5stelle è ormai drammaticamente chiara e va contro il riconoscimento di un accettabile diritto sindacale.”
Cosi’ Giorgio Carta


Di seguito la direttiva del Gabinetto del Ministro della Difesa del 30.4.2019.

 

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