PERSONALE IN AUSILIARIA / Interrogazione n. 5-00692 Pagani: Sulla categoria del personale militare collocato nella posizione di ausiliaria

AUSILAIRIA MILITARERoma, 6 mag 2019 – IN AUSILIARIA MA LAVORATORE, MOLTE COSE NON SONO CHIARE. SEGUIRANNO RICORSI AL GIUDICE? Le funzioni e le qualifiche da attribuire a seguito del richiamo dovranno corrispondere alle competenze ed al grado posseduto dall’interessato (vedi risposta ad interrogazione in Commissione Difesa della camera dei deputati a fondo pagina). Quindi parliamo di posti direttivi e dirigenziali. In sede di interrogazione a risposta immediata in commissione IV (Difesa) 5-00692a dell’11/10/2018, è stato chiarito che lo stato giuridico del militare in ausiliaria richiamato è il medesimo di quello in servizio, per cui non è chiaro quanto segue:
•       Il personale richiamato, godendo dello stato giuridico del militare in servizio, avrà un rapporto di impiego i cui aspetti normativi e retributivi saranno gli stessi previsti dalla concertazione vigente per il personale in servizio? (Se lavoro e’ giusto che mi paghi come il collega militare in servizio);

•       L’assegnazione “in forza” ad un ente pubblico avverrà con quale forma giuridica? Sarà una forma simile al distacco temporaneo previsto per i pubblici dipendenti? Ovvero tramite una sorte di convenzione con l’ente di assegnazione?

•       al personale in ausiliaria vengono applicate le stesse ritenute contributive del personale in servizio, pertanto, per differenziare il personale richiamato dal quello non richiamato, tale contribuzione costituirà un supplemento di pensione derivante dal montante contributivo incrementato del 33%, di cui l’8,80 a carico del pensionato e la restante quota a carico dell’amministrazione difesa? Se così non fosse, è evidente che lo scenario futuro sarà costellato di ricorsi alla corte dei conti, oggi, particolarmente, accondiscendente alle pretese dei militari, vedasi ricorsi art. 54 del D.P.R. 1092/73 e applicazione del “moltiplicatore” previsto dall’ art. 3, comma 7, del D. Lgs. 165/97, al personale collocato in congedo per inabilità;

•       nel rapporto di lavoro presso un ente pubblico la dipendenza funzionale sarà un aspetto non marginale, pertanto, sarà prevista una collocazione in una delle aree funzionali del personale civile in base alla tabella di equiparazione del D.M. 18/04/2002 ovvero, nelle more dell’adozione di un decreto per una nuova tabella di cui al D. Lgs. 66/2010, art. 930, comma 1-quinquies, quella prevista, a decorrere dal 1° gennaio 2018, vigente per il personale dei Corpi di polizia ad ordinamento militare?

•       la qualifica assegnata e le funzioni attribuite saranno coerenti col grado e l’esperienza acquisita? Saremo tutelati? Sarà previsto un ufficio/referente dove segnalare eventuali abusi? Non parlo di abuso per fare il processo all’intenzione ma non possiamo trascurare il fatto che il rapporto col personale civile non è facilmente gestibile, visti i giudizi degli stessi che hanno del mondo militare e che sono, particolarmente, avversi ai nostri legittimi benefici che loro considerano assurdi privilegi;

•       Se il richiamato riacquista lo status di militare ed il suo rapporto di lavoro è regolamentato dalla stessa concertazione vigente per il personale in servizio, il suo orario di lavoro sarà di 36 ore settimanali che si presume sarà spalmato su giorni e orari giornalieri confacenti all’organizzazione della struttura lavorativa dell’ente pubblico. Gli uffici pubblici, di solito, sono organizzati su 5 giorni lavorativi dalle 08.00 alle 14.00 e n. 2 rientri pomeridiani. Se fosse confermata questa distribuzione di orario di lavoro, il prolungamento dell’attività lavorativa oltre le 6 ore giornaliere da diritto al buono pasto. Chi deve attribuire il buono pasto al militare?

•       Eventuali retribuzioni accessorie legate alla sola presenza saranno corrisposte anche al militare richiamato?

•       L’assegnazione presso un Ente pubblico, non ubicato nella stessa località di residenza, comporterà un rimborso per le spese di viaggio che saranno a carico dell’Ente? Tale spesa potrebbe anche essere ingente considerando che la distanza tra due località nella stessa provincia può essere considerevole (oltre  200 Km. andata e ritorno);

•       Negli ultimi giorni si è appreso dai giornali che alcuni Ufficiali sono stati richiamati presso il comune di Roma tramite un accordo. Tale intesa tra il comune e il Ministero della Difesa è regolato da un rapporto di natura autonoma o una collaborazione coordinata e continuativa?  Di quale durata? L’orario di lavoro è quello previsto dalla concertazione vigente per il personale in servizio o ridotto? Il compenso è quantificato in base alle ore svolte ovvero è un compenso fisso legato alla prestazione/risultato/progetto?

•       Infine, visto che il richiamo può essere “senza assegni” o prevedere un compenso, si chiede di conoscere se la mancata disponibilità ad un richiamo “senza assegni” viene considerata non accettazione di cui all’art. 995, del D. Lgs. 66/2010 ovvero solo nel caso in cui il richiamo prevede una spettanza?


ALLEGATO 3

Interrogazione n. 5-00692 Pagani: Sulla categoria del personale militare collocato nella posizione ausiliaria.

TESTO DELLA RISPOSTA

  Al fine di affrontare le questioni poste con l’atto in discussione, confermo che da poco, come correttamente evidenziato dall’interrogante, è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale (GU) l’elenco dei militari in ausiliaria: professionisti con le loro qualifiche, pronti a dare il loro contributo a Comuni, Regioni e a tutte le pubbliche amministrazioni che ne avranno necessità.
  Per chiarezza espositiva, ricordo che la categoria dell’ausiliaria comprende il personale militare che ha manifestato, all’atto del collocamento in congedo, la propria disponibilità a prestare servizio nell’ambito del comune o della provincia di residenza, presso l’amministrazione di appartenenza o altra amministrazione, ai sensi dell’articolo 886 del Codice dell’Ordinamento militare (COM).
  È del tutto evidente la ratio sottesa all’esistenza di tale categoria di personale, che consente di poter disporre di un bacino di personale in età ancora non troppo avanzata, che ha dovuto lasciare il servizio per raggiunti limiti ordinamentali, in possesso di una consistente esperienza professionale e dei requisiti fisici e morali per continuare ad assolvere le funzioni del grado in maniera adeguata e proficua.
  In tale contesto, tutte le amministrazioni pubbliche, nazionali e locali, potranno attingere al personale della Difesa in ausiliaria.
  Nel merito del quesito posto, sottolineo che:
   il regime fiscale cui è sottoposto il personale in posizione di ausiliaria, richiamato o meno, è il medesimo di tutti i lavoratori dipendenti. Il prelievo di circa il 10 per cento citato nell’interrogazione è riconducibile, presumibilmente, alla contribuzione previdenziale gravante su tutto il trattamento pensionistico provvisorio, indipendentemente dai richiami in servizio;
   le funzioni e le qualifiche da attribuire a seguito del richiamo dovranno corrispondere alle competenze ed al grado posseduto dall’interessato;
   la durata del richiamo non potrà eccedere il periodo di ausiliaria, che per tutti è pari a cinque anni dalla data di cessazione dal servizio;
   in caso di infortunio, il militare richiamato gode delle stesse tutele del militare in servizio;
   lo stato giuridico del militare in ausiliaria richiamato è il medesimo di quello in servizio.

  Al riguardo, il Dicastero sta implementando la circolare che disciplina le procedure per avvalersi, da parte delle pubbliche amministrazioni statali e territoriali, del personale collocato in ausiliaria.
  Come già anticipato, la pubblicazione in GU delle liste del personale collocato in ausiliaria e dei relativi ruoli è avvenuta in ossequio alla vigente normativa, articolo 992 del COM, e al criterio di trasparenza nei rapporti con la PA con cui questo governo intende costantemente rapportarsi.

 

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2 thoughts on “PERSONALE IN AUSILIARIA / Interrogazione n. 5-00692 Pagani: Sulla categoria del personale militare collocato nella posizione di ausiliaria”

  1. Già vi é una sostanziale differenza tra il comune di Roma e quello di Portico (CE) che se non sbaglio, il primo ha chiesto 5 generali dall’ausiliaria integrando il loro stipendio (dovuto dalla Difesa) di diversa migliaia di euro all’anno, il secondo che ha preso sottufficiali integratoli di nient, così non va…

  2. La posizione di ausiliaria esisteva per i sottufficiali sino agli anni novanta,poi fu abolita,con un decreto respinto e ripresentato e approvato. Ora é stato ripristinato ma é a sorteggio con la durata di 5 anni. Io sono un di quelli che sempre subito tagli e cancellazioni di diritti acquisiti. Perciò smettiamola con queste pagliacciate. Pensiamo agli alloggi che sono vuoti e non ci sono soldi per la manutenzione,mentre quelli occupati AST devono pagarsi le riparazioni e pagare la registrazione del contratto di affitto scaduto e non rinnovato, chiedete a Casa Diritto.c

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