CARABINIERI “INCARCERATI” PER NULLA, RIAMMESSI IN SERVIZIO DOPO 13 ANNI

Roma, 15 mag 2019 – DUE CARABINIERI ARRESTATI NELLA PRIMAVERA DEL 2005. AVEVANO DETTO SUBITO DI ESSERE INNOCENTI E DI NON AVER COMMESSO I REATI ADDEBITATI. Si sono fatti 106 giorni fra carcere e arresti domiciliari. Si tratta di due Carabinieri con il grado di Maresciallo, arrestati all’epoca, da altri carabinieri loro colleghi, nel corso di una indagine. i due Marescialli dei carabinieri, in servizio nel Vicentino, erano stati subito arrestati, incarcerati e poi sospesi anche dal servizio. 

Da quel giorno la loro vita sembrava rovinata per sempre, ma la loro forza dell’innocenza ha portato a galla la verita’.

I fatti.

I due carabinieri si sono trovati al centro di una vicenda che ha fatto molto discutere. Sotto accusa sono finite le loro modalita’, con le quali insieme ad un terzo collega, arrestavano gli spacciatori della zona. Per effettuare gli arresti usavano degli agenti provocatori, catturando ripetutamente dei piccoli spacciatori. All’epoca la Magistratura/Magistrato si erano chiesti: e’ lecito usare gli agenti provocatori da parte delle forze dell’ordine nelle inchieste antidroga? La risposta fu subito l’arresto dei carabinieri, in quanto questi agenti provocatori, per la procura, erano ritenuti concorrenti nello spaccio.

IL RICORSO ALLA CORTE DI CASSAZIONE
Ma a questa domanda ha fatto luce la Corte di cassazione che con una sentenza aveva annullato la condanna a oltre 5 anni di carcere per entrambi i carabinieri, chiarendo che tutto era lecito.

La Commissione disciplinare.
Grazie a questa sentenza ed a una commissione disciplinare del COESPU, durata dal 2016 ad oggi, sono stati ritenuti idonei al servizio e restituita a loro la divisa e i gradi.

LA RIASSUNZIONE IN SERVIZIO
Finalmente per i due Carabinieri e’ stata fatta giustizia e riammessi in servizio, con tutte le scuse del caso. Ora stanno valutando se chiedere i danni per ingiusta carcerazione, nonche’ riavere d’ufficio la parte dello stipendio trattenuta dallo stato, compresa la rivalutazione monetaria. Per quanto riguarda l’eventuale causa per ingiusta detenzione, hanno dichiarato i due carabinieri, che in caso di risarcimento doneranno i soldi ricevuti, detratte le spese legali, in beneficenza all’associazione orfani dei figli dei carabinieri.

POSSIBILE ROVINARE COSI’ LA CARRIERA E LA VITA DEGLI OPERATORI DI POLIZIA, SENZA VALUTARE PRIMA DEGLI ARRESTI SE TUTTO CIO’ ERA REGOLARE? 

Poi quello che ci lascia sempre scomposti e’ il fatto che se a sbagliare e’ il magistrato, alla fine non risponde nessuno di nulla. Non e’ il primo caso di errore giudiziario e non sara’ neanche l’ultimo. Ricordo anche il caso eclatante della carcerazione di ENZO TORTORA, ritenuto per sbaglio un mafioso, poi liberato con tutte le scuse, e morto per il dolore subito.  Chi ha dato ha dato, e chi ha avuto ha avuto? 

 

 

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