PREVIDENZA COMPLEMENTARE PERSONALE COMPARTO DIFESA E SICUREZZA. Siamo sicuri che farla gestire ai DELEGATI del CO.CE.R. sia la cosa migliore per noi?

Roma, 23 mag 2019 – LA PREVIDENZA COMPLEMENTARE DOVEVA ESSERE UNO DEI PILASTRI DELLA RIFORMA DINI SULLE PENSIONI DEL 1995. Fatto sta che sono passati ormai 24 anni e lo Stato ancora non ha fatto nulla. Persone sottoposte ad un nuovo regime pensionistico cosi’ detto CONTRIBUTIVO mandati in pensione con un assegno pensionistico ridotto, proprio a causa del mancato avvio della previdenza complementare. Un assegno pensionistico che sara’ sempre piu’ ridotto per i giovani di ieri e di oggi. ATTENZIONE PERO’, magari non lo sappiamo, ma una parte economica della previdenza complementare e’ a carico del lavoratore, con ritenuta mensile dallo stipendio. Quindi non e’ tutto oro cio’ che luccica. Te la paghi, ma alla fine forse prendi qualcosa in piu’, una volta in pensione. Per questo motivo e’ bene che la questione sia gestita da persone competenti e non da improvvisati specialisti.

E’ IL CASO DI LASCIARE DUNQUE QUESTA CONTRATTAZIONE IN MANO AL CO.CE.R.?
DIREI DI NO, perche’ in questi 24 anni non e’ riuscito a fare nulla per la previdenza complementare (o fondi pensione), e non vorrei che dal cilindro tiri fuori qualcosa che alla fine non e’ conveniente per noi. Non si vede gente competente in materia all’orizzonte.  MEGLIO a questo punto coinvolgere anche i NUOVI SINDACATI e coinvolgere competenze del settore.

IL COCER che non e’ riuscito neanche dal 1996 a fare istituire la cosi’ detta CASSA GRADUATI, come gia’ esistente da sempre per i sottufficiali e ufficiali. Ad esempio, un maresciallo che va in pensione oggi incassa subito (dopo un paio di mesi dal giorno della pensione) un assegno di circa 20.000 euro netti, in piu’ ovviamente al TFS (Liquidazione). Una boccata di ossigeno che ti ripaga gli anni di versamento e ti aiuta economicamente ad aspettare il TFS che arrivera’ poi dopo uno, due o tre anni). Si tratta quindi di un fondo alimentato con una piccola ritenuta mensile in busta paga che viene poi RESTITUITA a fine carriera, con qualche piccola rivalutazione monetaria. Per queste ragioni e’ il caso che il personale del ruolo GRADUATI spinga affinche’ il Ministero della Difesa metta in atto tutte le procedure per fare istituire per legge la CASSA GRADUATI, alla stregua di quelle gia’ esistenti per i Sottufficiali (Marescialli e Sergenti) e Ufficiali (compresi i Generali).

Segue delibera CO.CE.R. Comparto DIFESA del 21.5.2019

 

 

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