IL CO.CE.R AL LAVORO. Vediamo insieme cosa e’ successo questa settimana

Il Ministro della Difesa TRENTA e il president del Consiglio Prof. CONTE

Roma, 24 mag 2019 – Settimana intensa per i CO.CE.R., ed in particolare per quello dell’Esercito. In discussione ci sono stati molti argomenti, ma vediamo cosa e’ stato trattato. Ieri il Cocer dell’Esercito ha incontrato i COIR collegati. Un confronto con i colleghi sulle varie tematiche che affliggono il personale militare. Punto di situazione e scambio di opinioni.

Oggi 24 maggio sono previsti altri due incontri ad alto livello:

1. questa mattina e’ previsto un incontro tra i delegati del COCER dell’Esercito e il Capo di SME;

2. Nel pomeriggio il Presidente del Consiglio dei Ministri – Prof. CONTE – incontrera’ una delegazione del CO.CER..

Gli argomenti in discussione ed altri che comunque andrebbero rappresentati sono:

  1. Contratto di lavoro.
    Rinnovo del contratto di lavoro triennio 2019/2021 e definizione della coda contrattuale precedente contratto di lavoro scaduto il 31.12.2018, triennio 2016/18.

2. Riordino carriere.
Correttivi all’ultimo riordino delle carriere del 2017. Su questa materia gia’ esiste una delega al Governo di utilizzare entro l’inverno prossimo. Si spera che vengano sanate varie cose, tra le quali l’attribuzione del grado di Luogotenente a quei 1° Marescialli super anziani, ma che a causa del ritardo della promozione, non sono rientrati nelle determinazioni del riordino dei gradi del 2017. Poi si spera che vengano alzati i parametri economici ai gradi apicali del personale.

3. Strade sicure.
Rivedere i vari aspetti del trattamento economico e indennità. Rivedere il sistema di alloggiamento. Rivedere anche la logistica “fisiologica” del personale sulle piazze. Molte le lagnanze degli addetti ai lavori.

4. Pensione complementare o fondi pensione.
    Questo sembra essere uno degli argomenti preso a cuore da questo mandato della rappresentanza militare, abbandonato, purtroppo, dal lontano 1995. Argomento che riguarda soprattutto i giovani militari. La pensione complementare, per funzionare bene, deve avere dei lunghi anni di versamenti.

5. Trattamento pensionistico.
     Qui ci sarebbero 4 argomenti da portare all’attenzione del Governo e delle Istituzioni.
    Il primo: applicazione dell’art. 54 per quel personale che alla data del 31.12.1995 aveva piu’ di 15 anni di contributi, ma meno di 18.
    Il secondo: ricevere il TFS, la liquidazione, subito al collocamento in pensione e non aspettare 2 o 3 anni per averla.
   Il terzo: aumentare i posti disponibili per l’ausiliaria, al fine di svecchiare il personale militare. Molti pur avendo raggiunto i limiti di eta’ per la pensione, resistono in servizio, per arrivare all’ausiliaria. Si tratta di persone con piu’ di 42 anni di contributi. E ce ne sono tanti che resistono. Ma cosi’ manteniamo un Esercito anziano, che ormai poco puo’ chiedere l’Istituzione a queste persone “pensionate in servizio”.
   Il quarto: esiste una legge sull’ARQ “A riduzione quadri” per il personale non dirigente. Serve per svecchiare sempre il personale militare e ringiovanire le ff.aa., che combinato con l’ausiliaria renderebbe “liberi dal servizio” migliaia di colleghi. Cercare di farla applicare.  Basterebbe un decreto applicativo.

Come abbiamo visto c’e’ molto da lavorare e le rivendicazioni sono tantissime. Il tempo ci dira’ di che “morte” dobbiamo morire.

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One thought on “IL CO.CE.R AL LAVORO. Vediamo insieme cosa e’ successo questa settimana”

  1. Meglio risolvere al più presto le problematiche di natura ventennale che hanno fatto danni irreversibili e più si allungano i tempi, più i danni saranno irreparabili, vuoi per lo stipendio non più adeguato al potere d’acquisto delle famiglia da oltre un decennio; per il tfs ovviamente non incrementato per mancati contratti sin dal 2009 perché l’unico del 2015-18 é stato solo fumo negli occhi; per la pensione che sarà sempre più misera per quanto già detto. Al dire il vero si sono persi almeno 500 euro mensili netti che per ironia della sorte, sono stati elargiti a chi già stava bene.

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