Da inizio anno 21 suicidi tra uomini in divisa – Tissone (Sindacato Polizia SILP-CGIL): fenomeno preoccupante serve sostegno per gestire stress

Roma, 28 MAG 2019 – 21 SUICIDI  DALL’INIZIO DELL’ANNO TRA GLI APPARTENENTI ALLE FORZE DELL’ORDINE. Un numero sempre crescente di colleghi che decidono di farla finita. Difficile entrare nel merito dell’insano gesto, ma si cerca di studiare il fenomeno al fine di arginare il piu’ possibile i suicidi tra gli uomini e le donne in divisa.

I Poliziotti che lavorano nell’area Fiorentina ancora sconvolta per la morte del collega Nazareno Giusti che, esattamente un mese fa, a soli 29 anni, si è tolto la vita al Magnifico con la pistola di ordinanza”. Lo ha ricordato detto Daniele Tissone, segretario generale del Silp Cgil, partecipando stamani a Firenze al convegno organizzato dal sindacato di polizia e dalla Cgil dal titolo “La voce del silenzio: analisi e proposte sul fenomeno suicidario tra gli appartenenti alle forze di polizia.

Presenti al convegno il Direttore Centrale di Sanità della Polizia di Stato Fabrizio Ciprani, il Questore di Firenze Armando Nanei e il Segretario Generale del Silp Cgil Daniele Tissone.

Questa tipologia di suicidi rientrano nella cosi’ detta sindrome di burn-out. Una delle cause puo’ essere lo stress da lavoro, turni pesanti, e un impegno sempre maggiore richiesto dall’istituzione. Colpa anche degli organici dove vedono ormai gli operatori delle forze dell’ordine sempre piu’ anziani. Chi va in pensione poi non sempre viene sostituito, causando spesso un calo di organico del personale. Salvini ne ha mandati 36 di poliziotti a Firenze, ma il Sindacato, numeri alla mano, ci dice che e’ un peccato che quelli andati in pensione siano piu’ di 36.

“Come Silp Cgil – ha concluso il segretario – chiediamo che ci sia maggior ascolto, che da subito siano implementati i corsi per la gestione dello stress oggi previsti, ma non sufficienti, durante i periodi di formazione e aggiornamento degli operatori, che vi sia una valorizzazione degli psicologi della polizia, una ripresa del progetto dei “pari” e una reale valutazione dello stress lavoro-correlato in tutti i reparti e uffici”.

Chiedono anche di rendere meno “pericoloso” per la carriera e la serenita’ del poliziotto la possibilita’ di segnalare il proprio disagio.

 

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