SINDACATO DI POLIZIA: L’UNIONE FA LA FORZA. I valori morali ed etici devono restare il vero motore di ogni nostra azione

Roma, 21 giu 2019 – UNIONE, UN MONITO ANCHE PER I NASCENTI SINDACATI DEI MILITARI.  Lettera aperta del Sindacalista di FSP-POLIZIA Franco MACCARI. Esattamente  un  anno fa, Il 21 giugno 2018 nella mia lettera scrivevo così: I valori morali ed etici devono restare il vero motore di ogni nostra azione. Per rispetto di quei valori ho scelto, un anno fa, di entrare a far parte dell’FSP POLIZIA, seguito da molti colleghi, Quadri sindacali di ogni livello, con il progetto di salvaguardare i Valori più importanti che per 25 anni avevano guidato la nostra azione a difesa dei Poliziotti: l’Indipendenza e l’Autonomia del Sindacato dai condizionamenti esterni, tra cui abbiamo sempre fatto rientrare anche l’idea che un Sindacato di Polizia si pesasse dai numeri. Non è così,  non è mai stato così.

Dopo un anno, è tempo di fare un bilancio.
Le battaglie per i “principi” che hanno caratterizzato il gruppo sindacale con cui ho condiviso questa nuova esperienza non hanno scadenza ed attraggono chi, a dispetto del cinismo imperante, crede ancora che il nostro lavoro sia qualcosa di più di una semplice professione. E siamo e saremo sempre in tanti, giovani Agenti o anziani, ad essere disposti  a dire un “NO” ai compromessi basati sulla convenienza immediata, sul fregare il prossimo, sul tradire amici e principi per 30 denari.

Sono altrettanto certo che non potrò mai dimenticare quanto impegno sia stato messo in campo per eliminare 
ogni traccia di questi ideali e della mia stessa persona: dopo un anno posso solo confermare il totale fallimento di quel progetto di annientamento mio e del folto gruppo che ha condiviso questa scelta.

Non abbiamo cercato facili poltrone e non abbiamo ceduto alla sia pur conveniente idea di creare una nuova sigla sindacale nonostante le forti pressioni (ancora attuali) per poi facilmente affiliarsi al miglior offerente…. ma la possibilità di lavorare ed impegnarci per il bene comune di tutti i colleghi e della Polizia: abbiamo trovato porte aperte in una Struttura Sindacale (appunto l’FSP Polizia!) di persone serie e preparate su tematiche importantissime e che fanno del “rispetto” un dogma assoluto!

Il progetto sindacale di una sigla forte di principi e competenze supera, a mio modo di vedere, i calcoli e le convenienze.

A questo comune, peraltro prossimo, modo di intendere il Sindacato del futuro, si stanno unendo e si aggregherannosempre più Colleghi e Rappresentanti.

Debbo quindi ringraziare anche quei dolorosi eventi per aver fatto gettare la maschera alla bramosia di potere, che ancora scarroccia come una nave senza una direzione, alla ricerca di acque sempre più addomesticate e tranquille dove potersi beare dei titoli, ma non delle scomode battaglie che altri hanno combattuto.

Il futuro del Sindacato di Polizia è porre incessantemente al centro della propria azione il Collega, tutelandolo a 360°, imponendo la propria voce, anche con forza ed “azioni adeguate”, dinanzi alle disattenzioni interne ed esterne.

Il mio e nostro impegno non è cambiato.

I miei e nostri ideali, nemmeno.

Franco Maccari
(dmc)


21 giugno 2018

Da sempre, credo nelle idee non nei colori.

Credo che il lavoro che qualsiasi Sindacato debba fare sia rivolto alla tutela del collega, dei diritti, della dignità, della difesa dalle aggressioni che subiamo al di dentro ed al di  fuori la nostra Amministrazione.

Per quasi 30 anni ho lottato giorno e notte per portare queste idee al centro di ogni azione ed iniziativa che ho, abbiamo, creato.

Una lotta quotidiana, spesso a muso duro, senza sconti, senza favoritismi e ruffianerie per piacere di più o compiacere qualcuno nei palazzi.

Onestà che oggi ripaga in termini di rispetto anche da parte di chi non la pensa e non la penserà mai allo stesso modo.

Fare Sindacato significa abbattere muri, consuetudini, retaggi, silenzi che vedono nei nostri colleghi le vittime di campagne mediatiche, di processi televisivi. Per me fare Sindacato non è mai stato sinonimo di comodità.

Una strada in salita che ha stancato a volte anche chi mi stava più vicino, molti preferiscono l’inerzia alla salita. Accade da sempre, accadrà ancora.

Ciononostante ho sempre fermamente creduto nella forza che ti dà il gruppo, sulle idee di chi condivide gli oneri, ma sovente non gli onori, del posto in prima fila.

Fare Sindacato è l’unico motivo per cui ho sempre guardato al futuro con fiducia.

Infatti dopo aver lasciato la carica di Segretario Generale del Coisp a chi mi ha accompagnato in ogni passo di questo percorso, a chi giurava di condividere le idee, a cui non è mai stato nascosto nulla, che io stesso ho presentato come la continuità dell’esperienza, dell’impegno, …. vedo questi valori sgretolarsi. Perduti in battaglie che stanno distruggendo anni di sacrifici di tanti, per volontà oscure di pochi.

Non posso e non voglio permettere a chiunque, anche a chi ritenevo avesse condiviso il percorso e la storia e non solo le stanze, di distruggere il passato come i fanatici terroristi hanno fatto con i monumenti religiosi che resistevano splendidamente da millenni. Abbattendo i simboli credevano di cancellare il significato ed il lavoro degli uomini che li avevano, amorevolmente,  lasciati alle generazioni future. Si sbagliavano. Hanno perso.

Cambiare si può e serve. Distruggere senza costruire è un male di questi tempi.

Fare Sindacato, in molti mi hanno chiesto di continuare a farlo.

14 anni fa ci avevano accusato di volere poltrone, ed eravamo arrivati, in pochi a costruire una realtà importante. Oggi altre accuse, che vedranno la completa risoluzione nelle aule dei Tribunali.

Ma io non posso attendere che il tempo renda giustizia.

In questi mesi ho ricevuto molte attestazioni di stima e solidarietà ed ovviamente anche qualche, cocente, delusione.

Quindi qualcosa di buono è accaduto: ho scoperto molta ignavia, opportunismo ed ipocrisia in alcuni, ma trovato coraggio, lealtà e valori condivisi da molti. Il bilancio è quindi già positivo.

Non vedo l’ora di ricompensare tanta stima ed affetto, con il mio lavoro ed impegno.

Non ho mai chiesto di seguire le mie idee per cieca obbedienza, ma per convinta volontà che Fare Sindacato sia un obbligo morale, imprescindibile, necessario se si è vissuto con la voglia di fare di più, di fare meglio per il bene comune.

Continuerò a farlo dalla prima linea, dal territorio, partendo sempre e solo dai Colleghi.

I valori morali ed etici devono restare il vero motore di ogni nostra azione.

Per me era, è e sarà sempre così.

Sia chiaro, pur se il dispiacere è immenso, so che non sono stato io a tradire il legame con il COISP, ma piuttosto vedo questo COISP che ha tradito se stesso e le sue idee.

Naturalmente la responsabilità è dei massimi vertici dirigenziali, non certo dell’ampia schiera di bravi ed appassionati Quadri che, escluso l’immancabile manipolo di cortigiani votati all’acquiescenza senza riserve, io non giudico per nulla in modo negativo: sono come me, vittime               
di un’illusione ottica per causa di troppa passione!

Non lancio appelli  ma se qualcuno dei tantissimi amici vorrà confrontarsi su queste considerazioni troverà il solito Franco, disponibile e schietto.

La delusione, per quanto cocente ed immeritata, non mi ha certo cambiato, nel senso che non ha soppresso il mio ideale, la mia fiducia nei principi sostenuti da sempre e la mia voglia di affermarli, per cui non accetto che l’altrui intolleranza costringa me al silenzio e le mie idee alla sconfitta!   

Quello sarebbe il vero tradimento!

Ho trovato nella FSP Polizia di Stato una opportunità eccezionalmente interessante, una realtà validissima sotto  vari aspetti, primo fra tutti il crisma fondante dell’AUTONOMIA ed INDIPENDENZA sindacale, valore in cui, per formazione e convinzione, ho sempre creduto.

La graditissima disponibilità che hanno offerto, permette di proseguire con rinnovato vigore ed immutato entusiasmo il percorso ideale lungo il quale ho purtroppo visto perdersi la sigla che mi/ci aveva fatto incamminare e sul quale avevo fatto incamminare molti, senza “articoli 38, decadenze o provvedimenti autoritativi” che nascondono l’incapacità di coinvolgimento, ma con la più classica “pacca sulla spalla” che mi risulta da sempre più apprezzata!

Nonostante tutto, voglio bene al COISP! Non a questo coisp! All’idea, ai valori veri che porterò con me! Anche per questo non scenderò nell’arena piena di fango già usata in simili occasioni da personaggi squallidi: non intendo controbattere ai prevedibili atti volgari e infarciti di falsità!

Saluto perciò TUTTI con la serena convinzione di aver deluso solo quelle persone che a tutti i costi non vogliono capire o che, per troppo attaccamento, non riescono a vedere.

Altri, certamente molti, ben comprendono.

Un grazie sincero ed affettuoso ai tanti che hanno creduto anche in me.

Di cuore, “Buon Sindacato” a tutti.

Franco Maccari
  (dmc)

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