DOCUMENTO PROGRAMMATICO PLURIENNALE PER LA DIFESA PER IL TRIENNIO 2019-2021. Presentato al parlamento, dal Ministro della Difesa Elisabetta TRENTA, lo stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021

Roma, 6 lug 2019 – COSA E’ IL DPP DEL MINISTERO DIFESA. Con il Documento Programmatico Pluriennale 2019-2021 (D.P.P.) il Ministro della Difesa presenta al Parlamento lo stato di previsione della spesa per l’anno finanziario 2019 e per il triennio 2019-2021, approvato nel 2018. Oltre al quadro finanziario di riferimento, il D.P.P. fornisce un aggiornamento sulle attività che vedono impegnato il Dicastero della Difesa, in chiave tanto previsionale quanto consuntiva. Ciò in linea con i contenuti dei documenti programmatici del Dicastero e dell’Atto di Indirizzo 2020, ed. 2019, con il quale il Ministro della Difesa ha tracciato le Linee di Indirizzo generali del Dicastero, con un orizzonte programmatico triennale, definendo le Priorità Politiche che le aree Tecnico-Operativa e Tecnico-Amministrativa della Difesa sono chiamate a seguire nell’utilizzo delle risorse finanziarie rese disponibili. (Ministro Difesa Elisabetta Trenta).

Il Documento programmatico COMPLETO e’ disponibile sul sito della Difesa, clicca qui >>

AL PARAGRAFO 1.4.2 TROVIAMO GLI IMPEGNI NAZIONALI DI ESERCITO, MARINA E AERONAUTICA.

ESERCITOSTRADE SICURE.

Sul piano nazionale la Difesa continua ad essere impegnata nelle seguenti attività: STRADE SICURE.

La Difesa conduce l’Operazione “Strade Sicure”, su territorio nazionale, ininterrottamente dal 4 agosto 2008, in virtù della L. n. 125 del 24 luglio dello stesso anno che ha autorizzato, per specifiche ed eccezionali esigenze di prevenzione della criminalità, l’impiego di un contingente di personale militare delle F.A., che agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza. Tale operazione è, a tutt’oggi, l’impegno più oneroso dell’Esercito Italiano in termini di uomini, mezzi e materiali.

Il primo contingente, articolato su 3.000 donne e uomini dell’Esercito Italiano, ha operato a disposizione dei Prefetti delle Province per svolgere servizi di vigilanza a siti ed obiettivi sensibili, inclusa la vigilanza ai Centri per l’immigrazione, nonché compiti di perlustrazione e pattugliamento in concorso e congiuntamente alle Forze di polizia. I militari in servizio nell’Operazione “Strade Sicure”, qualificati come Agenti di Pubblica Sicurezza, seguono uno speciale iter addestrativo, teorico-pratico, tale da garantire una pronta risposta operativa alle varie attivazioni e sempre adeguata alle circostanze.

Nel corso dell’ultimo biennio, i militari dell’Operazione “Strade Sicure” sono intervenuti, con compiti di presidio d’area e controllo degli accessi, per fare fronte alle situazioni di emergenza a seguito del sisma sull’Isola di Ischia (NA), del crollo del Ponte Morandi, a Genova, degli eventi meteorologici nella Provincia di Belluno, del sisma nell’area etnea della Provincia di Catania.

Tra gli obiettivi vigilati nell’ambito dell’Operazione rientrano siti istituzionali, luoghi artistici, siti diplomatici, nodi di scambio, luoghi di culto e siti di interesse religioso, valichi di frontiera e, persino, 31 siti dichiarati Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO. Dal 2008 ad oggi l’Operazione ha visto variare la sua consistenza numerica a seguito di provvedimenti adottati nel corso di specifici eventi (ad es.: EXPO 2015, “Giubileo straordinario della Misericordia”, G7, sisma nel Centro Italia e sull’Isola di Ischia) o per fronteggiare esigenze di sicurezza di alcune specifiche aree del territorio nazionale (ad es.: Terra dei Fuochi). Nel corso dell’ultimo biennio, i militari dell’Operazione “Strade Sicure” sono intervenuti, con compiti di presidio d’area e controllo degli accessi, per fare fronte alle situazioni di emergenza a seguito del sisma sull’Isola di Ischia (NA), in data 21 agosto 2017, del crollo del Ponte Morandi, a Genova, in data 14 agosto 2018, degli eventi meteorologici nella Provincia di Belluno, in data 27 ottobre 2018, del sisma nell’area etnea della Provincia di Catania, in data 26 dicembre 2018. Inoltre, nel corso del 2018, al fine di fornire un contributo più qualificato all’Homeland Security21, è stato avviato un processo di valorizzazione delle peculiarità tecniche delle Forze Armate finalizzato all’impiego del personale di “Strade Sicure” in linea con le capacità e l’addestramento delle unità dell’Esercito. Tra i provvedimenti adottati in tal senso dalla Forza Armata rientrano la riconfigurazione dei servizi in senso dinamico e la contestuale riduzione dei servizi meramente statici, l’impiego di assetti specialistici dell’Esercito (ad esempio gli assetti aerei a pilotaggio remoto nella c.d. Terra dei Fuochi) e la costituzione di un’aliquota in riserva da utilizzare per fare fronte a situazioni di recrudescenza della criminalità e del terrorismo o per particolari situazioni di emergenza. Prendono parte all’Operazione “Strade Sicure” circa 7.100 unità, che garantiscono una presenza capillare sul territorio nazionale contribuendo fattivamente alla realizzazione di un ambiente più sicuro.

MARINA MILITARE – MARE SICURO.

L’Operazione Mare Sicuro, avviata il 12 marzo 2015 a seguito dell’evolversi della crisi libica, svolge compiti di presenza, sorveglianza e sicurezza marittima nel Mediterraneo centrale e nello Stretto di Sicilia, in applicazione della legislazione nazionale e degli accordi internazionali vigenti. In particolare, essa assicura con continuità la sorveglianza e la protezione militare delle piattaforme e delle installazioni nazionali dislocate nelle acque internazionali antistanti le coste libiche, la protezione del traffico mercantile nazionale operante nell’area, la deterrenza, la raccolta di informazioni ed il contrasto dei traffici illeciti e dei movimenti di matrice terroristica.

Con la delibera del Consiglio dei Ministri del 28 dicembre 2017, dal 1 gennaio 2018, i compiti della missione sono stati ampliati a ricomprendere le attività di supporto e di sostegno alla Guardia Costiera e alla Marina Militare libiche per il contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani. Il Dispositivo aeronavale opera in area di mare di circa 160.000 km quadrati, situata nel Mediterraneo centrale e prospiciente le coste libiche e prevede l’impiego di un contingente massimo autorizzato di 754 unità, di 6 assetti navali della Marina Militare e 5 assetti aerei (di cui 4 ad ala rotante della MM e 1 a pilotaggio remoto dell’AM). In caso di esplicita richiesta della controparte libica, una o più unità d’altura del dispositivo aeronavale possono essere impiegate all’interno delle acque territoriali e interne libiche, per la protezione dei mezzi del Governo di Accordo Nazionale (GNA), impegnati nel controllo e contrasto dell’immigrazione illegale e del traffico di esseri umani o nella condotta di eventi di Ricerca e Soccorso (SAR).

MARINA MILITARE – VIGILANZA E PESCA

Dal 1959 la Marina Militare assicura la presenza navale continua nelle acque internazionali dello Stretto di Sicilia interessate maggiormente alle attività di pesca delle flotte pescherecce siciliane. La Vigilanza Pesca (Vi.Pe.) ha il compito di assicurare il libero esercizio dell’attività di pesca dai pescherecci nazionali, in acque internazionali, nel pieno rispetto legislazione vigente.

Le navi della Marina esercitano le funzioni di Polizia Giudiziaria, riconosciuta ai Comandanti delle navi da Guerra in acque internazionali. Le aree di gravitazione dei pescherecci, in relazione alla loro pescosità, sono mediamente porzioni di alto mare prospicienti alle coste tunisine e libiche. Alla Vi.Pe. partecipa una nave, pattugliatore d’altura o corvetta, continuativamente in mare, che assicura la sorveglianza dell’intera area di operazioni posta nello Stretto di Sicilia, tra le Isole Pelagie e la Tunisia

DIFESA DELLO SPAZIO AEREO NAZIONALE

AERONAUTICA MILITARE

Sin dalla sua costituzione (1923), l’Aeronautica Militare ha come compito operativo primario quello di assicurare la sorveglianza e la difesa dello spazio aereo nazionale, ventiquattr’ore al giorno per 365 giorni l’anno. Queste delicate funzioni sono assegnate al Comando Operazioni Aeree (COA) che attraverso il Reparto di Difesa Aerea Missilistica Integrata (DAMI) di Poggio Renatico controlla, attraverso una rete di sensori radar attivi e passivi, tutto il territorio nazionale. I controllori della difesa sorvegliano lo spazio aereo nazionale, avvistando e identificando il traffico aereo, sia esso civile che militare. Da queste stesse sale operative viene rilanciato, ove necessario, l’ordine di decollo immediato ai caccia “Eurofighter” e/o ai velivoli F-35 già operanti, per l’intercettazione di eventuali velivoli sospetti presenti nello spazio aereo italiano.

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