Nuovo impulso al Rimpatrio volontario assistito in Friuli Venezia Giulia.

Roma, 6 lug 2019 – ARRIVANO IN MODO CLANDESTINO E POI? In Italia non c’e’ lavoro neanche per tutti gli Italiani. L’immigrazione deve essere gestita e fatti entrare su richiesta numerica dello stato. Non serve a nulla l’ingresso clandestino, perche’ poi si rimane sempre clandestini e ai margini della societa’. Ed ecco poi che si cerca di rimpatriarli ed e’ un altro costo aggiuntivo per i cittadini. Segue comunicato Ministero Interi. Firmati a Trieste in prefettura, alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Salvini, l’accordo di collaborazione tra Regione Friuli Venezia Giulia e le prefetture della regione per favorire il rimpatrio volontario assistito e due protocolli per la legalità. Hanno partecipato il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga, il sindaco della città giuliana, Roberto Dipiazza, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, Zeno D’Agostino e il capo dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione, Michele di Bari.

L’accordo firmato oggi mira a instaurare una più stretta collaborazione tra la Regione e le prefetture di Trieste, Gorizia, Pordenone e Udine per realizzare dei progetti per la sperimentazione di percorsi innovativi di rimpatrio volontario assistito, grazie alle risorse messe a disposizione dal Fondo asilo migrazione e integrazione (Fami).

I protocolli per la legalità riguardano, invece, la prevenzione e il contrasto alle infiltrazioni della criminalità organizzata in appalti e concessioni nell’area portuale e nella zona del “Porto Vecchio”.

 

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