MANCANO MEZZI E PERSONALE MA IL CAPO DELLA POLIZIA PENITENZIARIA EMANA (POI RITIRA) CIRCOLARE CHE METTE A REPENTAGLIO LA SICUREZZA NELLE CARCERI

Il segretario della UilPa conferma “Cancellata la circolare che provocò forti proteste dei detenuti”.

Roma, 29 lug 2019 – “Ricordiamo benissimo la notte tra il 4 e il 5 giugno scorsi, quando il Capo della Penitenziaria con una apposita Circolare ordinò lo spegnimento delle Tv e di tutti gli apparati elettronici durante le ore notturne. La protesta dei 270 detenuti di Valle Armea presenti, durò circa 3 ore, con schiamazzi, urla, lancio di bombolette e battitura delle stoviglie”.

Fabio Pagani, Segretario Regionale della UilPa Penitenziari, commenta in questo modo la retromarcia del Capo della Polizia Penitenziaria. “Quella circolare – prosegue Pagani – provocò fortissime proteste in diversi carceri della penisola. Un vero leader non agisce così, mettendo a rischio non solo la sicurezza delle carceri, ma anche l’ordine pubblico delle città.

Un’organizzazione efficace, efficiente e programmata fa sì che ci siano più accorgimenti e più livelli di sicurezza. Sono mesi che denunciamo lo stato di gravità del sistema penitenziario e nessuno ci ascolta, sono anni che diciamo che continuano a diminuire le unità di Polizia e di contro aumentano i padiglioni detentivi, ma soprattutto i detenuti.

Mezzi e strumenti di lavoro sono inadeguati: un sistema consacrato non tanto all’orientamento rieducativo della pena, quanto autoreferenziale rispetto al fatto che la pena ‘deve’ rieducare per forza (anche chi magari non lo vuole).

Il bello è che gli indirizzi e le regole le dettano il capo del DAP e i dirigenti generali dell’amministrazione ma a risponderne è la Polizia Penitenziaria, troppo comodo così! I numeri sono impietosi e sono lì a dimostrare tutta l’inefficienza di un’amministrazione penitenziaria alla sbando”.

“Tornando a Sanremo, quella notte tra il 4 e il 5 giugno – termina Pagani – grazie solo alla Polizia Penitenziaria di Valle Armea si evitò una tragedia. Uomini di Stato avevano rischiato la propria vita e incolumità per far rispettare una circolare, una regola che oggi lo stesso Capo del DAP ha annullato.

Che il Ministro Bonafede prenda atto del fallimento di questa amministrazione e con coraggio avvii le procedure per avvicendare i responsabili di questo sfascio”.

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