GOVERNO “BLINDATO”, LA CAMERA VOTA LA FIDUCIA AL GOVERNO CONTE BIS. ALLA CAMERA PUO’ CONTARE SU UNA MAGGIORANZA DI 343 VOTI SU 630 DEPUTATI. I NO SONO STATI SOLTANTO 263

Roma, 9 set 2019 – MESSO IN SICUREZZA IL VOTO DI FIDUCIA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI, IL CONTE BIS REPLICHERA’ LA FIDUCIA AL SENATO DELLA REPUBBLICA, CON UNA SPECIALE “BLINDATURA” DEI VOTI. La Camera dei Deputati ha votato poco fa la fiducia al nuovo Governo Conti BIS. A breve (Domani o dopo domani) chiedera’ anche la fiducia al Senato e grazie alla promessa di voto, il Conte Bis dovrebbe godere di una ampia maggioranza dei voti, attestandosi intorno, se non sopra, ai 170 seggi, che gli consentira’ di governare il paese per i prossimi tre anni e mezzo, senza particolari pensieri di maggioranza, e con un buono scarto di voti, utili per non andare in minoranza. A favore della fiducia  si sono schierati il M5S, IL PD, I LEU, PARTE DEL GRUPPO MISTO E ALTRI PARTITI MINORI. Al voto possono partecipare anche i 6 Senatori a Vita. In totale quindi sono 321 Senatori, portando la maggioranza minima a 161 seggi.

Sempre oggi, in concomitanza con la discussione in Aula per la fiducia, e’ scesa in piazza la Lega e FI e  cittadini comuni. Grande assente nella piazza è stata Forza Italia di Silvio Berlusconi, anche perche’ in difficolta’ politica con la Lega di Salvini, e che non condivide del tutto questa manifestazione di piazza, ma combattera’ in Parlamento. Una manifestazione piu’ che legittima ma che non cambiera’ di nulla il corso della Legislatura, essendoci i numeri per Governare. La piazza di Montecitorio era piena di qualche migliaia di manifestanti, interessando anche in parte le strade limitrofe, ma qualcuno ha fatto notare che l’Italia ha piu’ di 60 milioni di cittadini. Per gli organizzatori: “C’era più gente di quello che ci si aspettava…”. Una Italia comunque spaccata  a meta’, tra la gente che vorrebbe votare, e la gente che vuole continuare con questo nuovo Governo. La resa dei conti sara’ al prossimo appuntamento elettorale, ma a questo punto vedo qualsiasi strada ancora aperta. Da qui a tre anni e mezzo molte cose possono cambiare, in meglio o in peggio.

Sara’ questa quindi una legislatura che molto probabilmente arrivera’ a scadenza naturale nel 2023; tre anni e mezzo, dove anche i militari avanzeranno le loro pretese, vecchie e nuove, ovviamente. Il personale militare non si aspetta miracoli, ma si aspetta di vedere conclusi alcuni provvedimenti di loro interesse, e magari altri di nuova richiesta. Tra le cose piu’ immediate troviamo il rinnovo del contratto di lavoro 2019/2021, gia’ scaduto, per una busta paga piu’ pesante; il correttivo al passato riordino dei gradi; il rinnovo della parte normativa ormai ferma da anni. Non si sottovaluta neanche l’abbassamento delle tasse delle buste paga, come paventare da questo nuovo esecutivo.

Al punto 26) del programma di Governo, troviamo: “Occorre offrire maggiore tutela e valorizzare il personale della difesa, delle forze di polizia e dei vigili del fuoco (comparto sicurezza e soccorso pubblico).

Per tutela sicuramente si riferiscono alla nuova legge sui sindacati militari. Poi la frase “valorizzare il personale” lascia aperto uno spiraglio di miglioramento economico e professionale, ma di difficile interpretazione, se si tratta di una o l’altra cosa, o di entrambe le cose.

Non ci rimane quindi che marcare stretto anche questo nuovo Governo e sperare di conquistare qualcosa di utile per il personale.

s.d.

 

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