I DELEGATI DEL CO.CE.R. CHIEDONO, IN CERTI CASI, LA NON RESPONSABILITA’ CIVILE VERSO TERZI DEI MILITARI. CHISSA’ SE HANNO MAI INCONTRATO O PARLATO CON I FAMILIARI DELLE VITTIME DI NASSIRYA. Furono 19 i morti ammazzati. Risarciti i familiari di Enzo Fregosi; il carabiniere spezzino era tra le vittime della strage

Roma, 16 set 2019 – DAVANTI ALLA LEGGE, I MILITARI DEVONO ESSERE UGUALI AGLI ALTRI CITTADINI. E’ FACILE FARE UNA DELIBERA E CHIEDERE L’IMMUNITA’, IN CERTI CASI, SULLA NON RESPONSABILITA’ CIVILE VERSO TERZI DEI MILITARI. MA ANDIAMOLO A RACCONTARE PRIMA ANCHE AI FAMILIARI DELLE VITTIME, CHE ANCORA SOFFRONO PER LA GRAVE PERDITA DEI LORO CARI (che tra l’altro in questo caso erano anche dei nostri colleghi) E HANNO LOTTATO DECENNI PER AVERE GIUSTIZIA!  Anche i giornali si sono accorti di questa delibera ed hanno iniziato a scriverci su. Penso che con la delibera si sia scritta una brutta pagina che mette in antipatia i militari con il mondo civile. Una manciata di delegati che chiedono questo per centinaia di migliaia di militari, che ovviamente non lo hanno mai chiesto!  Torniamo ai fatti con il racconto del Giornale ilsecoloxix.it. Ci sono anche la vedova, Paola, e la figlia Maria Allegra Coen Gialli, “in proprio e quali eredi” del carabiniere spezzino Enzo Fregosi, fra i familiari delle vittime della strage di Nassirya, che hanno ottenuto un risarcimento. Risarcimento reso possibile dall’ultimo grado di giudizio con recente sentenza della Corte di Cassazione. Erano le 10.40. Una autocisterna imbottita di esplosivo, si avvicinò all’edificio camera di commercio, che ospitava la base Maestrale. Tutti si sono chiesti come sia stato possibile che una autocisterna arrivasse fino a li. Una storia tremenda. Una tragedia resa più grave dal fatto che i militari siano stati esposti a un rischio più che previsto, sottovalutando il pericolo. 

Il Cocer, consiglio centrale della rappresentanza militare, ha chiesto che si approvi una norma che escluda i militari dalla responsabilità civile verso terzi, in occasione di condanna per fatti avvenuti in servizio. Il sindacato dei diritti dei militari, rappresentato da Luca Marco Comellini, contesta quella che ritiene una deriva militarista: «Davanti alla legge – dice – i militari devono essere come tutti gli altri cittadini e chi li vorrebbe impuniti non può restare nelle istituzioni e meno che mai nelle forze armate, il cui compito è essere fedeli alla Repubblica e alla Costituzione».

Fra i testimoni c’era un sopravvissuto, Riccardo Saccotelli, che – un anno fa – aveva raccontato al Secolo XIX perché riteneva si fosse trattato di «una strage annunciata, dovuta alla mancata prevenzione». Carabiniere, aveva testimoniato che «i vertici sapevano che stava per accadere». La base era rimasta «vulnerabile, indifesa», nonostante girasse perfino «un volantino in lingua araba che invitava a non mandare i bambini a scuola, perché ci sarebbe stata la giornata del terrore». Saccotelli si era salvato, in mezzo a tutte quelle vittime. Aveva subito ferite gravissime: «Vedevo solo sangue, mi diedero per morto, sono rimasto invalido al 100%, privato di una vita normale». Approfondisci l’argomento qui qui >>>

 

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4 thoughts on “I DELEGATI DEL CO.CE.R. CHIEDONO, IN CERTI CASI, LA NON RESPONSABILITA’ CIVILE VERSO TERZI DEI MILITARI. CHISSA’ SE HANNO MAI INCONTRATO O PARLATO CON I FAMILIARI DELLE VITTIME DI NASSIRYA. Furono 19 i morti ammazzati. Risarciti i familiari di Enzo Fregosi; il carabiniere spezzino era tra le vittime della strage”

  1. Quindi qual è la soluzione? Condannare un generale a pagare i risarcimenti alle vittime? Il risultato è che lo Stato scarica ogni colpa su un individuo, dopo aver obbligato lo stesso ad utilizzare mezzi e procedure tipici di una operazione a bassa conflittualità…e poi si dichiara estraneo ai fatti e decide che deve pagare uno che, si sa, non potrà mai risarcire il danno. Questa sentenza è una offesa alle vittime, non è giustizia. Se il generale ha sbagliato, è lo Stato che se ne deve fare carico e poi ne chiederà conto a lui.

  2. Ecco, come dici, lo stato dovrebbe farsene carico, e poi chiedere il conto al responsabile del fatto, accertato a fine grado di giudizio. Ma non possiamo soprassedere di fronte a delle colpe, se colpe ci sono state. Uno e’ pagato per svolgere al meglio il suo lavoro. Se crede che svolgendo il suo lavoro, le persone sottoposte sono a rischio, e non riesce ad avere sicurezze per la loro incolumita’, ci si puo’ anche dimettere in polemica e lasciare l’incarico, se non la professione. Poi vorrei dire anche che questo problema viene fuori solo oggi perche’ c’e’ un pezzo grosso di mezzo? Sai quanti militari graduati, marescialli o ufficiali semplici hanno pagato per loro errori e nessuno ha mosso un dito? Perche’ solo oggi e non allora? Nessuno vuole infierire su nessuno, ma la legge deve essere uguali per tutti, sia tra militari di diverse categorie e sia rispetto al mondo civile. Infaatti nessuno cambiera’ mai una norma uguale per tutti, perche’ risulterebbe di casta e anti popolare.

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