I NOSTRI GENERALI / IN SERVIZIO LAVORANO IN SILENZIO MA PARLANO VOLENTIERI E MOLTO UNA VOLTA IN PENSIONE

Roma, 17 set 2019 – UNA COSA IN COMUNE CE L’HANNO I GENERALI IN SERVIZIO O IN PENSIONE: MAI UNA PAROLA A FAVORE DEI DIRITTI DEL PERSONALE, ED ALTRE COSE ANCORA, TIPO CHE SIAMO MALPAGATI. In servizio parlano poco, ma una volta a casa molti continuano ad arringare la politica al fine di sopprimere sul nascere le giuste rivendicazioni del personale militare. 

Leggevo oggi un articolo, con un invito al nuovo Ministro GUERINI, dal seguente tenore:

La sindacalizzazione dei militari. I rischi di un corto circuito che può mandare in tilt la Difesa. L’opinione appassionata dell’ex Capo di Stato maggiore Tricarico che si rivolge al nuovo ministro.

Ed ancora:

“Ministro Guerini, oltre agli auguri sinceri per il mandato che ha appena assunto, la prego di mettere mano quanto prima alla legge che dia forma e contenuto alle attività sindacali, prima che il veleno messo in circolo nell’organismo militare produca effetti irreversibili”. Vedi qui >>>

Ma sempre esternazioni ed atti orientati a difendere i poteri forti e stemperare le aspettative di quel personale contrattualizzato che chiede piu’ dignita’ economica; piu’ qualificazione professionale; piu’ tutela sindacale. E’ il caso delle avversioni che si leggono in questi mesi circa la nascita dei nuovi sindacati militari. Generali in pensione che se la prendono con l’ex Ministro Trenta per aver gia’ riconosciuto una ventina di sindacati militari.

Ma la risposta a queste avversioni e’ che questo processo arriva da lontano, da una lotta del personale ormai piu’ che trentennale, e ci si e’ arrivati grazie ad una sentenza definitiva e irreversibile della Corte Costituzionale del 2018. La quale ha aperto ai sindacati militari, rispettando certamente alcune prerogative, e l’ex Ministro ha fatto bene a buttarsi avanti e riconoscere i sindacati.

Forte un balzo di lungimiranza, intuizione, che dopo di lei ci sarebbe stata la barbarie sindacale?  Inutile rivolgersi al Ministro della Difesa Guerini in questa fase: anche lui e’ il frutto di un Esecutivo che in uno dei 29 punti del programma di governo del Paese trova scritto: “maggiori tutele per il  personale militare”.

Ormai la frittata e’ fatta e non si puo’ tornare piu’ indietro. Si puo’ solo gestire e accompagnare per mano il nuovo sindacato militare verso nuovi orizzonti e diverse vedute.

d.s.

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