EX-ILVA / ANCHE I MILITARI DI TARANTO VOGLIONO RESPIRARE

Taranto, 5 nov 2019 – L’EX ILVA DI TARANTO E’ ANCORA UN PERICOLO PER LA SALUTE. salute che non riguarda soltanto i lavoratori dell’Acciaieria, ma anche i cittadini e i militari presenti sul territorio e in mare. Non e’ la prima volta che il Delegato COCER Marina Militare Ciavarelli interviene su questo delicato argomento. Per Ciavarelli e’ giusto non rinnovare l’immunita’ penale e amministrativa alla societa’ che gestisce l’ex Ilva di Taranto.  In qualità di rappresentante anche dei circa 13.000 militari e rispettive famiglie di Taranto non posso che plaudire al decreto del Governo che toglie l’immunità penale e amministrativa alla società che è subentrata alla gestione dell’ex Ilva. 

I colleghi che operano in porto, non solo della Guardia Costiera ma anche della Guardia di Finanza, sono tenuti ad operare con mascherine e dispositivi per tentare di proteggersi come se fossero su Marte. Vi e una grande preoccupazione anche perché una sede della Guardia Costiera è all’interno dell’area SIN, esposta ai minerali. Infatti la copertura dei cosiddetti parchi minerali oltre che a sapere di polvere nascosta sotto il tappeto, in quanto non vi è stata alcuna bonifica preventiva, non ha previsto al contempo una movimentazione con aspiratori dalle navi ai nastri trasportatori. Gli uffici, ma anche la mensa e gli alloggi, sono ancora aggrediti di polverino rosso cancerogeno e di carbone. Su tali questioni la Rappresentanza Militare a tutti livelli della Marina, ma anche della Guardia di Finanza ed importanti sindacati di Polizia come il S.I.U.L.P. da anni denunciano lo stato di preoccupazione e disagio dei propri rappresentati.

Come “delegato dei militari” rimango perplesso per l’atteggiamento dei sindacati confederali in particolare dei metalmeccanici. La chiusura della area a caldo, che non ha creato problemi ai genovesi, potrebbe essere una occasione per lo sviluppo di quelle aree da bonificare e trasformare in luoghi commerciali, agricoli, culturali e turistici. L’esperienza ce lo insegna. Le Forze Armate, nonostante rigidità insite nel sistema, stanno riducendo il personale di 30.000 militari. Sia pure contrari stiamo, salvaguardando tutti gli esuberi. “Volere é potere”! Non sta alla rappresentanza militare entrare nel merito di questioni politiche e di strategie nazionali economiche basate sull’acciaio. Ciò che preme è la salute e la qualità della vita dei colleghi.  Perché a Taranto si dovrebbe essere ammazzati impunemente e in tutte le altre parti del mondo no? Perché i sindacati non prendono in mano la situazione per trasformare il territorio, difendendo la salute dei propri operai e magari contribuendo all’aumento delle opportunità di lavoro? A chi giova tenere aperta una industria cosi pericolosa per la salute ed “ingombrante” negando altre forme di sviluppo economico, culturale e sociale?

Antonello Ciavarelli – delegato Co.Ce.R. Marina

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