ECCO L’INTERVENTO DEI DELEGATI DEL COCER DI OGGI DURANTE L’INCONTRO CON IL MINISTRO DELLA DIFESA ON. GUERINI

Roma, 20 nov 2019 – GLI SFORZI PER ORA SONO PER IL CORRETTIVO AL RIORDINO. MA IL CO.CE.R SI RISERVA DI DISCUTERE ANCHE DI PREVIDENZA, RINNOVO CONTRATTUALE 2019/21, GLI STRAORDINARI, ECC. Questo l’intervento del CO.CE.R. di oggi: Egregio Sig. Ministro della Difesa, nel porgerLe il saluto dei rappresentanti del Cocer Esercito, i quali si riconoscono nel documento che pongo alla Sua attenzione, auspichiamo che questo sia l’inizio di prossimi confronti su tante tematiche che, oggi visto il tempo e l’argomento di cui parleremo, non potremo affrontare nello specifico.

Ci riferiamo ad argomenti come la previdenza, il rinnovo contrattuale 2019-2021, gli straordinari per le Forze Armate e per il personale impiegato in attività di ordine pubblico e soccorso alla popolazione e le responsabilità discendenti dallo “status militare”. L’argomento su cui oggi vorremmo focalizzare l’attenzione è il riordino dei ruoli e il provvedimento correttivo connesso.

Ci teniamo a precisare l’assoluta volontà di tutti i rappresentanti del COCER Esercito di continuare a far parte del Comparto Difesa e Sicurezza, deve comunque rilevarsi la necessità del riconoscimento della legittimazione rappresentativa del Comparto Difesa superando i limiti della legge 195 del 1995, al fine di poter rappresentare compiutamente la peculiarità del personale delle Forze Armate.

Infatti, come dimostra il provvedimento oggi all’esame delle Commissioni Parlamentari, al pari di tutti gli altri riordini che lo hanno preceduto, a iniziare dal 1995, sono il risultato di diverse e non sempre conciliabili esigenze delle Amministrazioni e delle rappresentanze del personale delle F.A e F.P. L’ultima conferma è questo provvedimento correttivo al riordino, così come noto al momento,
rappresenta l’ennesima toppa – cosi come sottolineato dal Capo dello Stato Maggiore della Difesa – di un vestito già logoro.

Non si può infatti disconoscere come l’accentuata struttura piramidale e le recenti norme di revisione dello strumento militare mal si conciliano con l’esigenza, da sempre perseguita dagli Interni di prevedere una apertura delle carriere pressoché totale.

Elementi di raccordo che hanno permesso la coesistenza di due modelli organizzativi diversi, quali quello delle Forze Armate e delle Polizia, sono stati il principio di equiordinazione e la norma sulla specificità.

Ancorché tali elementi siano stati il faro conduttore dei vari provvedimenti di riordino che si sono succeduti nel tempo, si deve purtroppo constatare come il modello organizzativo delle F.A. non trova corrispondenza con la forte esigenza della Polizia di un armonico passaggio da un ruolo all’altro, nell’ottica delle “carriera aperta”.

In tale contesto, con l’intendimento di rispettare in toto il principio di equiordinazione tra le varie componenti del comparto, si ritiene necessario un impegno concreto del Governo affinché nell’immediato futuro si ricerchino norme adeguatamente sostenute da correlate risorse finanziarie, che consentano al personale delle Forze Armate, ai quali l’Amministrazione non può assicurare lo stesso sviluppo di carriera dei colleghi delle Forze di Polizia, il riconoscimento di valori retributivi analoghi che remunerino la mancata progressione di carriera.

Non può infatti disconoscersi che misure come quelle allo studio in questo momento
nell’ambito del correttivo al riordino dei ruoli, di una riduzione delle permanenze dei vari gradi, portano al personale delle Forze Armate benefici risibili dal punto di vista economico, attesa l’impossibilità congenita di progredire nei ruoli superiori.

Tutto ciò con evidenti effetti negativi sul trattamento economico di servizio e soprattutto su quello di quiescenza e di demotivazione del personale che diuturnamente garantisce la sicurezza del Paese.

La forte richiesta avanzata dalle Forze Armate, è una rivisitazione tutto tondo delle norme che presiedono alla revisione dello strumento militare (con particolare riferimento ai volumi organici e tempistiche di applicazione della legge 244 del 2012).

La richiesta è di assicurare una volta per tutte pari dignità al personale della Difesa, sia in termini economici ma soprattutto in termini di sviluppo di carriera, al pari di quanto si sta operando dal 1995 per quello delle Forze di Polizia.

20 novembre 2019

IL COCER ESERCITO

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One thought on “ECCO L’INTERVENTO DEI DELEGATI DEL COCER DI OGGI DURANTE L’INCONTRO CON IL MINISTRO DELLA DIFESA ON. GUERINI”

  1. Sono un Aiu. in Riserva anno arruolamento 1968, in pensione. Sono uno di quelli sceso in piazza per il sindacato negli anni 75 /80. Ho rischiato di essere congedato con il Cap. CIANCARELLA, poi si è scoperto che la firma del decreto del Sig. Presidente Pertini ERA FALSA. Io son uno di quelli che ho di quelli che ho dovuto rincorrere sempre la promozione al grado superiore perché qualcuno cambiava le regole. Inoltre secondo alcuni individui( politici e giudici corte dei conti) fummo classificati, insieme agli insegnanti, CQTEGORIE ATIPICHE NON PRODUTTIVE. Dopo quasi 15 anni la situazione è peggiorata che delusione. Un vecchio detto napoletano recita, quando a Napoli regnava re Francesco detto Francischiello di De Filippo memoria. Maestà la truppa si lamenta e lui rispose aumentate la paga ai generali. Per ulteriori informazioni chiamate il T. Col. Bottacchiari Presidente del Consiglio Centrale di rappresentanza del 2010 e, ne sentirete delle belle. Onori al tricolore

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