PATRIMONIO ABITATIVO DELLA DIFESA. L’intervento dell’USMIA – Unione Sindacale Militari Interforze Associati. E’ urgente investire sulla ristrutturazione per garantire piu’ alloggi al personale militare in servizio

Roma, 20 nov 2019 – Comunicato stampa. ALLOGGI DI SERVIZIO. In merito alla tematica degli alloggi di servizio assurta recentemente alla ribalta delle cronache, USMIA intende evidenziare le forti criticità, più volte esaminate in sede parlamentare, concernenti il patrimonio abitativo della Difesa. La cronica indisponibilità degli alloggi di servizio, necessari sia a garantire la
pronta reperibilità di coloro che ricoprono specifici incarichi, sia a soddisfare le esigenze di quanti sono soggetti ad alta mobilità e costretti a prestare servizio in sedi distanti centinaia di chilometri da quelle di abituale dimora dei rispettivi nuclei familiari, sta acuendo il senso di sfiducia e di insoddisfazione del personale militare costretto a sopportare, in particolare nei grandi centri urbani caratterizzati da elevati costi di locazione, il disagio del pendolarismo giornaliero o settimanale, con conseguenti riflessi negativi sulla sfera personale, sociale, economica, familiare nonché sul rendimento nel lavoro.

In controtendenza rispetto alle maggiori esigenze correlate ad un modello di forze armate divenuto, oramai da 15 anni, interamente professionale, il patrimonio alloggiativo della Difesa risulta essere in continua riduzione ed in progressivo depauperamento.

Esso ammonta, oggi, complessivamente, a circa 16.000 unità abitative delle quali almeno 5.000 risultano inagibili per mancanza di risorse finanziarie necessarie all’esecuzione di interventi di ristrutturazione e spesso, persino, di limitate manutenzioni ordinarie. La disponibilità infrastrutturale risulta ulteriormente ridotta per la presenza di numerosi occupanti con titolo di concessione scaduto, mentre, le procedure burocratiche e leggi inadeguate impediscono l’immediato impiego, a fini manutentivi dei canoni di locazione, rendendo oltremodo lunghi, nell’ordine dei mesi, i tempi per l’attribuzione degli insufficienti alloggi disponibili, assegnabili in via temporanea ai militari e alle rispettive famiglie, sulle base delle graduatorie per titoli.

Iniziative periodicamente richiamate negli stessi atti di indirizzo ministeriali, concernenti il piano pluriennale per la costruzione, l’acquisto e la ristrutturazione di alloggi di servizio, correlato al piano di gestione e dismissione del patrimonio abitativo ritenuto non più utile e i cui proventi avrebbero dovuto finanziare la realizzazione di nuovi alloggi, non hanno purtroppo sortito, ad oggi, effetti tangibili.

In tale quadro, non si può che constatare come ogni intendimento volto a migliorare la condizione del personale militare si scontra, purtroppo, con una politica di bilancio stazionaria se non addirittura riduttiva perseguita negli ultimi decenni e che risulta assolutamente incompatibile con il modello di forze armate professionali nonché con l’ambizione di essere quanto meno raffrontabili alle più moderne compagini militari, appartenenti all’Unione europea e all’Alleanza atlantica.

Si rappresenta alle Autorità governative e parlamentari come concreti e realistici interventi nel settore alloggiativo non possano, purtroppo, prescindere da un urgente piano, di durata almeno quinquennale, che preveda congrui e mirati finanziamenti necessari per il ripristino delle 5.000 unità abitative inagibili della Difesa, in progressivo e irreversibile degrado.

Roma, 20 novembre 2019
USMIA
LA SEGRETERIA NAZIONALE

 

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