Contratti, per il Ministro della Funzione Pubblica Fabiana Dadone: “In arrivo aumenti superiori a ultimo rinnovo”. Cosi’ la pensa il nuovo Ministro, come si apprende dal sito web ufficiale. Sara’ poi cosi’ tutto vero?

Roma, 22 nov 2019 – UNA BUSTA PAGA PIU’ PESANTE CON IL NUOVO CONTRATTO? Lo garantisce il nuovo Ministro DADONE. Sembrerebbe di si, ma bisogna ancora aspettare il varo della legge finanziaria 2020 (che avverra’ entro fine anno) e poi tornare al tavolo delle trattative, il prossimo anno. Anche se ormai e’ tutto scritto e le cifre gia’ definite dallo stanziamento economico. Se tutto va bene, forse, troveremo qualcosa in busta paga nella prossima primavera; ad oltre un anno dalla scadenza del precedente contratto di lavoro, scaduto il 31.12.2018.

Se l’aumento sara’ piu’ consistente del precedente contratto scaduto, come dichiarano, si tratta di cifre medie lorde sui 100 – 120 euro per tutti?

Vediamo il pensiero e lo stato dell’arte che ci comunica il ministro epr la Funzione Pubblica.

Il Ministro Fabiana DADONE: “Il rinnovo del contratto 2019-2021 dei dipendenti pubblici ci fa conseguire un primo buon risultato, frutto del grande impegno che ho raccontato ai sindacati nei giorni scorsi. Una risposta concreta alla necessità di valorizzare chi lavora per lo Stato, in modo da introdurre e rafforzare quelle innovazioni e buone pratiche che ci consentiranno, come promesso, di offrire a cittadini e imprese una Pubblica amministrazione amica, snella, efficiente, sempre più al passo con i tempi e rispondente alle esigenze di rilancio del sistema Paese”. Lo dice il ministro per la Pa, Fabiana Dadone, all’indomani del Cdm che ha licenziato il Documento programmatico di bilancio e approfondito i contenuti della legge di Bilancio.

“Daremo le cifre esatte a tempo debito, ma a regime siamo comunque oltre gli aumenti della precedente tornata contrattuale. Possiamo garantire un recupero di potere d’acquisto superiore all’indice Ipca (si tratta dell’Indice dei Prezzi al Consumo Armonizzato per i paesi dell’Unione) – prosegue Dadone – e assicuriamo così la continuità nella contrattazione che non era affatto scontata in questa fase. Il Governo compie, dunque, un grande sforzo di fronte alle ristrettezze del ciclo e ristabilisce la fisiologica dinamica triennale dei rinnovi in favore dei lavoratori”.

“Non considero, però, questo risultato un punto di arrivo, ma un trampolino per rafforzare quelle policy di modernizzazione, efficientamento e razionalizzazione che ci consentiranno di contare su un personale in servizio sempre più motivato nella missione fondamentale di migliorare la qualità della vita dei cittadini e sostenere la competitività del sistema economico italiano”, conclude il ministro Dadone. 

 

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