Audizione del Ministro della Difesa sulle linee programmatiche del suo Dicastero presso le Commissioni Difesa congiunte della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica, del giorno 30.10.2019. ALCUNE COSE CHE RIGUARDANO IL PERSONALE SONO MOLTO INTERESSANTI

Roma, 24 nov 2019 – UN INTERVENTO CHE CI FA CAPIRE MEGLIO LE INTENZIONI DEL GOVERNO IN CARICA E DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUERINI. Per facilitare la lettura delle cose che piu’ ci riguardano da vicino, le abbiamo selezionate e pubblicate qui di seguito.

Qui puoi ascoltare il VIDEO dell’intervento, clicca qui >>>

Qui puoi leggere l’intervento su file PDF, clicca qui >>>

In particolare Il Ministro della Difesa:

Parla di adeguare il livello delle retribuzioni del personale militare e del personale civile.

Cita il problema ancora da risolvere della previdenza complementare (pensioni) in favore del  personale. La Difesa non dispone ancora della possibilità di compensare con i fondi pensione l’inevitabile riduzione del trattamento pensionistico determinata dai nuovi metodi di calcolo.

Parla dei suicidi nelle caserme. E della tutela della salute nei luoghi di lavoro.

Parla del suo convinto sostegno al percorso parlamentare intrapreso per dare attuazione al pronunciamento della Corte Costituzionale in ordine alle Associazioni Professionali di natura Sindacale del personale delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia a ordinamento militare.

Trovare una soluzione al personale con contratto a tempo determinato.

Saranno effettuate nuove assunzioni di personale civile.

Si puo’ anche prendere visione dell’intero documento su PDF, o ancora meglio, ascoltare il video dell’intervento del Ministro Guerini.


Segue parte dell’intervento del Ministro Guerini sulle questioni che riguardano il personale, da pagina 19 del file PDF:

Presidenti, Onorevoli Colleghi,

mi avvio a concludere riservando le considerazioni finali al personale, civile e militare, perché sono fermamente convinto che esso costituisca il perno dell’intero sistema della Difesa. La componente umana, infatti, è una risorsa strategica per tutte le macro organizzazioni, ma lo è ancor di più per la Difesa, per la quale assume una particolare importanza in ragione dello straordinario senso del dovere e spirito di sacrificio richiesti.

La compagine militare si caratterizza per i valori e gli ideali che ne ispirano e ne conformano la professionalità. Intendo, quindi, porre la massima attenzione sull’essenza della militarità e, in tale ottica, sarà orientato un nuovo, corale sforzo teso alla formazione continua di tutto il personale nonché all’aggiornamento delle diverse specialità, senza mai trascurare le legittime e comprensibili aspettative del singolo. Come noto, le Forze Armate, oggi più di ieri, soffrono di un innegabile invecchiamento del personale, principalmente a causa della professionalizzazione combinatasi con le progressive riduzioni organiche imposte, per ragioni di bilancio, dalla legge 244 del 2012. In tale ambito, ritengo si possa partire anche dalle proposte recentemente avanzate dalle Forze Armate, volte a rivedere il modello di reclutamento dei Volontari in ferma prefissata, passando dalla attuale struttura 1+4 ad un modello 3+3, rispondendo al contempo alle richieste di coloro che desiderano intraprendere la carriera militare.

Esiste, inoltre, la necessità di avviare proficui percorsi che consentano di adeguare il livello delle retribuzioni del personale militare in ragione del consolidato principio della specificità. E in tal senso, sulla base delle linee tracciate nell’ambito del comparto Difesa e Sicurezza, alcuni importanti risultati sono stati conseguiti con i recenti provvedimenti correttivi ai decreti legislativi sul riordino dei ruoli e delle carriere.

Un’ulteriore sfida per il futuro è rappresentata dalla necessità dimettere in campo soluzioni idonee e concrete che consentano ai militari di poter assolvere, con maggiore serenità, gli onerosi impegni di servizio cui sono chiamati, senza trascurare le esigenze di ognuno. Intendo, perciò, avviare processi virtuosi che consentano di bilanciare, da un lato, i compiti operativi delle Forze Armate, adeguandoli al mutato scenario di sicurezza, dall’altro, le legittime aspettative del personale. Dovrà essere uno sforzo sinergico che necessiterà del convinto coinvolgimento anche di altri Dicasteri (Salute, MIUR, Interno, Lavoro e Politiche Sociali), sia per la specificità del servizio reso dagli appartenenti alle Forze Armate sia per sostenere e supportare adeguatamente le loro famiglie. Mi riferisco alla possibilità di definire soluzioni organizzative e d’impiego attraverso l’adozione di specifici protocolli d’intesa, orientati a coniugare le esigenze del mondo militare con quelle più generali e sempre mutevoli dei contesti lavorativi e occupazionali.

Peraltro, la salvaguardia della salute del personale e la tutela della sicurezza negli ambienti di lavoro restano temi al centro dell’attenzione della Difesa. La questione è stata recentemente affrontata da un Tavolo Tecnico interno alla Difesa, da cui sono scaturite interessanti proposte che saranno, a breve, nella disponibilità del Parlamento. È mio intendimento porre la giusta attenzione al preoccupante fenomeno dei suicidi. Pertanto, non esiterò a sostenere gli organismi istituiti presso ogni Forza Armata e, a livello centrale, presso lo Stato Maggiore della Difesa, affinché possano svolgere la loro azione di analisi, di monitoraggio e di consulenza, in maniera aderente ed efficace.

Con riferimento, invece, al tema dell’assunzione di nuovo personale, occorre individuare procedure innovative atte a coniugare un’alimentazione qualitativa e quantitativa appropriata con percorsi più moderni ed efficaci per il reinserimento nel mondo del lavoro del personale a tempo determinato, anche ricorrendo alle potenzialità di strumenti organizzativi interni, quali l’Agenzia Industrie Difesa (bacino di formazione) e la Società Difesa Servizi S.p.a., superando eventuali vincoli normativi attualmente vigenti. Occorre, peraltro, rafforzare l’integrazione interforze, anche attraverso un più funzionale ed efficace impiego delle risorse e una crescente sinergia ed armonizzazione dei comparti operativo, logistico e della formazione. Proprio con specifico riferimento al settore formativo, intendo promuovere l’alta formazione del personale destinato a ruoli dirigenziali apicali, attraverso iter formativi sempre più improntati allo sviluppo del pensiero strategico. Ciò, anche al fine di proporre candidature qualificate e competitive per gli incarichi in ambito inter-agenzia e soprattutto internazionale, allo scopo di acquisire posizioni di rilievo, per la promozione e la tutela degli interessi del Paese.

Passando al personale civile, intendo dare ulteriore impulso al ricambio generazionale, in particolare nell’area tecnico-industriale, anche come opportunità di sviluppo per i territori e garanzia dei livelli occupazionali. In tal senso, ritengo necessario procedere a nuove assunzioni e garantire, parallelamente, un processo di valorizzazione, anche in termini economici, coerente con i compiti sempre più rilevanti che il personale civile è chiamato a svolgere. A tale riguardo, desidero, a breve, dare corso ad una prima tranche di assunzioni e, inoltre, proporre soluzioni che motivino ulteriormente la componente civile. Tra le iniziative da intraprendere, auspico l’incremento del trattamento economico accessorio, che è attualmente uno tra i più bassi delle Amministrazioni centrali. Penso, in particolare, ad una sorta di “assegno”, analogo all’incentivo previsto dalla legge di bilancio 2018, volto a dare il giusto riconoscimento economico alla componente del personale civile, in un quadro di simmetricità e complementarietà con il personale militare.

Prima di giungere alla conclusione del mio intervento, desidero assicurarVi il mio convinto sostegno al percorso parlamentare intrapreso per dare attuazione al pronunciamento della Corte Costituzionale in ordine alle Associazioni Professionali di natura Sindacale del personale delle Forze Armate e dei Corpi di Polizia a ordinamento militare, con l’auspicio di conseguire al più presto soluzioni condivise e confacenti agli interessi di tutti.

Inoltre, risulta non più procrastinabile affrontare, nell’ottica della specificità riconosciuta al Comparto Difesa – Sicurezza, il problema della previdenza complementare in favore del nostro personale, che, dopo ventiquattro anni dall’adozione del sistema contributivo, nonostante le reiterate dichiarazioni d’intento e i perentori impegni assunti, non dispone ancora della possibilità di compensare con i fondi pensione l’inevitabile riduzione del trattamento pensionistico determinata dai nuovi metodi di calcolo.

Per quanto concerne la Magistratura militare e viste le proposte di legge all’esame del Parlamento,nel quadro delle competenze attribuitemi dall’ordinamento, intendo sostenere un qualificato progetto di riforma che muova da un’esigenza di razionalizzazione della Giustizia militare e di risparmio di spesa e, al tempo stesso, di salvaguardia degli interessi di specialità e di coesione interna delle Forze Armate. È peraltro allo studio,da parte dei competenti uffici dei Ministeri interessati, una complessiva proposta di delega legislativa che coinvolgerà anche la dimensione militare.

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