Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate. CONTINUANO I LAVORI IN COMMISSIONE. la Commissione Difesa ha chiesto una proroga di 7 giorni, dal 30/11, per i prescritti pareri sul correttivo al riordino

Roma, 26 nov 2019 – L’ON. DAVIDE GALANTINO: PIU’ SOLDI AI GRADUATI E UNIFICAZIONE DEL RUOLO GRADUATI CON I SERGENTI. Segue discussione completa in aula di oggi 26.11.2019.

CAMERA DEI DEPUTATI – Martedì 26 novembre 2019
281. XVIII LEGISLATURA
BOLLETTINO DELLE GIUNTE E DELLE COMMISSIONI PARLAMENTARI Difesa (IV)
COMUNICATO BOZZA NON CORRETTA
ATTI DEL GOVERNO

  Martedì 26 novembre 2019. — Presidenza del Presidente Gianluca RIZZO. – Interviene il Sottosegretario di Stato per la difesa, Giulio Calvisi.

  La seduta comincia alle 14.

Sulla pubblicità dei lavori.

  Gianluca RIZZO, presidente, avverte che è pervenuta la richiesta che della seduta sia data pubblicità anche mediante gli impianti audiovisivi a circuito chiuso. Non essendovi obiezioni, ne dispone l’attivazione.

Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate.
Atto n. 118.
(Seguito dell’esame e rinvio).

  La Commissione prosegue l’esame dello schema, rinviato nella seduta del 17 ottobre 2019.

  Gianluca RIZZO, presidente, ricorda che lo scorso 12 novembre si è concluso il ciclo di audizioni informali deliberato dalla Commissione e che il termine per l’espressione del parere scade il 29 novembre. Comunica, quindi, che sono stati trasmessi, dal Ministero per i rapporti con il Parlamento, i pareri della Conferenza Unificata e del Consiglio di Stato.

  Alberto PAGANI (PD) segnala l’esigenza di disporre di ulteriore tempo anche per esaminare con la dovuta attenzione i pareri espressi dalla Conferenza Unificata e dal Consiglio di Stato.

  Gianluca RIZZO, presidente, domanda al rappresentante del Governo se sia disponibile ad attendere oltre la scadenza del 29 novembre.

  Il sottosegretario Giulio CALVISI dichiara che il Governo acconsente a un ulteriore tempo, non superiore però alla conclusione della prossima settimana.

  Alberto PAGANI (PD) invita tutti i gruppi a far pervenire tempestivamente i loro eventuali contributi, al fine di predisporre una proposta di parere condivisa e completa.

  Davide GALANTINO (FDI) rammenta che in occasione dell’avvio dell’esame del provvedimento aveva evidenziato i gravi errori commessi dai Governi precedenti nel tentativo di realizzare un riordino dei ruoli. Questi hanno determinato discriminazioni tra il personale. Infatti, a partire dal 1995, i diversi provvedimenti con cui sono stati progressivamente ridotti i periodi minimi di permanenza nei gradi, hanno determinato un notevole accorciamento delle carriere, oltre a provocare una serie di sperequazioni. In particolare, si sono verificate forti criticità in seguito allo sbilanciamento a vantaggio dei ruoli apicali. Rileva che l’attuale divisione delle categorie (graduati, sottufficiali e ufficiali) si sovrappone in maniera errata alle mansioni che la legge attribuisce ai ruoli: la categoria dei sottufficiali, ad esempio, è composta dal ruolo dei sergenti (mansioni esecutive) e ruolo dei marescialli (mansioni direttive), mentre la categoria degli ufficiali ha mansioni direttive fino al grado di capitano, e mansioni dirigenziali a partire dal grado di maggiore. Sottolinea, poi, che lo stesso Capo di Stato Maggiore della difesa, generale Vecciarelli, in occasione della sua audizione presso le Commissioni riunite Difesa della Camera e del Senato, ha espresso, a nome del personale, insoddisfazione e frustrazione per il fatto che, a causa delle ridotte risorse finanziarie, nonostante il lungo lavoro per cercare soluzione adeguate, margini di miglioramento sono assai esigui. Evidenzia, quindi, che le proposte con maggiore impatto finanziario riguardano la riduzione della permanenza in taluni gradi dei ruoli marescialli, sergenti e graduati, con conseguente accelerazione di carriera e l’incremento dell’assegno funzionale destinato ai volontari in servizio permanente con 17 anni di servizio, nella misura di 270 euro lordi annui, a partire dal 1o gennaio 2020, e di ulteriori 30 euro a decorrere dal 1o gennaio 2025. Si tratta di un intervento che comporta aumento netto di 14 euro al mese per i soggetti interessati e che, pur necessario, lascia insolute e pendenti altre questioni. Infatti, i volontari in ferma prefissata delle Forze armate percepiscono stipendi netti di circa 1.000 euro il primo caporal maggiore circa 1.300 e i marescialli 2.200 a fine carriera. Sono stipendi che, sebbene non molto dissimili da quelli percepiti nella Pubblica Amministrazione, non tengono conto del fatto che il personale militare è soggetto a trasferimenti e che, per la stragrande maggioranza, proviene dalle regioni del sud Italia. Inoltre, si rivelano insufficienti allorquando si voglia pensare a formare una famiglia.
  Ciò premesso, ritiene necessario prevedere nella proposta di parere alcune condizioni. In particolare, occorre prevedere solo tre ruoli di responsabilità: dirigenziale; direttivo o intermedio ed esecutivo o di base. Inoltre è necessario prevedere l’unificazione del ruolo volontari in servizio permanente e quello dei sergenti, avendo entrambi i ruoli carattere esecutivo. L’ingresso nel ruolo sergenti, infatti, avviene esclusivamente dal ruolo dei volontari in servizio permanente e ne costituisce la naturale prosecuzione di carriera. Peraltro, anche il Consiglio di Stato ha segnalato che l’incostituzionalità dell’accesso al ruolo sergenti attraverso il solo concorso, proponendo l’unificazione dei due ruoli, che garantirebbe la permanenza presso lo stesso reparto.

  Giovanni RUSSO (M5S) concorda con l’ipotesi di rinviare l’espressione del parere alla prossima settimana.

  Alberto PAGANI (PD) osserva che unificare i ruoli dei graduati, che pure risponde a un principio giusto, potrebbe scontrarsi con una realtà operativa del personale militare difficilmente conciliabile con la previsione di un meccanismo automatico. Ritiene, dunque, che sul punto occorra una riflessione ulteriore.

  Antonio DEL MONACO (M5S) evidenzia come lo schema affronti tematiche complesse, legate ai disallineamenti nelle carriere che si sono creati in passato attraverso i diversi interventi normativi. Sottolinea, poi, che le modifiche recate alle carriere del personale militare presentano importanti risvolti anche per quanto riguarda la rappresentanza militare e potrebbero comportare la necessità di indire nuove elezioni proprio mentre il Parlamento sta esaminando le proposte di legge volte a superare la stessa rappresentanza militare, riconoscendo il ruolo dei sindacati di militari.

  Maria TRIPODI (FI) condivide l’esigenza di approfondire i vari aspetti dello schema e di rinviare, quindi, l’espressione del parere.

  Davide GALANTINO (FdI) chiarisce che attraverso l’unificazione dei ruoli dei graduati è finalizzata a incrementare la motivazione del personale militare, evitando che si raggiunga l’apice della carriera in un’età anagrafica troppo lontana dal momento del collocamento in quiescenza, come potrebbe succedere a lui.

  Antonio DEL MONACO (M5S) condivide le considerazioni del collega Galantino di evitare un’eccessiva permanenza nell’ultimo grado della carriera, pur sottolineando l’importanza di prevedere un criterio meritocratico.

Sull’ordine dei lavori.

  Gianluca RIZZO, presidente, ricorda che giovedì mattina alle 8.45 si svolgerà il seguito dell’audizione sulle linee programmatiche del Ministero dell’onorevole Guerini, iniziata lo scorso 30 ottobre. A questo proposito, comunica che è in distribuzione il resoconto stenografico di quella seduta.

  La seduta termina alle 14.20.

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3 thoughts on “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze armate. CONTINUANO I LAVORI IN COMMISSIONE. la Commissione Difesa ha chiesto una proroga di 7 giorni, dal 30/11, per i prescritti pareri sul correttivo al riordino”

  1. Sugli stipendi hanno detto delle falsità non è vero che un maresciallo prende 2200 euro e nemmeno che un VSP 1300 euro ma a parità di anzianità e situazione familiare (assegni e detrazioni) la differenza è di circa 300 euro…molto differente invece è il confronto con gli Ufficiali, su di un altro pianeta.

  2. Non è assolutamente vero che un 1° luogotenente percepisce 2.200 euro l’anno..magari..a stento stiamo intorno ai 2.000 euro (molto dipende dalle addizionali regionali e comunali). Cercano in questo modo, a parole, di ridurre il gap con gli Ufficiali dirigenti..aumenti automatici dpcm e tanto altro…l’aeronautica è loro noi siamo solo un contorno. Ma non venissero a raccontarlo proprio a noi che conosciamo la verità.

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