MILITARI ITALIANI IN IRAQ A RISCHIO RAPPRESAGLIE? Bisogna tenere alta la guardia. Sono in pericolo. Quali interessi ne riceviamo noi Italiani?

Roma, 4 gen 2020 – LASCIARLI SUL POSTO LI ESPONE A MOLTEPLICI RISCHI. GLI ATTENTATI SONO LA COSA PEGGIORE PER UN MILITARE: TI ARRIVANO QUANDO MENO TE LO ASPETTI. E gli Iraniani hanno detto che si vendicheranno. Lo faranno anche contro gli Italiani? L’attacco in cui è stato ucciso il generale iraniano Soleimani espone a rischi più grossi i soldati nelle zone in cui l’Iran potrebbe vendicarsi. Gli italiani in Iraq sono quasi tutti inseriti nella Coalizione multinazionale e si trovano soprattutto a Erbil, Baghdad, Kirkuk.

Rimane comunque sconosciuto l’interesse che gli italiani possono trovare con la presenza militare e politica in Itraq.

COSA FACCIAMO IN IRAQ. DAL SITO UFFICIALE DELLA DIFESA.IT

I compiti del contingente italiano sono:

  • Contribuire con personale qualificato agli staff dei comandi della Coalizione;
  • Attività Air-to Air refueling a favore degli assetti aerei della Coalizione;
  • Ricognizione e sorveglianza con velivoli e aerei a pilotaggio remoto;
  • Addestramento delle Forze di Sicurezza curde ed irachene.

L’attuale contributo nazionale prevede un impiego massimo di 1100 militari, 305 mezzi terrestri e 12 mezzi aerei.

L’addestramento delle Forze di Sicurezza curde (Peshmerga) ed irachene si svolge principalmente nelle sedi di Erbil (Kurdistan) e Baghdad (Irak).

Ad Erbil l’attività viene svolta da personale dell’Esercito inquadrato nella Task Force Land, costituita a gennaio 2015 ed inquadrata nel Kurdistan Training Coordination Center (KTCC), il cui comando è attribuito alternativamente per un semestre all’Italia e alla Germania, e ad esso contribuiscono nove nazioni, con propri addestratori (Italia, Germania, Olanda, Finlandia, Svezia, Gran Bretagna, Ungheria, Slovenia e Turchia). L’Italia impiega al momento circa 350 militari, di cui 120 istruttori. I corsi che vengono svolti a favore dei peshmerga sono: formazione basica di fanteria; addestramento all’uso del sistema controcarro Folgore, addestramento all’uso dei mortai e dell’artiglieria, corso per tiratori scelti (snipering), primo soccorso, counter IED.

A Baghdad e a Kirkuk sono presenti uomini delle Forze speciali (appartenenti a tutte le Forze Armate), che addestrano i militari iracheni del Counter Terrorism Service (CTS) e le Forze speciali delle Forze di sicurezza curde.

Dalla fine di giugno 2015, inoltre, è attiva nella capitale irakena la Police Task Force Iraq (PTFI) di circa 90 unità con il compito di addestrare gli agenti della Iraqi Federal Police destinati ad operare nei territori liberati, evitando il pericoloso vuoto di potere che segue la fase dei combattimenti.

Inoltre, il Governo ha reso disponibile, nel Kurdistan Irakeno, la Task Group “Griffon”, che opera a favore di personale della Coalizione con compiti di trasporto. La capacità operativa è assicurata da un task Group (TG) composto da n. 4 NH90 da trasporto, basato sul sedime di Ebril dove si trova la TF Land.

In Kuwait opera la componente aerea della Task Force Air Kuwait che garantisce l’impiego sinergico e coordinato degli assetti di volo KC 767A, Eurofighter e Predator. La TF soddisfa le esigenze di rifornimento in volo degli assetti della coalizione con il proprio KC 767A. Alla TFA Kuwait è affidato il compito di concorrere alla definizione della situation awareness della coalizione mediante l’impiego dei propri assetti Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR) Eurofighter e Predator.  (difesa.it).

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