CASSA PREVIDENZIALE DEI GRADUATI. UNA CASSA D’ORO. Una necessita’ che nasce dalla base dei Graduati oppure richiesta dall’alto?

Roma, 12 gen 2020 – GRADUATI, LA “CASSA” DELLA DISCORDIA. SI TRATTA DI UN BACINO DI CIRCA 40.000 UOMINI E DONNE. UNA INIEZIONE DI DENARO FRESCO CHE PUO’ ARRIVARE A CIRCA 1.200.000 EURO NETTI AL MESE; ANNUI CIRCA 16.000.000 DI EURO. Si paga anche sulla tredicesima. Come tutte le cose Italiane anche la storia della cassa del Ruolo Graduati e’ nata male; anzi finora non e’ nata mai. PERCHE’ OGGI E NON IERI? Una dimenticanza dell’epoca, oppure una necessita’ concreta subentrata oggi? Un conto è averla creata subito dopo la riforma del servizio militare di leva a beneficio del nuovo esercito professionale ed e’ un conto assoggettarli oggi ad una ritenuta che per molti porta poco vantaggio. Infatti tra poco meno di 10 anni molti Graduati anziani andranno in pensione, e il versamento porterebbe un vantaggio in fase di liquidazione di 3.000 max 4.000 euro. I marescialli avendo versato per 40 anni circa prendono 20.000 euro. Quasi il doppio gli ufficiali, ma pagano anche una percentuale doppia ed hanno uno stipendio ben superiore, e a conti fatti il prelievo risulta circa il triplo dei marescialli come ritenuta mensile.

La soluzione sarebbe semplice, senza scontentare nessuno:

1. valutare se imporla obbligatoria per i nuovi assunti che passano IN SPE, da domani.

2. Lasciare la libera scelta, se aderire, oppure no, per il personale che gia’ e’ in spe oggi.

Infatti chi aderisce si vedrebbe diminuire di botto lo stipendio anche di 35 euro netti al mese. Che equivale alla perdita di un contratto di lavoro. Soldi che comunque gli verrebbero restituiti alla fine, alla pensione, con qualche interesse, trattandosi di un piano di accumulo pluriennale. Per chi la prende oggi il vantaggio c’e’. Cio’ che si prende e’ superiore a cio’ che si e’ versato nel tempo. Poi si possono chiedere dei prestiti, tipo il piccolo prestito INPS con interessi di vantaggio. Questi sono i conti alla mano. Poi cattive gestioni della cassa ufficiali e anche quella sottufficiali ci hanno messo sul chivala’ e fatto riflettere. Si parla di un default nel 2022? Certo se e’ vero, questo sarebbe un problema. Ricordo le cause in tribunale e il tempo di attesa per il personale per vedersi liquidata la cassa. Una tragedia. Peggio dei due anni di attesa per prendere oggi la liquidazione di 40 anni di onorato lavoro. Uno stato che prima prende, ma poi gestisce male e ti ritarda tutto. Ma va ricordato che parliamo di persone in pensione, che vogliono godersi i loro soldi, prima di transitare ad altra vita non piu’ terrena!

Ritornando a noi, rimane da capire se questa e’ una richiesta presentata in massa dai Graduati, e se non e’ cosi’, da chi, oppure gli viene calata dall’alto, dai vertici militari o dalle altre categorie che si sentono in difficolta’ nel prossimo futuro? Certo i soldi in arrivo sono molti e fanno gola. Si tratta di circa 16.000.000 di euro all’anno (40.000 Graduati per circa 30 euro nette al mese, per 13 mensilita’). Qualcuno ha gia’ fatto i conti senza l’oste? Per salvare il salvabile e tirare avanti ancora qualche anno? E’ ovvio che se vogliono ti fanno una legge e ti tocca pagare obbligatoriamente, senza se e senza ma. Ma farla oggi, e non ieri, desta dubbi e incertezze nella testa degli interessati.

Vedremo come andra’ a finire questa cosa. Ma ripeto, farla in modo volontario per chi e’ gia’ in spe e valutare se farla obbligatoria per i nuovi passaggi in spe.

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