CASSE DI PREVIDENZA: “I versamenti obbligatori negati”. di Domenico BILELLO

Roma, 12 gen 2020 – CASSA DI PREVIDENZA SOTTUFFICIALI E UFFICIALI: SI PASSA ALL’INCASSO SOLO A CERTE CONDIZIONI. Ce lo ricorda con questo scritto Domenico Bilello (Delegato CO.CE.R. – Interforze). Esistono delle casse di previdenza (integrative rispetto all’Inps) delle Forze Armate la cui iscrizione è obbligatoria per legge, in sintesi i militari interessati hanno una trattenuta mensile obbligatoria in funzione di una percentuale dello stipendio (che inizia da circa 35 euro mensili a salire). Negli anni si possono accumulare cifre ben sopra i 10.000 euro. Sono soldi esclusivamente del singolo dipendente. L’amministrazione non versa nulla. L’amministrazione per legge stabilisce tramite il Ministero il consiglio di amministrazione che gestisce qualche centinaio di milioni di euro. Gli obbligati (iscritti) mica ogni anno hanno ricevono come nei fondi pensione integrativi o assicurativi un resoconto sulla gestione dei soldi della Cassa a cui sono obbligati a partecipare? No. Nulla. Non sanno quanto soldi hanno versato, se hanno guadagnato o perso. Curiosità, qualche anno fa dai giornali si è appreso che la banca dove erano depositate le somme era Banca Marche, una delle Banche salvate insieme a Banca Etruria.

Cosa accade ai militari iscritti per legge a versare ogni mese i propri soldi se vai via prima di sei anni perchè cambi lavoro? Non te li danno perchè una legge non lo prevede. Mica è finita, se hai la sfortuna di ammalarti ad esempio di tumore o leucemia o hai un infortunio grave e vieni congedato e continui a lavorare come dipendente dello stesso Ministero ed hai la “sfortuna” di essere stato dell’Esercito o appuntato dei Carabinieri puoi aver anche versato obbligatoriamente magari 30 anni di somme, ma purtroppo per te non ti verranno restituiti. Invece se sei della Marina o Aeronautica ti vengono restituiti. Sono anni che i diretti interessati chiedono i loro soldi ed ottengono risposte negative. Alcuni sindacati hanno portato avanti questa battaglia di civiltà e di giustizia, alcuni rappresentanti dei militari anche nel recente correttivo al riordino dei ruoli hanno evidenziato questa ingiustizia. Senza esito. Nota interessate nella scorsa legislatura L’On. Tofalo (Sottosegretario alla Difesa nel Conte 1 e 2) ha fatto insieme ad altri deputati 5stelle una interrogazione parlamentare alla Camera su questa vicenda dicendo esattamente le stesse cose (4/17672 del 12.09.2017) siamo nel 2020 e nulla è cambiato. I malati ex militari o CC riformati ancora aspettano i propri soldi. E’ Normale?

Domenico BILELLO
(Delegato COCER Interforze)

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