FUNZIONE PUBBLICA: Per il Ministro DADONE, “Premiamo il merito per migliorare i servizi”

Roma, 12 gen 2020 – Il post! UN ARGOMENTO QUESTO CHE RIGUARDA QUASI ESCLUSIVAMENTE IL PERSONALE CIVILE DELLO STATO. LA DIFESA HA CIRCA 20.000 DIPENDENTI CIVILI CON VARIE FUNZIONI. Tutti vogliono valutare e incentivare i subalterni, gli operai, gli impiegati. Ma perche’ poi i subalterni non possono esprimere un voto sull’operato dei loro superiori e dirigenti? Sarebbe una buona occasione per dare un voto anche ai superiori, militari compresi. Un passo avanti sulla trasparenza e responsabilizzazione di tutti. Lo Stato e’ di tutti, e non e’ dei soli Dirigenti, ovviamente. Ma i Dirigenti la fanno spesso da “padrone” su tutte le linee. Stipendi compresi.

Segue intervento del Ministro della Funzione Pubblica DADONE: “Vogliamo innovare in modo profondo la Pa”, afferma il Ministro Dadone, “premiando il merito, accrescendo il senso di appartenenza dei dipendenti pubblici allo Stato e, in definitiva, migliorando i servizi resi ai cittadini. In questo grande disegno si inseriscono le Linee guida per la misurazione e valutazione della performance individuale, che pubblichiamo oggi e che completano quelle emanate nel 2017.

Offriamo così alle amministrazioni indicazioni utili per avvalersi al meglio di una delle leve più importanti di una gestione strategica delle risorse umane”.

“Misurare e valutare in modo obiettivo e trasparente le performance – continua il Ministro – significa anche poter allocare al meglio le risorse, decidere in modo avveduto a chi destinare determinati incarichi, agire sui gap formativi per colmarli e far crescere la produttività del lavoro, passando dalla logica dell’adempimento, oggi troppo spesso ancora prevalente, a quella del risultato rapportabile a precisi obiettivi. Il traguardo finale è valorizzare il capitale umano, migliorare l’organizzazione delle strutture e dare così servizi più all’altezza dei bisogni dei cittadini. Ma è pur importante non puntare soltanto sul premio di carattere monetario. Anzi, spesso l’autostima e il senso di appartenenza del dipendente pubblico si rafforzano più con altre forme di riconoscimento. Le linee guida suggeriscono meccanismi premiali reputazionali, di coaching e mentoring interno per chi si è distinto nel proprio operato”.

“Inoltre – conclude il Ministro – la performance individuale va sempre rapportata a quella organizzativa, del gruppo e dell’ente nel suo complesso. Così si suggerisce di allargare la platea dei soggetti valutatori per uscire dalla autoreferenzialità: non solo il proprio capo ufficio, ma anche i propri pari tra i colleghi o persino i collaboratori per una valutazione che arriva dal basso. Senza dimenticare i cittadini e gli stakeholder esterni, rispetto ai quali, non a caso, abbiamo già pubblicato a novembre le Linee guida sulla valutazione partecipativa”.

 

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