ALLOGGIOPOLI DIFESA: un problema – quello degli alloggi della difesa -, destinati a militari e dipendenti civili – che tutti conoscono ma che nessuno vuole risolvere definitivamente.

Roma, 18 gen 2020 – SEMBRA CHE LA PROCURA DI ROMA STIA INDAGANDO SU CIRCA 3600 ALLOGGI OCCUPATI SENZA UNA CONCESSIONE VALIDA, SU UN PATRIMONIO ABITATIVO DI CIRCA 16.500 ALLOGGI SPARSI IN TUTTA ITALIA. Vedremo come andra’ a finire anche questa nuova storia, sollevata da alcuni giornali nazionali. Se cosi’ e’, hanno ragione. Per stare negli alloggi ci vuole una concessione valida, anche se e’ giudiziaria, dei Tribunali, per coloro che resistono ad uscire, ma che ritengono di avere delle ragioni valide per rimanerci.

Si tratta di case “popolari della difesa” per soddisfare le esigenze abitative del personale militare e anche – in certi casi – dei dipendenti civili della difesa, abbisognevole e per facilitarne il trasferimento di sede. Sotto il profilo normativo non fa una piega, ma con il tempo, molti che ci sono entrati, non sono piu’ usciti. Di chi e’ la colpa? Della politica sopratutto, dato che ha emanato nel passato alcune leggi contro alcuni tipi di sfratto.

Il danno di tutto questo va a discapito di coloro che vengono trasferiti e che a livello finanziario ne hanno piu’ bisogno di altri. Il metro di misura e’ il reddito familiare e il numero dei componenti familiari. Un’altra colpa, per la mancanza di alloggi, e’ l’assenza di fondi economici per sistemare quelli inagibili, chiusi da tempo, che ne sono tantissimi. Fatto sta’ che se uno chiede un alloggio difficilmente lo trova. Sono meglio garantiti gli allogi ASI, ad incarico, dove gli ufficiali sono piu’ avvantaggiati; pur avendo uno stipendio doppio di coloro che ne avrebbero piu’ bisogno di altri che stanno bene.

Come uscirne? La cosa migliore e’ venderli tutti e concedere al personale bisognoso, o trasferito d’autorita’, un assegno mensile per coprire le spese. Un assegno in base al calcolo isee di ogni inquilino militare e civile che lo richiede. Piu’ sei “ricco” e meno prenderai. E devi dimostrare di non avere un alloggio in tutta italia, intestato a te, o a tua moglie, o ai tuoi figli che abitano con te. Altrimenti te lo affitti e col ricavato ti ci paghi un affitto dove vorresti avere un alloggio della difesa.

Poi, in un Esercito che vuole sentirsi moderno, ogni caserma va adeguata con tanti alloggi per gli scapoli, quanti sono gli effettivi. In modo che ogni militare possa usufruire in sede di un appoggio momentaneo nel tempo.

Ma vediamo come i giornali e altre organizzazioni trattano questo nuovo “bubbone”:

CORRIERE DELLA SERA
Sono oltre 3.000 le case della Difesa occupate abusivamente da ex militari, figli e mogli.
L’indagine della procura di Roma sulle assegnazioni degli alloggi di servizio. La Corte dei Conti stabilirà anche il danno per l’Erario. di Fiorenza Sarzanini, clicca qui >>> 

SINDACATO DEI MILITARI
ALLOGGI DELLA DIFESA, COMELLINI (SINDACATO DEI MILITARI): I SINE TITULO VANNO CACCIATI, clicca qui >>>

IL SOLE 24 ORE
L’«Affittopoli» della Difesa: 3.600 alloggi a ex militari e figli senza titolo. Il dossier giunge da un’inchiesta dello Stato Maggiore e si concentra sugli abusi e sulle attestazioni false compiute. I pm di Roma hanno avviato delle verifiche, clicca qui >>>

IL MESSAGGERO
Difesa, scandalo affittopoli: 3.600 case occupate senza titolo da parenti di ex militari, clicca qui >>>

ASSOCIAZIONE CASA-DIRITTO
Le leggi 537 e 724 partono da un principio: tramite l’introduzione di particolari canoni, che legittimano gli utenti che hanno perso il titolo concessorio, si contribuisce a finanziare il “sistema casa” sia per la manutenzione che per il FONDO CASA. , clicca qui >>>

 

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