IL GOVERNO DICHIARA GUERRA AL RAZZISMO E ALLA XENOFOBIA SU INTERNET. CI VUOLE MODERAZIONE E SOPRATTUTTO “ACCENDERE” IL CERVELLO

Roma, 16 feb 2020 – NUOVO DISEGNO DI LEGGE VARATO DAL GOVERNO. MOLTI I COMPORTAMENTI DA RIVEDERE SU INTERNET. NON SOLO XENOFOBIA E RAZZISMO, MA ANCHE OFFESE ALLA PERSONA. Se poi sei un militare la questione e’ molto grave, perche’ il tutto si ripercuote sul servizio e sulla carriera. Facciamo un esempio: dare del ladro ad una persona (anche ad un politico) ancora incensurata e non giudicata dalla magistratura come colpevole in via definitiva, si puo’ essere querelati e subire un processo. Sia che si ha ragione o torto, bisogna prendersi un avvocato, subire delle grosse spese economiche, devi segnalare l’accaduto al tuo comando e partecipare al processo che magari sin svolge a centinaia di chilometri da casa tua. Ne vale la pena? Io penso di no. Gestendo un sito e un forum dal lontano anno 2000 ne abbiamo viste molte. Spesso nel passato abbiamo ricevuto richieste di informazione dalla polizia postale su chi ha scritto cosa (diffamazione, denucie di fatti, ecc), su mandato del magistrato. Questo nel passato. Ora le cose si sono fatte piu’ serie e piu’ dure. Non chiedono solo informazioni su chi ha scritto cosa; ma chi si sente leso cita in giudizio anche l’amministratore del Forum o del sito web. E’ una cosa seria e dobbiamo stare attenti tutti. Sia chi gestisce e chi scrive sui post, sui social.

Vediamo ora cosa ha varato il Governo, nella riunione dell’altro giorno.

Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Luigi Di Maio, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione del Protocollo addizionale alla Convenzione del Consiglio d’Europa sulla criminalità informatica, riguardante la criminalizzazione degli atti di razzismo e xenofobia commessi a mezzo di sistemi informatici, fatto a Strasburgo il 28 gennaio 2003.

Il Protocollo, entrato in vigore a livello internazionale il 1° marzo 2006, consente di utilizzare gli strumenti della cooperazione internazionale anche per perseguire reati legati alla propaganda a sfondo razzistico e xenofobo, commessi attraverso sistemi informatici.

Il disegno di legge di ratifica chiarisce, tra l’altro, l’ambito applicativo della normativa che punisce la propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa, stabilendo che i reati previsti possono essere commessi con qualsiasi mezzo, anche informatico o telematico.

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