Il ruolo dell’Italia nell’ex Mare Nostrum: intervista al Gen. Bertolini. Intervista di Riccardo Ferretti – LARAN

Roma, 2 mar 2020 – Pubblichiamo di seguito una interessante intervista di Riccardo FERRETTI, de LARAN, al Gen Bertolini. Occasioni perse e ipocrisia hanno minato l’autorevolezza del nostro Paese a livello internazionale, riducendone drasticamente lo spazio di manovra sullo scacchiere mediterraneo dove si impongono nazioni più “assertive”. Questo e molto altro nelle parole dell’alto ufficiale già a capo del Comando Operativo di Vertice Interforze e della Brigata Folgore, un militare di elevato profilo e con una vasta esperienza in missioni internazionali.

Generale Marco Bertolini, la posizione dell’Italia nello scenario libico appare compromessa dall’ingresso in scena della Turchia. Ritiene che vi siano ancora margini sufficienti affinché Roma possa ristabilire una capacità d’influenza tale da poter tutelare gli interessi nazionali in Libia?

Certamente ci troviamo in una fase molto dinamica, nella quale la Turchia di Erdogan, il principale artefice di quello che fino a poche settimane fa pareva uno sblocco della situazione in Libia grazie ad una mossa a tutto favore di Al Serraj, è presa da una pericolosa escalation in Siria dove l’esercito turco sta fiancheggiando i terroristi di Haiat Tahrir al Sham impegnati a fronteggiare una poderosa offensiva russo-siriana tesa a liberare la provincia di Idlib. Pare quindi improbabile che Ankara possa proseguire a spostare jihadisti dalla Siria a Tripoli, come aveva iniziato a fare qualche settimana fa, e questo potrebbe marginalizzarne temporaneamente il peso in Libia, a tutto vantaggio di un’iniziativa italiana ed europea. Ma, al contrario, potrebbe anche verificarsi che un successo di Ankara in Siria ridia ossigeno alle speranze di una forte sponda oltremediterraneo di Al Serraj, rilanciandone le speranze ai danni di Haftar. Resta il fatto che sarebbe necessaria, per gestire da parte nostra questo momento, una chiarezza di idee da parte del nostro Governo che non pare esserci, in un momento in cui il problema del coronavirus e le frizioni intra ed extragovernative assorbono le poche energie dell’Esecutivo. Diciamo che probabilmente Al Serraj dovrebbe avere ora tutto l’interesse a ridurre la spocchia con la quale aveva rifiutato di perdere tempo con le nostre profferte di interessamento per risolvere la crisi, anche se resta il fatto che non credo che il nostro Governo sia attrezzato culturalmente per capire che quello che i due contendenti cercano è essenzialmente supporto militare, non sterili appelli alla pace e contro le armi che non cavano un ragno dal buco, anche se gonfiano le gote dei nostri professionisti di buoni sentimenti da quattro soldi.
In ogni caso, c’è da dire che la ripartizione delle competenze tra i vari poteri del nostro Stato poco, anzi pochissimo, si presta all’adozione di provvedimenti tempestivi, per sfruttare l’onda del momento e finestre di opportunità che in questa fase storica si aprono e si chiudono nel giro di un batter d’occhio. Per questo, saremo sempre in debito d’ossigeno rispetto ad un regime come quello turco nel quale il Presidente ha spazi di manovra per noi impensabili. E senza dover temere l’iniziativa di qualche giovane PM che entri a gamba tesa nel campo di decisioni politiche in punta di diritto. L’intervista al Ben. Bertolini  continua qui >>>

 

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