Statali, sul tavolo del contratto anche la detassazione dei premi

Roma, 3 mar 2020 – SIAMO SEMPRE COSI’ SFORTUNATI? L’emergenza CORONAVIRUS potrebbe mettere tutto in secondo piano e rivedere anche le decisioni gia’ prese, alla luce delle pessime condizioni economiche in cui versa ora e anche poi il nostro PAESE. La situazione sanitaria e’ grave, e quella economica sara’ anche peggio  IL DOSSIER. II ministro della Funzione pubblica, Fabiana Dadone, seppure con qualche cautela, ha aperto ad alcune delle richieste sindacali in vista del rinnovo del contratto degli statali. In un documento programmatico consegnato nei giorni scorsi al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro Dadone ha indicato i principali punti che dovrebbero entrare a far parte del memorandum. Tra questi ci saranno «ulteriori interventi in materia retributiva». Cosa significa? Che oltre agli aumenti contrattuali (ad oggi sono stati stanziati dal governo 3,37 miliardi di euro, che corrispondono ad un aumento medio delle buste paga del 3,5%), saranno messe sul tavolo altre due questioni. La prima è la detassazione dei premi di produttività, come già avviene nel settore privato, dove oggi scontano una tassazione agevolata al 10%.

LA MOSSA

Questa defiscalizzazione potrebbe essere introdotta anche per gli statali. Il condizionale però, resta d’obbligo, anche perché nelle premesse il documento della Dadone consegnato a Conte sottolinea come la premessa per ogni decisione siano «le indispensabili intese con il ministero dell’Economia». Le risorse insomma, non sono una variabile indipendente. La seconda questione che sarà affrontata nel memorandum d’intesa, sarà quella del cosiddetto «elemento perequativo». Si tratta del bonus di 20 euro lordi al mese circa, che è stato riconosciuto nell’ultimo contratto ai dipendenti statali con i redditi più bassi. Lo scopo dell’elemento perequativo era quello di portare l’aumento minimo riconosciuto ai dipendenti pubblici il più vicino possibile agli 85 euro medi lordi mensili. Per finanziarlo occorrono circa 400 milioni l’anno. Anche in questo caso, dunque, molto dipende da quello che sarà l’atteggiamento del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri sulla questione. Questione che, tra le altre cose, rischia di incrociarsi con il taglio del cuneo fiscale. Chi percepisce «l’elemento perequativo» nella maggioranza dei casi prende anche il bonus Renzi che da luglio sarà portato da 80 a 100 euro. Un ragionamento che potrebbe arrivare al tavolo della trattativa tra governo e sindacati. Nel memorandum, come spiega il documento della Dadone, entreranno anche altri temi. In particolare un capitolo sarà dedicato alla valorizzazione del personale attraverso degli adeguati percorsi di carriera.

L’ALLARGAMENTO

L’intenzione sarebbe quella di allargare le percentuali dei dipendenti che accedono alle cosiddette «progressioni orizzontali», che oggi comportano degli scatti economici. Queste progressioni hanno dei limiti percentuali (il 20% del personale) che il ministero vorrebbe incrementare. Ma si tratta di una strada che non convince i sindacati, o almeno non tutti, che vorrebbero lasciare più spazio alla contrattazione su questo punto uscendo dalla logica delle percentuali predeterminate. Oltre al memorandum da firmare con i sindacati per far ripartire la stagione contrattuale, il documento programmatico consegnato a Conte dalla Dadone, introduce anche altre novità. C’è, per esempio, l’idea di un supporto centrale alle amministrazioni locali, soprattutto quelle più piccole o più in difficoltà. L’intenzione sarebbe quella di creare delle task force per aiutarle nelle procedure più complesse, come può essere per esempio un’Aia (l’autorizzazione integrata ambientale) o nelle procedure di Via agli investimenti. Un aiuto arriverebbe anche sulle procedure di reclutamento attraverso i bandi unici che il ministero metterà a disposizione entro la fine di marzo. Un punto sul quale il ministero vuole accelerare per fronteggiare lo svuotamento degli uffici dovuto ai pensionamenti ordinari e a quelli anticipati con Quota 100.

 

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