TENTATIVO DI FUGA DALLE RESPONSABILITA’. Emergenza Coronavirus – Tentativo di deresponsabilizzazione dei Comandanti – “datori di lavoro” in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Roma, 28 mar 2020 – Comunicato USMIA. Ci uniamo alle forti critiche di quanti hanno contestato il parere espresso dalla Commissione Difesa del Senato che, nella seduta del 26 marzo u.s., concernente i provvedimenti connessi alla emergenza COVID – 19 (DL 17.3.2020, n. 18), ha sostenuto pressoché all’unanimità l’istituzione di uno scudo legale, in sede civile e penale, a favore di Dirigenti e Comandanti – “datori di lavoro”, nei quali risiede la responsabilità di garantire, nondimeno in questa grave emergenza sanitaria, la salute e la sicurezza di chi opera in prima linea o presso Unità e Reparti.

Peraltro, proprio nel momento in cui ci accingiamo a scrivere questo comunicato, apprendiamo del drammatico decesso, per coronavirus, di ulteriori 2 servitori dello Stato in servizio nell’Arma dei Carabinieri. Si tratta del luogotenente Mario D’Orfeo di 55 anni, comandante della Stazione di Villanova d’Asti, e del maresciallo Fabrizio
Gelmini, di 58 anni della Stazione di Pisogne, in provincia di Brescia.

Di questo difficilissimo momento, insieme alle vittime militari, rimarranno nella nostra memoria anche le immagini di medici e infermieri che, avendo bene a mente la loro missione primaria volta a salvare vite umane e a garantire la salute pubblica, si prodigano con grande abnegazione e generosità e indossando, a causa di una grave e ingiustificabile carenza di dispositivi di protezione individuale, mascherine di fortuna o, in luogo di idonei camici di protezione, sacchi di plastica utilizzati normalmente per la raccolta dei rifiuti. Il numero delle vittime tra il personale sanitario è anch’esso emblematico e drammaticamente di esempio per tutti.

Nel momento dell’emergenza nessuno può rifuggire alle proprie responsabilità che come noto investono in maniera crescente la catena gerarchica chiamata, ad ogni livello, a fornire esempi e risposte efficaci e tempestive.

Così come tutti i militari che sono coinvolti in prima linea agiscono rischiando la propria vita e subendo anche sanzioni disciplinari, prontamente comminate in caso di banali errori e mancanze varie, ancor di più chi assolve alle funzioni di maggiore responsabilità è chiamato ad agire con massimo coinvolgimento, dovendo emanare
ordini e direttive nonché individuare soluzioni e procedure tese a garantire l’incolumità di chi opera “sul fronte”.

Siamo convinti che sebbene questi principi siano ben chiari alla stragrande maggioranza di tutti i militari, cattivi consiglieri possano aver indotto a un marchiano errore la Commissione Difesa del Senato. La nostra legge che tutti ben conosciamo, ineludibile per la credibilità stessa dell’Organizzazione militare, stabilisce che chi assolve alle maggiori responsabilità non può tirarsi indietro e chi a tale livello commette errori, mancanze, leggerezze e omissioni ne deve rispondere subendo sanzioni e pene più severe rispetto a chi svolge compiti di livello esecutivo.

Al termine di questo drammatico momento, quando si dovranno tirare le somme, ci attendiamo che questa stessa legge non faccia sconti a nessuno, neppure a chi ricopre i più alti incarichi nell’Organizzazione dello Stato.

Roma, 28 marzo 2020
LA SEGRETERIA NAZIONALE

 

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One thought on “TENTATIVO DI FUGA DALLE RESPONSABILITA’. Emergenza Coronavirus – Tentativo di deresponsabilizzazione dei Comandanti – “datori di lavoro” in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”

  1. Che vergogna, così non va bene. Io non dico che loro sono responsabili di eventuali infetti di militari da coronavirus, ma così, i poveri militari corrono un rischio maggiore che di ammalarsi proprio perché subordinanti, non possono opporsi da eventuali ed evidenti servizi comandati in luoghi altamente infettati a meno che non ci sia presente anche il Dirigente responsabile degli ordini imposti.

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