CORONAVIRUS, RIDOTTE LE PRESENZE DEI MILITARI DEL QUADRO PERMANENTE IN CASERMA E MESSI IN VIA PRIORITARIA IN SMART WORKING, IN LICENZA STRAORDINARIA, A DISPOSIZIONE, O CHIAMATI AL LAVORO A TURNO, ECC.. Mettere in essere anche un maggiore impegno per gestire al meglio i ragazzi giovani VFP1 che sono rimasti in caserma, prevedendo una rotazione continua tra di loro dandogli la possibilita’ di raggiungere le loro famiglie lontane o vicine che siano

Roma, 3 apr 2020 – CI GIUNGONO IN REDAZIONE ALCUNE RICHIESTE DI INFORMAZIONI CIRCA I RAGAZZI GIOVANI VOLONTARI VFP1 (di esercito, marina e aeronautica) RIMASTI IN CASERMA, – O IN CITTA’ NELLA SEDE DI SERVIZIO – LONTANI DALLE PROPRIE FAMIGLIE. Per alcuni raggiungere la casa di origine rimane un miraggio di questi tempi, ma essendo ragazzi al servizio dello Stato, bisogna porre ogni attenzione affinche’ a rotazione, tutti, possano godere di un turno di riposo raggiungendo i propri genitori, siano essi vicini o lontani. 

Certo le caserme non vanno abbandonate, ovvio, ci sono sempre i servizi di vigilanza e di vita nelle infrastrutture che vanno governate. Poi ci sono caserme che piu’ di altre stanno collaborando con i Servizi Sanitari locali o per la sicurezza pubblica svolgendo servizi di pattugliamento con l’operazione strade sicure, oppure per la Guardia Costiera i servizi nelle localita’ portuali e di mare in generale. Cose queste prioritarie e che riguardano tutti, dal primo militare salendo fino al piu’ alto in grado.

TORNANDO AL PROBLEMA SOPRA ESPOSTO, LE NORME FIN QUI EMANATE PER LE ASSENZE DAL SERVIZIO – IN QUESTA FASE DI EMERGENZA DA CORONAVIRUS – PARLANO DI MILITARI, QUINDI SI INTENDE TUTTI I MILITARI, INDISTINTAMENTE DAL RUOLO, DAL GRADO, DALLA QUALIFICA O DALL’ANZIANITA’ DI SERVIZIO. Ma sulle circolari emesse dai vertici si fa fatica a trovare spiegazioni sui ragazzi VFP-1, o altre categorie di ragazzi giovanissimi, che non hanno le famiglie in zona dove lavorano e quindi dovrebbero affrontare viaggi di lunga distanza per raggiungere i propri affetti. Molti di questi ragazzi vivono in caserma, obbligati o meno obbligati, e se sono piu’ fortunati e magari autorizzati in un alloggio privato preso in affitto fuori dalla caserma e con piu’ colleghi, giusto per dividere le spese, dato che con lo stipendio che hanno difficilmente riuscirebbero da soli a pagarsi tutto, senza mangiarsi buona parte della paga mensile.

Anche questi ragazzi militari che “servono lo Stato” devono usufruire, se non gia’ in funzione, e con maggiore rotazione, di queste opportunita’ concesse a tutto il personale, e raggiungere la propria abitazione di origine, vicina o lontana che sia. Ovviamente per il periodo di emergenza coronavirus, dove e’ stata prevista una riduzione drastica di personale in caserma.

Magari ci stiamo preoccupando per nulla, ma se ci sono in essere casi di questo genere (e lo ripetiamo, nell’ambito della marina, esercito o aeronautica), si spera che siano presi da parte dei vertici Militari alcuni maggiori accorgimenti di maggiore apertura per questa categoria di militari – VFP-1, meno tutelata di altri, e anche la meno pagata in termini economici.

 

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