SINDACATO POLIZIA SILP-CGIL: Ricorso gratuito per il mancato avvio della previdenza complementare per gli appartenenti alla Polizia di Stato

Roma, 26 set 2020 – IL MANCATO AVVIO DELLA PREVICENZA COMPLEMENTARE CHE DOVEVA PARTIRE DOPO L’ANNO 1995, E CHE NON E’ MAI PARTITA NEANCHE PER IL PERSONALE MILITARE DELLE FORZE ARMATE E FORZE DI POLIZIA, HA CAUSATO DANNI ECONOMICI PENSIONISTICI SENZA PRECEDENTI. La previdenza complementare, che in buona parte dovrebbe essere a carico dello Stato come previsto dalla legge, doveva compensare il calo del rateo di pensione mensile, che oggi sappiamo essere molto piu’ bassa dei colleghi andati via con il vecchio sistema di calcolo pensionisstico, e anche molto inferiore allo stipendio di quando si era poco prima in servizio. La sordita’ della politica si puo’ smuovere anche con la giustizia. Ecco che oggi anche il Sindacato di Polizia SILP-CGIL segue la strada della giustizia. Qui puoi leggere il comunicato sel Sindacato SILP CGIL e le ragioni del ricorso, clicca qui >>>

 

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2 thoughts on “SINDACATO POLIZIA SILP-CGIL: Ricorso gratuito per il mancato avvio della previdenza complementare per gli appartenenti alla Polizia di Stato”

  1. Questo è tutto? Cosa si risolve con un contentino di pochi euro ammesso che si ottenga qualcosa? L’ ultima sentenza favorevole di un militare ancora in servizio stabilisce solo un risarcimento e null’altro. Le problematiche riguardanti le pensioni del comparto difesa e del comparto sicurezza sono tante e tutte lasciateci anche dai marpioni sindacalisti dell’epoca complice sicuramente anche l’ignoranza mista alla cosiddetta caz…mma ancora oggi imperante, infatti gli stessi si guardarono bene dal sollevare problematiche già chiare all’epoca tanto loro erano tutti prossimi alla pensione con retributivo al sicuro ed inoltre con la famosa raccolta di punti Miralanza ovvero riordini ad hoc, per quanto riguarda la mia ex amministrazione ho visto congedare, con qualifiche superiori per le quali ora minimo ci vuole un diploma di scuola superiore e conseguente concorso. Attualmente vi sono problematiche per le cosiddette pensioni con sistema misto ed in un futuro prossimo per le pensioni cosiddette con sistema contributivo sicuramente peggiore in quanto appunto oltre alla previdenza complementare non partita nulla è cambiato riguardo i contributi ai fini pensionistici uguali da sempre, aumentati mai. Ora ci si lava la bocca con l’ennesimo riordino, fatto a costo zero, che ha riordinato non si sa cosa. Qualche coefficiente aumentato che a tanti non produrrà nulla ai fini pensionistici. Per le pensioni con sistema misto in primis il primo problema riguarda l’ applicazione o meno dell art 54 meglio conosciuto come coefficienti militari che a secondo della corte dei conti investita, i vari ricorsi danno risultati non conformi alla natura ed alla volontà del legislatore del 1973 anno di nascita del DPR 1092/73 contenente il famigerato art. 54. Quindi sarebbe auspicabile fare pressione per un intervento legislativo e risolutore nel più breve tempo possibile. Poi magari fare anche ricorsi per la mancata previdenza integrativa e poi perchè non anche una class action contro il passaggio dal retributivo al contributivo (contributi come detto uguali da decenni) quando noi tutti all’atto dell’arruolamento accettammo un contratto con quelle condizioni economiche e pensionistiche, contratto poi cambiato unilaterarmente dallo Stato grazie a dubbie leggi partorite da noti emeriti politici? Le nuove regole pensionistiche sarebbero dovute partire solo per i nuovi assunti dal 01/01/1996 dopo una seria rivisitazione dei contributi ai fini pensionistici. Invece si è lasciato fare tranquillamente senza colpo ferire tanto il problema non è nostro è degli assunti dall’ 1.1.96 , futuri poveri. Ma ora ricorso gratuito per cosa? Per dire ci siamo anche noi? Non è meglio guardare almeno per una volta oltre le tessere.

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