Roma, 26 nov 2020 – La volpe è considerata l’incarnazione della furbizia, essa ha sempre dato un tocco di mistero e di colore a tante tradizioni popolari, ma la sua fama ha contribuito anche a screditare l’immagine di questo animale, un po’ come è accaduto in fondo con il lupo. Ma in questi tempi di coronavirus, dove l’essere umano è stato costretto a “rintanarsi”, alcuni animali selvatici sono apparsi nelle zone urbane suscitando spesso paura.
Infatti con la prima ondata del coronavirus sono saliti a oltre due milioni i cinghiali che sono circolati per campagne e città danneggiando i raccolti e mettendo a rischio la sicurezza delle famiglie anche nelle poche occasioni in cui era permesso uscire di casa. L’allarme fu lanciato dalla Coldiretti in riferimento alla moltiplicazione degli avvistamenti di cinghiali e animali selvatici che sempre più spesso si spingono nei centri abitati, con segnalazioni nei paesi e nelle grandi città oltre che nelle coltivate, dalla Lombardia alla Calabria, dalle Marche alla Puglia, dalla Liguria al Lazio, dalla Lombardia all’Abruzzo fino alla Sicilia.
LA VOLPE AMICA DEI CARABINIERI
Il fenomeno prosegue, ma questa volta è la volpe la protagonista. Sembra infatti che l’animale tutti i giorni alle ore 23 circa si rechi a fare visita ai Carabinieri nei pressi del gabbiotto, all’entrata dell’aeroporto di Ciampino in cerca di cibo.
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