Ennesima richiesta del SIULM ai vertici dell’Aeronautica Militare: personale militare individuato e reso disponibile per il trasferimento da parte dei loro Comandanti di Corpo. Di tale scelta, vi è più di un sospetto che siano disposte come forma di sanzione da parte dei Comandanti?

Roma, 9 dic 2020 – Il Sindacato Interforze SIULM ha ben chiaro quali siano i compiti delle FF.AA., ancorché consapevole che per garantire l’operatività vi sia la necessità di impiegare il Personale su tutto il territorio nazionale, sulla base delle prioritarie esigenze.

Tenendo ben presente l’operatività delle FF.AA., si è consapevoli che la mobilità del personale sul territorio nazionale, che estero, non può prescindere da semplici accordi con i singoli per determinarne le destinazioni di impiego, ma è data ampia discrezionalità all’Amministrazione.

Il SIULM, però, ravvisa un crescente scostamento da quanto previsto all’articolo 52 comma 3 della Costituzione: “L’ordinamento delle Forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”.

Nello specifico, nel 2001, l’Aeronautica Militare ha emanato la direttiva DIPMA-UD-001, nella quale vengono delineati i trasferimenti d’autorità: per esigenze di servizio, e quelli a domanda: per le esigenze di natura privata che dovessero interessare il personale Militare dipendente.

Sebbene il trasferimento d’autorità rientri nella sfera degli “ordini militari”, vi è giurisprudenza consolidata che conferma la necessità di una motivazione, anche breve, al fine di bilanciare la discrezionalità riconosciuta all’Amministrazione in merito alle movimentazioni, e che questo non venga imposto quale mera sanzione. Ciò al fine di evitare l’esclusione delle garanzie derivanti dalla legge 241/1990, e che non vadano in contrasto con quanto dettato negli artt. 52, comma 3, e 24 della Costituzione.

A questo Sindacato giungono, ormai, numerose segnalazioni di colleghi dell’Aeronautica Militare che vengono individuati e resi disponibili per il trasferimento da parte dei loro Comandanti di Corpo. Di tale scelta, vi è più di un sospetto che siano disposte come forma di sanzione da parte dei Comandanti, o che, forse, non conoscono appieno il Personale dipendente sottoposto all’eventuale trasferimento.

Sta di fatto che le categorie Sottufficiali e Graduati vengono ormai considerati meri numeri, venendo disposto nei loro confronti trasferimenti la cui necessità o motivazione risulta incomprensibile.

È vero che chi sceglie di arruolarsi fa spontaneamente una scelta di vita, però, va sempre tenuto in debita considerazione che ogni Militare è altresì una persona con una famiglia, moglie e figli, i quali sono inseriti nel tessuto lavorativo e sociale del luogo dove il Militare svolge il proprio servizio. Spesso questi hanno abitazioni acquistate con grandi sacrifici e per le quali grava un mutuo, e il dover provvedere ad un ulteriore alloggio nella nuova sede di servizio, con i bassi stipendi dei Marescialli, Sergenti e Graduati, risulta gravoso, non consentono assolutamente loro di poter affrontare una tale contesto. Questi colleghi sono disperati.

Considerato che Il “capitale umano” è il pilastro fondamentale delle Forze Armate, tali movimentazioni disposte sulla base di valutazioni poco ponderate o su motivazioni di servizio irrealistiche, avrebbero risvolti negativi non solo sul Militare stesso ma anche su coloro i quali gli sono vicini.

Lungi da noi il poter equiparare la categoria Ufficiali alle altre, principalmente perché i Dirigenti delle FF.AA. sono chiamati a ricoprire degli incarichi specifici per i quali e chiesto loro il dover effettuare attribuzioni ed esperienze non sempre espletabili presso tutte le basi. Cosa diversa invece è per i restanti ruoli.

Per quanto sopra esposto, questa Associazione Sindacale chiede ai Vertici delle Forze Armate che vi sia una maggiore trasparenza e partecipazione del Personale nel procedimento decisionale, intesa non come controllo sulla stessa ma come informazione nei processi i quali portano alla definizione delle movimentazioni sul territorio nazionale o estero. Così facendo, lo spirito democratico e la trasparenza a cui si debbono uniformare le FF.AA., non restino solo concetti astratti scritti nella Carta Costituzionale ma principi fondamentali a cui tutti debbano attenersi.

SIULM

 

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