Il generale Mario Arpino, già capo di Stato maggiore della Difesa, fa il punto sul fatidico “fronte sud” per l’Alleanza Atlantica

Roma, 14 dic 2020 –  Il generale Mario Arpino, già capo di Stato maggiore della Difesa, fa il punto sul fatidico “fronte sud” per l’Alleanza Atlantica. L’Italia preme perché sia data la giusta attenzione a un fianco in ebollizione, ma le difficoltà sono evidenti. Ecco cosa dice il rapporto Nato2030 e le prospettive per il futuro.

La politica Nato è accessibile al pubblico nei comunicati dei summit dei capi di Stato e di governo dell’Alleanza, e in maggior dettaglio nei concetti operativi che vedono la luce mediamente ogni dieci anni. L’ultimo è di fine novembre 2010. Se volessimo trovare traccia del pensiero ufficiale verso il così detto “fianco Sud”, dovremmo fare riferimento a questi documenti. Tuttavia, essendo tuttora gli Stati Uniti i principali azionisti, l’atteggiamento del presidente è da tenere in gran conto.

La politica Nato è accessibile al pubblico nei comunicati dei summit dei capi di Stato e di governo dell’Alleanza, e in maggior dettaglio nei concetti operativi che vedono la luce mediamente ogni dieci anni. L’ultimo è di fine novembre 2010. Se volessimo trovare traccia del pensiero ufficiale verso il così detto “fianco Sud”, dovremmo fare riferimento a questi documenti. Tuttavia, essendo tuttora gli Stati Uniti i principali azionisti, l’atteggiamento del presidente è da tenere in gran conto.

Cominciamo dal vertice di Chicago del 2012, due anni dopo Lisbona, dove lo stesso Barack Obama era stato il principale ispiratore dell’ampliamento del ruolo politico dell’Alleanza. Poche le decisioni di rilievo, ma la presenza di ben 60 capi di Stato e di governo ha innalzato il prestigio di un presidente in imminente campagna elettorale.

Non una parola sul fianco Sud. Sempre a questi fini, nessuna menzione neppure ai summit di Newport nel 2014, di Varsavia nel 2016 e di Buxelles nel 2017 e 2018. Solo sporadici gli accenni al Mediterraneo. Più vivace (per la posizione francese e la nuova assertività russa e cinese) il vertice di Londra del dicembre 2019, che aveva “sofferto” la poco condiscendente presenza di Donald Trump e dove si era deciso che era ormai tempo di cominciare a scrivere il nuovo concetto. Il settimo in settant’anni. Anche qui, in ogni caso, nessuna novità specifica per la questione del fronte Sud.

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