La Procura di Brescia chiede d’indagare su migliaia di tamponi anti-Covid inviati dalla base NATO di Aviano agli Stati Uniti d’America. Chi ha autorizzato i trasferimenti dei kit sanitari in piena pandemia?

Roma, 14 dic 2020 – Come riportato da Brescia Oggi e da Manuela d’Alessandro di Agi Agenzia Italia, a novembre il procuratore bresciano Guido Rispoli e il pm Rita Anna Emilia Caccamo hanno avocato l’indagine che la procura di Cremona aveva archiviato in estate, su richiesta dell’avvocato Giancarlo Cipolla del Foro di Milano, lo stesso che per conto proprio e in qualità di legale della signora Giovanna Muscetti aveva presentato gli esposti ai giudici cremonesi sull’oscuro affaire dei tamponi dirottati manu militari negli USA.

“Nel frattempo però il procuratore di Cremona, Roberto Pellicano, ha presentato un reclamo contro l’avocazione alla Cassazione e in attesa di una risposta dalla Suprema Corte, la Procura di Brescia ha congelato gli accertamenti”, scrive Manuela D’Alessandro.

Quella che però adesso si profila come un conflitto tra procure rischia di trasformarsi in una nuova inchiesta bomba sulle (presunte) gravi omissioni ed inefficienze delle autorità pubbliche nell’affrontare e contenere l’emergenza Covid, rischiando altresì di avvelenare le relazioni diplomatiche e militari tra Stati Uniti d’America e Italia, alleati di ferro della NATO.

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