LA RIBELLIONE DI UN GENERALE : “NON ABBANDONO I MIEI UOMINI ESPOSTI ALL’URANIO IMPOVERITO” – UN LIBRO VERITA’

Roma, 16 dic 2020 – Baghdad: ribellione di un Generale: “Non abbandono i miei uomini esposti all’uranio impoverito”. Sempre aperta la questione grave e dolorosa dell’uranio impoverito a cui sono stati sottoposti centinaia di militari italiani:

Sembra un titolo di un film o di un giornale che da la notizia di un colpo di Stato sventato. Non è così, molto semplicemente è il titolo di un libro/diario di un Ufficiale che, nella sua funzione di addetto alla sicurezza sui luoghi di lavoro durante la missione in Iraq, racconta quanto è realmente accaduto e di quanto il racconto della realtà sia diverso da quanto raccontato dai vertici della difesa nella commissione parlamentare d’inchiesta sul caso uranio a presidenza Scanu.

Un cazzotto nello stomaco per le Istituzioni certe di un “controllo” dell’informazione e degli uomini. Ma gli uomini si sa, possono essere controllabili gerarchicamente ma il loro orgoglio, la loro onestà intellettuale non può essere sottomessa a nessuno, specie se militare, specie se Comandante per il quale la salvaguardia del personale dipendente viene prima della propria vita.

E’ un libro che deve far discutere e deve aprire tra Politica e Vertici della Difesa un dialogo finalmente franco e sincero nell’interesse di un mondo con le stellette di cui ci ricordiamo solo nel momento del bisogno. Farà discutere questo libro perchè informa, perchè parla di quella verità che non si può dire, perchè non ha nessun fine di lucro, perchè acquistando questo libro scritto da un Comandante si potrà riconoscere alle vittime ciò che lo Stato gli nega e solo il ricorso alla giustizia riesce a tamponare.

Storie vere, storie di uomini e donne che vogliono cambiare la storia, cancellare un passato di bugie di Stato e carrierismo costruito su cadaveri ignari.

La presentazione del libro su Amazon:

Cosa può aver spinto un giovane generale dalla brillante e promettente carriera a mettersi contro i suoi vertici militari? Per quale ragione il Comandante del contingente italiano in Iraq e “numero due” dell’intera coalizione internazionale anti-Isis, al rientro dalla missione si è recato in Procura della Repubblica per presentare un esposto contro il suo Comando?

Un fatto eclatante quello accaduto nel 2018, rimasto lontano dai riflettori dei media e, anche per questo, dai contorni decisamente sfumati che l’autore cercherà di chiarire grazie ad una prospettiva privilegiata: quella di essere stato presente. Sullo sfondo, la triste vicenda dell’esposizione all’uranio impoverito dei nostri militari che, ad oggi, conta 382 vittime e oltre 7000 gravemente ammalati. L’autore, che si trovava al fianco del generale Roberto Vannacci con l’incarico di responsabile del servizio prevenzione e protezione dai rischi, ha deciso di rendere pubblica la versione dei fatti.

Un dettagliato excursus che va oltre gli stessi eventi occorsi nella martoriata terra di Babilonia, e che mette in risalto tutte le difficoltà ma anche le contraddizioni di una catena di Comando che da anni inciampa in quel “filo spinato” della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Il libro si può acquistare online:

https://www.amazon.it/dp/B08QBYGPH4/ref=cm_sw_r_wa_apa_fabc_O-B1Fb93NS7PA

oppure ordinarlo nelle librerie.

I proventi derivanti dalla vendita del libro saranno devoluti all’Associazione Vittime dell’uranio impoverito (A.N.V.U.I.)”.

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