Manovra, l’aumento Covid scatta solo per i Marescialli dei Carabinieri: gli agenti di Polizia restano a secco. Niente neanche per i  comandanti di plotone dell’Esercito, qualora coinvolti nell’operazione Strade sicure, come invece aveva fortemente richiesto il COCER dell’Esercito.

Roma, 27 dic 2020 – SIAMO ALLE SOLITE, UNA RINCORSA INFINITA CHE COMUNQUE NON RENDE OMOGENEE ECONOMICAMENTE LE FORZE ARMATE, CON LE FORZE DI POLIZIA AD ORDINAMENTO CIVILE E MILITARE. Ognuno va per la propria strada nella speranza di strappare qualche euro di piu’ degli altri. Una prassi che ci fa solo incattivire e non porta a nessun beneficio, anche perche’ poi si perde tempo prezioso per recriminare cio’ che hanno gli altri.

Infatti le differenze tra il personale delle varie forze armate e di polizia sono molteplici: ad iniziare dall’importo dell’indennita’ operativa rispetto a quella di istituto previsto per la polizia ecc.. Differenze che spesso sono molto elevate. Ma si sa, il legislatore impegnato a risparmiare penalizza oggi gli uni e domani gli altri. Una coperta sempre piu’ corta dove i piu’ bassi di grado rimangono sempre scoperti. Una perenne lotta, che tra le diverse forze in campo e anche tra i dirigenti e contrattualizzati, non avra’ mai fine?

TORNANDO ALL’INDENNITA’ DI COMANDO PER I MARESCIALLI DEI CARABINIERI, segue approfondimento su questa questione della indennita’ di comando dei Carabinieri, tratto da un articolo di giornale, La Stampa del 23 dicembre 2020. Nella notte degli emendamenti alla legge di Bilancio, ci sono stati molti riconoscimenti per le forze di polizia. Uno stanziamento da 52 milioni di euro circa: 40 milioni per le “indennità di ordine pubblico” del personale delle Forze di polizia, compresi oneri per le polizie locali, e 11 milioni per lo straordinario. Anche per la polizia penitenziaria arriva 1 milione e mezzo per lo straordinario da Covid.

Ma i carabinieri hanno fatto un colpaccio grazie a un emendamento di Forza Italia, approvato a larghissima maggioranza: ai sottufficiali (e ai tenenti, gli ufficiali più giovani) che reggono le stazioni disseminate sul territorio nazionale, e indubbiamente sono stati in primissima linea in questo anno di pandemia, è riconosciuta una “indennità di comando” con stanziamento conseguente di 7,6 milioni di euro per il 2021.

Per i marescialli dell’Arma è una graditissima sorpresa. Da anni aspiravano a questo riconoscimento che li equipara a chi in Marina tiene il comando di una unità navale. Non ce l’hanno fatta i comandanti di plotone dell’Esercito, qualora coinvolti nell’operazione Strade sicure, come a novembre chiedeva il Cocer. Ha colto di sorpresa, alimentando un certo malumore, i parigrado nella polizia, che restano al palo.

“L’approvazione dell’emendamento da parte della Camera dei Deputati sull’indennità di comando per il personale dell’Arma dei carabinieri – lamenta Daniele Tissone, segretario del sindacato Silp-Cgil – segna l’ennesima mancanza di rispetto per chi rappresenta i lavoratori in quanto tali materie vanno concertate al tavolo contrattuale.

Un tavolo che si è aperto, ma che non è stato più riunito. Il governo dimostri il suo impegno riconvocando le parti sociali e rispetti la concertazione impedendo fughe in avanti da parte delle amministrazioni”. Quanto allo stanziamento da 52 milioni per gli straordinari, Tissone ne è soddisfatto, ma non del tutto. Non ci sono stati adeguamenti per i notturni e festivi. E nonostante un parziale sblocco del turn over, il personale delle forze di polizia continua a diminuire.

“Non abbiamo avuto ancora – dice – contezza dei necessari stanziamenti tesi ad assicurare i finanziamenti al trattamento accessorio (notturni, festivi) che non vengono alimentati da oltre 15 anni. Serve, inoltre, un piano straordinario di assunzioni per il prossimo quinquennio, nonché soluzioni per lo scorrimento delle graduatorie dei concorsi interni”. Articolo La Stampa, dal portale SILP-CGIL.

 

 

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6 thoughts on “Manovra, l’aumento Covid scatta solo per i Marescialli dei Carabinieri: gli agenti di Polizia restano a secco. Niente neanche per i  comandanti di plotone dell’Esercito, qualora coinvolti nell’operazione Strade sicure, come invece aveva fortemente richiesto il COCER dell’Esercito.”

  1. Leggere certe dichiarazioni mi fa comprendere che anche in chi scrive ci sia stato uno sguardo solo verso le cifre (euro e destinatari) e non verso il contenuto. Del resto i dicare i tenenti quale personale più giovane (si tratta solo delle aliquote investite del comando di tenenza che ricade sempre su ufficiali provenienti dal ruolo marescialli e con una lunga esperienza non certo all’uscita dell’accademia) dimostra una mancanza di conoscenza del settore. Carenza che emerge chiaramente quando si confronta il comandante di plotone impegnato in strade sicure (servizio svolto egregiamente e che merita altro tipo di riconoscimento) con il comandante di stazione dei carabinieri; un incarico gravoso ed impegnativo che sconfina il turno giornaliero ed investe anche la vita privata di chi lo ricopre. Parimenti il confronto con il personale della PS che non ha una funzione equivalente per l’articolazione propria dei reparti, che di norma non prevede l’impiego di ispettori con funzione di comando, fa trapelare l’idea che dovrebbe equipararsi ogni indennità indipendentemente dalle motivazioni. Questa visione sta provocando un appiattimento delle posizioni con il risultato di vedere sempre meno personale interessato ad assumere incarichi gravosi, come il comando di una stazione, perché non viene riconosciuto alcun merito né in fase di avanzamento né stipendiale. Per la prima volta qualcosa si è mosso. Forse si tornerà a vedere personale valido a ricoprire certe posizioni e non solo il primo disponibile. L’impegno e le responsabilità di certi incarichi devono essere riconosciuti e remunerati di conseguenza. Iniziamo a valorizzare il merito, perché anche se siamo tutti militari/operatori di polizia non siamo tutti uguali per posizione, impiego e rendimento. Non deve essere solo la divisa che indosso a valorizzare economicamente il mio lavoro, ma ciò che realmente svolgo.

  2. Articolo vergognoso:
    1. Perché non parla della indennità di trascinamento per coloro che sono stati nei reparti “operativi”, poi trasferiti in ufficio (circa 200€ senza fare nulla)?
    2. Perché non dice che ai comandanti di tutte le ff.aa. (tranne i carabinieri) spetta l’indennità di comando (per ogni grado, a partire da 100€)?
    3. Perché non dice che chi ha competenze specifiche (es. i paracadutisti) prendono indennità specifiche, mentre ai comandanti di Stazione, che hanno varie responsabilità, non viene riconosciuto nulla.
    Finalmente qualcuno si è ricordato di questi 5000 sfigati….

  3. Solite manovre all’italiana.
    Ormai anche le forze armate e qauelle di polizia sarebbero da riorganizzare da zero. Non ci stanno altre soluzuoni.

  4. Sarebbe il caso che, “prima di dare fiato alle trombe” si dovrebbero

    acquisire le notizie in maniera esatta. Il cte di stazione ha responsabilità diretta e di riflesso. Diretta e quella amministrativa, contabile, gestione armamento, materiale, automezzi, infrastrutture, sicurezza come preposto, operativa, e gestione del personale. Indiretta comportamento non consono di qualche militare. Preciso che nelle “figure militare” pochissimi hanno questi compiti. Nell’esercito nessuno.

  5. Condivido pienamente ciò che ha detto Filippo. Non si può paragonare il maresciallo dei carabinieri comandante di stazione con nessun parigrado delle F.A o di Polizia quale responsabile della polizia giudiziaria in ambito locale gravato da innumerevoli compiti di p.g. e di pubblica sicurezza, non lesinando la responsabilità di polizia stradale ed amministrativa con reperibilità h24 dove non esiste la settimana corta…la domenica o la settimana corte come molti colleghi senza tralasciare il fatto di essere chiamati dai propri uomini per qualsiasi intervento di rilievo in qualsiasi ora del giorno o della notte. Chi scrive ha fatto 34 anni alla Stazione ed ora in ufficio che pace

  6. Viva a Dio, dopo tanti anni di battaglia legale, tramite uno studio legale di Roma e le lamentele formulate a qualche Onorevole di turno, che mi capitava davanti a qualche commemorazione pubblica, (il 25 aprile e IV° Novembtre) pare che si è acceso una luce in fondo al tunnel, valorizzando i Comandanti di Stazione che sono gravati da innumerevoli responsabilità. Gli ultimi 25 anni di servizio nell’Arma, prima di congedarmi nel 2016 per raggiunti limiti di età, ho comandanto una Stazione nell’interland milanese. Ogni servizio, si sapeva l’inizio ma, non si conosceva la fine. L’ Art.52 del DPR nr.164/2002 decorre dal 23.04.2001. Ciò che più mi ha colpito in questa vicenda, è stato il silenzio dei Vertici del nostro Comando Generale dell’Arma e dei nostri colleghi del CO.CE.R.
    Non ho letto l’emendamento presentato da un Parlamentare di F.I. che è stato apptovato. Lo scorso anno, nel mese di Dicrembre 2019 l’On. Maria Teresa Baldini aveva presentato un’ordine del giorno alla legge di bilancio 2019/2020 ma non venne preso in considerazione. Spero che paghino anche gli arretrati.

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