CONTRATTO DI LAVORO: perche’ rinnovarlo sempre alla scadenza del terzo anno? Fare uno sforzo e approvarlo prima?

Roma, 29 dic 2020 – OGGI DOVREMMO QUASI INIZIARE LA DISCUSSIONE DELL’AUMENTO STIPENDIALE DEL PROSSIMO TRIENNIO LAVORATIVO ANCORA NON SCADUTO: QUELLO DEL 2022/24. Invece dopo due anni dalla scadenza (31.12.2018), e a quasi ad un anno dalla fine della vigenza triennale (31.12.2021), stiamo ancora discutendo il triennio lavorativo 2019/21, che se va bene ci arrivera’ applicato in busta paga nella prossima primavera/estate. E’ notevole la perdita economica.

DI SEGUITO DIAMO CONOSCENZA DI UN POST SCRITTO DA UN NOSTRO UTENTE, CHE IN POCHE PAROLE FA LA FOTOGRAFIA DELLA SITUAZIONE CONTRATTUALE.

Nostro commento: l’idea di discutere il rinnovo del contratto di lavoro prima della scadenza non e’ una cattiva idea. Anche il ritardo porta conseguenze negative, come spiegato qui sotto. Applicarlo dal primo giorno di validita’ concedendo da subito anche l’aumento a regime, che di solito viene concesso al terzio anno, sarebbe una minore perdita di soldi per il lavoratore stesso.

QUESTO IL POST:

Buongiorno. Purtroppo, mi spiace dirlo ma ormai abbiamo capito il giochetto. Gli aumenti di stipendio del rinnovo contrattuale biennale, ma ormai quasi triennale 2019-2021 verranno erogati nell’ultimo anno, il 2021 a partire dalla primavera. Per quanto riguarda gli arretrati vengono pagati in una soluzione una tantum di molto inferiore a quanto spetterebbe normalmente se venissero erogati ogni mese.

E cosi, facendo un semplice esempio:

se gli aumenti fossero di 100 euro al mese a partire dal 2019 dovremmo avere 13 per 3 anni = 3900 euro lordi.

Invece il rinnovo prevede a partire dalla primavera 2021: 100 euro per 8-9 mesi + 500 euro una tantum relativi ai 2 anni di arretrato =1800-1900 euro.
Praticamente circa 2000 euro in meno di quanto spetterebbe.

 

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One thought on “CONTRATTO DI LAVORO: perche’ rinnovarlo sempre alla scadenza del terzo anno? Fare uno sforzo e approvarlo prima?”

  1. Perché perdere tanti soldi visto che da dieci anni é stato rinnovato solo un contratto? Perché i vari cocer o gli ultimi sindacati non si rivolgano ai nostri furbi politici per richiamarli ad avere rispetto verso chi veste una divisa, atteso che negli ultimi 30 anni sono stati i più penalizzati in tutti i fronti, iniziando ad allungare le loro carriere, l’età pensionistica (da 25 anni sei mesi e un giorno agli attuali 40 anni, con le varie finestre… e le pensione di vecchiaia dai 52 anni passati a 60 anni), con risvolti negativi sulle pensioni che dal retributivo pieno anno 1995, sono passati al misto retributivo/contributivo e dal 2012 al contributivo puro. Poi, le concessione dei tfs dai quaranta giorni passati ai quattro anni. Infine, i contratti dal 2009 dal biennale sono passati al triennale e come anzidetto solo uno in dieci anni diciamo é stato definito solo perchè si é vinto un ricorso. Il tutto é troppo penalizzante.

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