CARABINIERI – “No all’avvicendamento dei comandanti” – appello del Cocer a Nistri

Roma, 6 gen 2021 – “I comandanti di stazione non prestano servizio in un Comune, ma costituiscono parte integrante del tessuto sociale di quella collettivita. Essi sono considerati come il punto di riferimento umano ancor prima che professionale per tutta la popolazione.

Avvicendare i comandanti di stazione che hanno maturato 10 anni di permanenza presso lo stesso comando attraverso una circolare emanata qualche giorno prima di cedere le redini dell’Arma dei Carabinieri al successore, rischia di minare la sicurezza di interi territori”. Lo affermano i delegati Co.Ce.R. sezione Carabinieri della categoria Ispettori Enrico Bonavita, Antonio Pirisi, Carmine Caforio, Anselmo Greco.

Un messaggio rivolto al comandante generale uscente, generale Giovanni Nistri che, “escludendo la rappresentanza militare dal fornire qualsiasi tipo di contributo di pensiero, ha deciso, in completa autonomia, di confezionare un bel ‘pacchetto regalo’ a tutti quei comandanti di stazione che, a suo parere – proseguono i delegati – svolgono da troppo tempo il loro incarico in un determinato territorio”.

“Proviamo a pensare quanti comandanti, memorie storiche e archivi viventi di Comuni importanti o anche sperduti tra le montagne, verrebbero, in questo modo, dispersi in poco tempo, con tutto il loro straordinario bagaglio di conoscenza e presa’sul territorio”, aggiungono.

La novita’, contestata dai delegati di categoria, riguarderebbe l’intero territorio nazionale e prevede un periodo transitorio di cinque anni nel corso dei quali potranno essere concesse proroghe di un anno per un massimo di due per poi, a regime ordinario, dal 2026 movimentare tutti gli ispettori che comandano la Stazione da 10.

“Senza entrare nel merito delle valutazioni di competenza – continuano – siamo fermamente convinti che ai giorni nostri, in un momento di disorientamento globale e grande stress psicofisico, anche in considerazione del grave disagio economico e sociale causato dalla pandemia Covid-19, non e’ assolutamente concepibile emanare una circolare cosi’ importante e delicata con ripercussioni ‘retroattive’ senza intessere un confronto preliminare con la rappresentanza militare.

Ricordiamo che il provvedimento causerebbe ripercussioni e ricadute non solo sull’efficacia di assetti organizzativi dell’Amministrazione, ma anche un evidente e concreto disagio per ogni singola famiglia del Comandante da movimentare”.

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14 thoughts on “CARABINIERI – “No all’avvicendamento dei comandanti” – appello del Cocer a Nistri”

  1. Sono d’accordo che il generale Nistri poteva prima discuterne con i suoi sindacati militari. Penso comunque che comandare una stazione per 10 anni siano pure tanti/troppi. Diamo la possibilità di “gestire” una stazione anche ad altri, anche ai sottufficiali più giovani, magari con una mentalità più fresca, moderna. Una stazione non può diventare tua fino alla pensione o finché ti fa comodo. Che il maresciallo diventi il punto di riferimento….mah, in qualche caso, forse. Ai cittadini poco importa chi gestisce o comandi una stazione. Sicuramente hanno più contatti con i carabinieri di pattuglia o di piantone/ricezione denunce. Pensiamo invece ai carabinieri che hanno fatto carriera negli uffici. Quelli seduti ad una scrivania già da carabiniere semplice i quali poi si sono “carrierizzati” fino a diventare brigadieri capi con in carichi speciali senza mai abbandonare la loro preziosa scrivania. Ecco, questi signori dovrebbero fare ufficio al massimo per 5 anni e poi essere reimpiegati nuovamente in servizi esterni. Non è possibile vedere uffici, nuclei comandi etc, gestiti da soli sottufficiali, elementi che poi scarseggiano sulla strada. Inoltre, anche la famiglia di un carabiniere semplice trova le stesse problematiche quando viene trasferito. Probabilmente anche più del comandante in quanto la maggioranza non ha neanche un alloggio di servizio gratuito a disposizione quando prende un comando. Ci sarebbe da rivedere un attimino tutto il regolamento, penso che è arrivata l’ora.

  2. Ben ha fatto il Generale Nistri a dare una prima spallata all’immonda concezione del “feudatario locale”. Il comandante di stazione va avvicendato almeno ogni CINQUE anni, altro che DIECI, per evitare che si incancrenisca la piaga delle solite “influenze esterne” sul funzionamento di un ufficio di polizia. Se al CoCeR questo stato di cose non va a genio, chissenefrega! L’impiego del personale e i trasferimenti non sono argomenti di competenza della rappresentanza militare, come da normativa obsoleta e marcesente, cui però i “delegati” si sono finora adeguati.
    Quando finalmente ci saranno dei sindacati degni di questo nome, possibilmente evitando la dispersione in decine di sigle come accaduto in Polizia di Stato e Polizia Penitenziaria, si potranno trattare adeguatamente le istanze del personale ed evitare derive autoritarie anche nel govermo del personale sul territorio.
    Per quanto riguarda il personale abbarbicato alle scrivanie degli uffici inutili, basterebbe ripensare la loro retribuzione in base al tipo di mansione svolta, dopotutto perché un contabile o un archivista, o un segretario “particolare”, debbano prendere l’indennità aggiuntiva e. le competenze di un operatore di polizia, non si è mai compreso.

  3. I comandanti di Stazione cc, era una volta la figura di risoluzione nel territorio, quando c’era mancanza di cultura e ignoranza, adesso i tempi sono cambiati esiste già un istruzione capace di decidere e valutare. I comandanti di stazione cui termini “comandante” lo abolirei, era meglio coordinatore, resta il fatto che dieci anni sono troppi, negli ultimi anni di cronaca, ne abbiamo visto tanto sul fatto della corruzione e di iattanza contro i loro subalterni sui conflitti di interesse, pultroppo è un fatto frequente. Consiglio al Generale Nistri di abbassare gli anni a cinque, chi sbaglia che venga arrestato, i cittadini guardano commentano giudicano i comportamenti di questi personaggi, bisogna stare molto attenti.

  4. Ma quale corruzione deve fare uno/a che sta da più di 10 anni nel comando stazione, non diciamo fesserie, se li vuoi fare li fai comunque, se fai il tuo dovere prima lo fai anche dopo, voglio dire che chi fa il deficiente si manda via non quelli che lavorano e poi il comandante generale guardi altre cose

  5. https://statodidiritto.org/2020/12/04/arma-dei-carabinieri-quella-rotazione-che-forse-non-ruota/

    La rotazione dei dipendenti è una tra le diverse misure che le Amministrazioni hanno a disposizione per la prevenzione della corruzione. Introdotta dall’art. 5, lett. b) della L. 190/2012, è una misura organizzativa preventiva finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa; in sostanza tende a evitare o ridurre la possibilità che in capo a determinati soggetti, dirigenti o funzionari, si creino situazioni di “monopolio” e che la permanenza eccessiva nelle mansioni o nei ruoli determini lo svolgimento di funzioni insostituibili. L’obiettivo principale è quello d’impedire eventi “corruttivi”, intesi anche in senso lato come cattiva amministrazione, scarsa qualità del servizio, ecc.

    Ogni Amministrazione, nell’ambito della sua autonoma programmazione, deve indicare nel piano triennale quali siano i criteri scelti e la mancata attuazione non è giustificabile. Criteri che devono essere edotti anche alle organizzazioni sindacali per le successive osservazioni o proposte.

    Spesso le P.A. usano il vincolo dell’” infungibilità” (derivante dall’appartenenza a categorie o professionalità specifiche) per giustificare che la rotazione è di difficile applicazione: a volte si obietta, come in alcune Forze di Polizia, che una continua rotazione potrebbe far correre il rischio del venir meno della professionalità acquisita nel tempo, frutto dell’esperienza maturata nel settore. D’altro lato, invece, parte del personale si lamenta di essere escluso da determinate esperienze lavorative (e quindi anche del benefit economico) in taluni settori, con la possibilità di poter rendere concreto la propria aspirazione solo in caso di “rotazione fisiologica”, ovverosia quando si rendono vacanti i posti fissi per trasferimenti, pensionamenti, transiti nei ruoli civili, recessi, rimozioni, ecc.

    Forse ci sarà anche qualche “buona” amministrazione che, per ovviare al “problema” rotazione, pensa di stabilire come periodo massimo di permanenza in 13, 14, 15 oppure 18 anni. Probabilmente questi tempi sono contro i canoni di ragionevolezza amministrativa, perché potrebbe apparire una “finta” rotazione: il caso del periodo massimo di permanenza troppo elevato significherebbe applicare non una rotazione prevista ex-lege, ma una “rotazione fisiologica” per pensionamento (considerato che per il personale militare e appartenente alle forze di polizia il limite ordinamentale è 60 anni).

    Nell’ambito degli strumenti della rotazione esistono due fattispecie: una funzionale e una territoriale. La prima prevede che il personale ruota periodicamente nello stesso ufficio realizzando quindi una modifica periodica dei compiti e delle responsabilità affidati ai dipendenti, mentre la seconda fa sì che il funzionario rimane nello svolgimento delle sue attività rispetto alle sue professionalità, ma cambia l’ambito territoriale (in sostanza come avviene per determinati militari della Capitaneria di Porto, Marina Militare e Guardia di Finanza).

    Singolare e molto coraggiosa la segnalazione fatta da qualche amministratore locale (http://www.atrani.org/la-direttiva-del-comune-di-atrani-che-evidenzia-problemi-e-criticita-con-i-carabinieri-e-la-rotazione-degli-incarichi-del-ministero-della-difesa/) della ridente Costiera Amalfitana che rileva delle criticità in merito alla rotazione dei Comandanti di Stazione dell’Arma presenti sul territorio. In pratica su 6 comandi di stazione presenti sul territorio della Costiera Amalfitana sembrano che ben 4 comandi (il 66,67%) hanno delle permanenze pari o superiore a 10 anni con un picco di 13.

    La questione della rotazione dell’Arma è un problema già messo in luce nel 2002 dall’allora Senatore Peruzzotti «Conosco abbastanza bene i problemi delle forze dell’ordine e non è pensabile che un comandante resti dieci, quindici e forse anche vent’anni al comando di una stazione: è necessaria una rotazione. Ritengo che sarebbe opportuno far ruotare i comandanti di stazione ogni cinque anni, perché in alcune zone del Paese – e non solo in quelle ad alta densità criminale, ma anche nelle zone dove la presenza del fenomeno criminale organizzato non è tradizionale – il comandante di stazione può creare un suo piccolo feudo a discapito dell’operatività e dell’efficienza dell’Arma dei carabinieri sul territorio. Questa è la realtà e la confermano gli stessi ufficiali e sottufficiali dell’Arma. Questo è un problema che lei, come Comandante generale dell’Arma, deve porsi.».

    Nell’anno 2014 anche nel comparto dell’Esercito c’ è stata un’interrogazione al Ministro della Difesa in merito ai trasferimenti e nella risposta concessa dall’allora Sottosegretario di Stato per la Difesa Sen. Pinotti Roberta si legge che «La prevalenza di tali movimenti era incomprimibile, essendo finalizzata a: ….far ruotare il personale preposto ad incarichi sensibili ai fini dell’osservanza delle norme finalizzate alla prevenzione di reati in materia di corruzione. Vi sono posti di comando, infatti, dove è bene che non si consolidino troppo le posizioni, ma vi sia una rotazione».
    Mentre nel 2016 l’allora delegato COBAR/COIR (il para-sindacato dei Carabinieri) Michele Fornicola esorta il Comandante Generale «a pensare, e meglio agevolare, lo scambio di esperienze rivalutando anche la propria “politica di impiego” di tutti i Comandanti di Reparto (ma anche di Stazione) attraverso “cicli di impiego” che preservino l’Istituzione da possibili dannose cristallizzazioni e/o conflitti di interesse, anche solo potenziali e, in questo modo, favorendo lo scambio di esperienze; valorizzandone le professionalità e facendo emergere le eccellenze». Difatti nel 2016, il CoIR-Pastrengo (para-sindaco di livello intermedio della Benemerita) aveva deliberato in tal senso (periodo massimo di permanenza ipotizzato 10 anni), auspicando cicli d’impiego in modo da evitare cristallizzazioni e consentire quindi ad un maggior numero di militari di usufruire del patrimonio alloggiativo a disposizione. Ma da come si legge nel notiziario il “Comunicattivo”, subito il COCER Carabinieri (para-sindacato di livello centrale) «è corso ai ripari, a tutela dei privilegi di pochi, a danno di molti. Altra ottima occasione per dimostrare il proprio spessore. Anzi, per dimostrare il contrario.».

    Quali sono state le ragioni “contrarie” del Consiglio Centrale che ha bocciato le proposte di chi vive quotidianamente con dedizione il territorio della “periferia” e ne ascolta le ragioni e necessità? La delibera NUMERO 154 DEL CO.CE.R. è stata votata all’unanimità, ma sembra che non sia indicato in delibera il numero dei presenti in assemblea. L’oggetto della delibera è «Benessere del personale. “GIU’ LE MANI DAI COMANDANTI DI STAZIONE”.». Tra le ragioni troviamo «l’impellente necessità da parte di quest’organismo di “tutelare” in maniera ferma e decisa tutti i comandanti di stazione che con sacrificio, alto senso del dovere, spirito di dedizione e servizio svolgono in maniera diuturna la delicata mansione a loro devoluta con tutte le difficoltà che tale attività comporta» (shhh!!! Non urliamo tanto queste parole!!! anche per non farci sentire dagli operatori sanitari, che nell’era del Covid, operano negli ospedali, strutture sanitarie e servizi territoriali, in silenzio, con grande sacrificio, unità d’intenti e spirito di abnegazione, dove alcuni hanno donato la vita nel servizio agli ammalati, ma nonostante questo non hanno prerogative come l’alloggio di servizio gratuito per l’incarico o indennità di comando): proprio in virtù della mansione “delicata” ,confermata nella delibera Co.Ce.R., si prevede un’analisi di rischio per la questione in oggetto di LIVELLO ALTISSIMO. La delibera determina che è «urgente e necessario adottare qualsiasi iniziativa volta a garantire la tutela e restituire la serenità a tutti quei comandanti di Stazione fortemente preoccupati per non dire allarmati del rincorrersi di tali voci». Nel “considerato” si legge che «allo stato non vi è alcuna disposizione che preveda un loro reimpiego in ordine alla permanenza nell’attuale sede di servizio.». Per la verità una disposizione esiste ed è la Legge 190/2012, bisogna solo recepire bene tale disposizione nel Piano Triennale prevedendo un periodo massimo di permanenza congruo, ragionevole e magari anche in linea con le altre Forze Armate e di Polizia a Ordinamento Militare per evitare differenze di trattamento. Non sarebbe giusto e corretto per un militare della Marina (comandante Locamare o personale imbarcato) o della G.d.F. (Comandante di Brigata/Tenenza) ruotare molto di più rispetto a un Comandate di Stazione dell’Arma. Altrimenti chi gli dice di questa probabile disparità di trattamento? Intanto si è espresso il Consiglio Centrale di Rappresentanza, chissà cosa proporranno nel nuovo piano le sigle sindacali dell’Arma nate dopo la celebre sentenza della Corte Costituzionale n. 120/2018. Soprattutto cosa pensano le altre sigle sindacali (non dell’Arma) che fanno parte del Comparto Sicurezza e Difesa?

    Si parla di una struttura che conta ben 110400 unità (anno 2017), la cui organizzazione territoriale è articolata su un’intelaiatura di reparti estremamente capillare, formata da più di 5200 caserme di cui oltre 4500 sono comandi di stazione. Visti i numeri, forse ci sono ampi margini per fare quella rotazione “reale” del personale come previsto dalla legge e forse senza trovare determinate giustificazioni, quali la mancanza di reperimento di alloggi o altro (logisticamente parlando). Sia ben chiaro, non si vuole assolutamente pensare o asserire che la difficoltà forse sia il non voler lasciare l’alloggio di servizio gratuito per l’incarico e che si è occupato per tanti anni di permanenza al comando stazione: ciò non può essere assolutamente vero perché si farebbe prevalere l’interesse privato a quello pubblico.

    Ci si chiede se l’interesse individuato dalla delibera del Co.Ce.R. come “Benessere del Personale” può superare l’interesse pubblico previsto e sancito dalla Legge 190/2012?

    Basti pensare che l’A.N.A.C. (che ha sottoscritto nel 2015 un protocollo d’intesa con l’Arma per la collaborazione in indagini verso altre pubbliche amministrazioni e con riferimento all’adozione del Piano Triennale di Prevenzione della Corruzione, del Programma Triennale per la Trasparenza e l’integrità e il Codice di comportamento dei dipendenti) ha “bacchettato” con delibera un ente locale perché «L’evenienza che nel Comune vi siano solo 6 dirigenti non appare di sé idonea a giustificare la negativa considerazione della rotazione nell’ambito delle misure di prevenzione della corruzione da adottarsi».

    I “cugini” della Guardia di Finanza nel 2013 si sono posti il problema della lunga permanenza dei Comandanti di Brigata/Tenenza (equiparati ai comandanti di stazione/tenenza per la Benemerita) e l’hanno risolto con una circolare dettata dalla necessità di adeguati ricambi e travasi di professionalità e con lo scopo di prevenire condizionamenti nello svolgimento dell’attività di servizio.

    Come si legge nella circolare, l’incentivazione di tale dinamica (rotazione del personale) comporta anzitutto una tutela degli appartenenti al Corpo, evitando così che l’esposizione in incarichi di elevata responsabilità si protragga eccessivamente e soprattutto favorire una virtuosa osmosi delle esperienze e delle conoscenze acquisite nei diversi ambiti territoriali, in modo che l’attività di servizio si estrinsechi in piena serenità, in ambiente scevro da interferenze che possono originare dall’assuefazione allo specifico territorio. Il periodo massimo di permanenza è stabilito in 8 anni, dopo di che i Comandanti di Brigata (il pari del Comandante di Stazione dei Carabinieri) sono sostituiti.
    La circolare successivamente è stata recepita nel PTPCT 2020-2022 con la previsione di «un periodo di permanenza massima nell’incarico pari a 8 anni per gli Ispettori impiegati quali Comandanti di un reparto isolato»; ulteriori criteri di rotazione poi afferiscono anche la “composizione delle pattuglie operative”. Sempre sfogliando il Piano, si deduce che nel 2019 la rotazione del personale – considerando sia i trasferimenti tra reparti diversi, sia i cambi di incarico nell’ambito del medesimo reparto – ha riguardato più di 8 mila Finanzieri su un organico di 58.574 unità e con una media del 13,66% (con un picco del 30,76% per gli Ufficiali di grado pari o superiore a Colonnello e un minimo di 11,24% per i sovrintendenti).

    Nella missiva dell’amministratore locale si legge inoltre anche di «spiacevoli fraintendimenti tra “controllore” (carabinieri) e “controllato” (amministratori locali), diverbi, alterchi o incomprensioni che portano a incrinare un rapporto sereno e sinergico tra le Istituzioni» e una domanda sorge spontanea: potrà un militare dell’Arma, che è anche operatore di polizia giudiziaria (quel famoso “controllore”), che ha avuto questi diverbi e alterchi con alcuni amministratori locali (quei famosi “controllati”) svolgere la funzione d’istruttore di polizia giudiziaria con imparzialità e assoluta estraneità dell’operatore rispetto a eventuali fatti penali per i quali si potrebbe procedere in futuro nei confronti di quei consiglieri comunali? Chi tutelerà quei poveri e timorosi consiglieri comunali, coinvolti negli accessi diverbi, e in mancanza di rotazione del personale? Il registro dei rischi approvato dalla G.d.F. per le Attività di polizia giudiziaria di iniziativa/delegata (descrizione rischio: Abuso dei poteri concessi dalla legge nell’ambito dello svolgimento delle attività – categoria: Commissione di condotte illecite abusando dei poteri connessi alle proprie qualifiche) prevede un indice di IMPATTO ALTISSIMO e LIVELLO DI RISCHIO ALTISSIMO.

    Il registro dei rischi approvato dalla G.d.F. per le Attività di polizia giudiziaria di iniziativa/delegata (descrizione rischio: Abuso dei poteri concessi dalla legge nell’ambito dello svolgimento delle attività – categoria: Commissione di condotte illecite abusando dei poteri connessi alle proprie qualifiche) prevede un indice di IMPATTO ALTISSIMO e LIVELLO DI RISCHIO ALTISSIMO. In uno Stato normale si sarebbe aperta una verifica interna per capire cosa è successo e la causa che ha portato a incrinare il rapporto di serenità e sinergia tra Istituzioni Civili e Militari! In uno Stato normale si sarebbe aperta una verifica interna per capire cosa è avvenuto, nonché capire la causa che ha portato a incrinare il rapporto di serenità e sinergia tra Istituzioni Civili e Militari!

    Considerato poi che la missiva inviata a tutto il Parlamento ha toccato anche un argomento spinoso e molto importante che è quello economico: come ampiamente detto, al comandante di stazione, sembra che è riconosciuto anche l’alloggio di servizio gratuito connesso all’incarico. E sapete quanto può valere questo “benefit” in costiera amalfitana? Almeno 700-750 euro, perché tanto vale un alloggio nella Divina Costiera.

    In definitiva solo una buona e sana rotazione del personale (che consegue anche la rotazione del “benefit” ovvero dell’alloggio di servizio) potrà garantire un principio d’imparzialità impedendo delle dinamiche inadeguate e soprattutto salvaguardare gli sfortunati e coraggiosi amministratori locali.

    È bene chiarire che non si vuole creare o sollevare una questione faziosa e speciosa, con metodologia di accusa da “Malleus Maleficarum” e commettere l’errore di far “scadere” il tutto nel classico “vittimismo”, ma le criticità esistono, sono state messe in evidenza già in altre situazioni e vanno risolte o per lo meno vanno attribuiti lo stesso peso e lo stesso metro di misura con tutte le Amministrazioni Pubbliche.

    Il tempo gioca a favore, perché tra poche settimane dovranno essere aggiornati i piani anticorruzione e trasparenza della Difesa e della Benemerita per il triennio 2021-2023: il responsabile del piano, l’Ammiraglio Sabino Imperscrutabile, con relativo avviso accetta il contributo di proposte e osservazioni sul nuovo piano fino al 15 dicembre 2020: magari si potrebbe cominciare ad effettuare la pianificazione della rotazione secondo un criterio di gradualità al fine di non andare a incidere negativamente sull’ordinaria attività d’istituto oppure in caso di impossibilità dell’applicazione della rotazione applicare almeno le misure alternative (es.: rotazione “funzionale”) come previste dal paragrafo 5 dell’allegato n. 2 – La rotazione “ordinaria” del personale – del PNA 2019.

    C’è ancora un po’ di tempo per oliare l’ingranaggio e far “rotare la ruota” nel verso giusto. Chissà cosa ne pensa il Sottosegretario con delega al “ramo”; perché poi se succedono fatti incresciosi o spiacevoli, non dobbiamo stupirci: il Caso Cucchi, i fatti di Piacenza e della Procura di Milano, DOCET!

    COM. Art. 19 U.D.H.R. – Dichiarazione Universale dei Diritti Umani

    COM. Art. 21 Costituzione Italiana – Libera Manifestazione di Pensiero

  6. al sig. “stato di diritto”, che dispensa così tante parole in favore di una decisione presa da un solo uomo, peraltro a fine mandato e senza alcun confronto con le parti interessate, andrebbe ricordato che in un vero Stato di Diritto le cose si discutono, si valutano e si analizzano senza preconcetti o con assurdi paragoni con altre forze di polizia che nulla hanno in comune con l’Arma dei Carabinieri…….non è pensabile di prendere decisioni di questa portata con una semplice circolare……vi sono molteplici aspetti da analizzare sia sul piano del preminente interesse pubblico che sul piano del benessere del personale…… da sempre la figura del Comandante di Stazione viene elogiata ed osannata dai più alti vertici istituzionali e dalle ipocrite alte gerarchie, fermo restando poi nei fatti penalizzarla con assurde stagnazioni di carriera, demansionamenti e scarico di responsabilità ad ogni livello…… si vuole equiparare la categoria Marescialli a quella dei signori ufficiali? bene, lo si faccia sotto tutti gli aspetti allora…. a partire da quello economico….. la realtà è che purtroppo dietro una falsa e ipocrita rappresentazione della realtà si vuol far credere che i Comandanti di Stazione siano una massa di corrotti e delinquenti da allontanare dalle comunità in cui vivono e di cui si sentono parte integrante. caro signor !stato di diritto” le tue parole valle a raccontare alle famiglie delle decine di Comandanti di Stazione che quest’anno hanno perso la vita a causa del covid……. ti ricordo che i medici, anche loro martoriati da questa tragedia, svolgono una professione che è quella esclusiva di salvare vite umane…… non mi pare che tale incombenza rientri nei compiti esclusivi dei Carabinieri….. eppure mentre tutti erano in casa a loro tutela per il covid, i Carabinieri ed i loro Comandanti di Stazione uscivano di servizio in strada come sempre……. non i signori ufficiali chiusi nei loro uffici e con i loro privilegi…… facciano pure quest’ennesimo affronto alla categoria dei Comandanti di Stazione…… del resto ormai l’Arma è arrivata ai suoi minimi storici….. vedremo in futuro chi fra i giovani vorrà ancora fare il Comandante di Ctazione……. concludo caro amico ricordandoti che per giudicare le situazioni le devi vivere e provare sulla tua pelle e non nascondersi dietro leggi leggine e regolamenti che hanno contribuito a portare l’italia ove si trova adesso……Mi auguro che chi di dovere intervenga per fermare questa folle circolare altrimenti sarà l’ennesimo colpo ad una delle poche, forse l’ultima, Istituzione ancora credibile in questo Paese. Rispetto per chi la pensa diversamente ovviamente….. w lArma dei Carabinieri e w i Comandanti di Stazione.

  7. Caro Stato di Fatto, purtroppo esiste una legge che è la L. 190/2012 e prevede delle regole ben precise che già altre amministrazioni del comparto sicurezza hanno recepito: ogni forza di polizia ha le sue peculiarità e adatta la propria organizzazione nelle more delle norme. Forse non conosci bene il complesso della legge in oggetto che è in primis è una misura organizzativa preventiva finalizzata a limitare il consolidarsi di relazioni che possano alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa; in sostanza tende a evitare o ridurre la possibilità che in capo a determinati soggetti, dirigenti o funzionari, si creino situazioni di “monopolio” e che la permanenza eccessiva nelle mansioni o nei ruoli determini lo svolgimento di funzioni insostituibili. L’obiettivo principale è quello d’impedire eventi “corruttivi”, intesi anche in senso lato come cattiva amministrazione, scarsa qualità del servizio, ecc. Quindi lungi dal dire o asserire che i Comandanti di Stazione siano una massa di corrotti e delinquenti da allontanare dalle comunità in cui vivono e di cui si sentono parte integrante: la circolare è a tutela dell’Arma, ma soprattutto di 60000000 milioni di italiani!!! e l’interesse privato non può prevalere sull’interesse pubblico.
    Fa specie però una cosa molto singolare: si è pensato di tutelare i comandati di stazione, ma io mi chiedo chi tutelerà quei poveri amministratori locali che hanno segnalato questa cosa in virtù di «spiacevoli fraintendimenti tra “controllore” (carabinieri) e “controllato” (amministratori locali), diverbi, alterchi o incomprensioni che portano a incrinare un rapporto sereno e sinergico tra le Istituzioni» e una domanda sorge spontanea: potrà un militare dell’Arma, che è anche operatore di polizia giudiziaria (quel famoso “controllore”), che ha avuto questi diverbi e alterchi con alcuni amministratori locali (quei famosi “controllati”) svolgere la funzione d’istruttore di polizia giudiziaria con imparzialità e assoluta estraneità dell’operatore rispetto a eventuali fatti penali per i quali si potrebbe procedere in futuro nei confronti di quei consiglieri comunali?

  8. Io credo che tutti gli impiegati dello stato… Forze dell ordine e forze armate in particolare… Ma comunque TUTTI… dovrebbero essere trasferiti ogni 5 anni… Senza alcuna possibilità di ccezioni… Compresa la l. 104…chi decide di lavorare al servizio della comunità nazionale non deve privegiare delle sedi al posto di altre… Le famiglie si adeguano… Con pro e contro… Ho girato l Italia in lungo e in largo fin da bambino… E vi dico che si può fare… Ciò comporta certamente alcuni disagi… Ma anche molti vantaggi… Certo le retribuzioni dovrebbero essere ragionevolmente adeguate per poter permettere di pagare un affitto in qualsiasi città….e compensare la difficoltà per le consorti a trovare impiego con permanenze quinquennali in determinato territorio…. Ma a parte queste sacrosante eventuali misure… Il personale dello stato Deve ruotare sul territorio….a dirvelo non è un dirigente o ufficiale.

  9. Allegato n. 2 piano nazionale anticorruzione 2019

    Sui criteri di rotazione declinati nel PTPCT le amministrazioni devono dare preventiva e adeguata informazione alle organizzazioni sindacali, ciò al fine di consentire a queste ultime di presentare proprie osservazione e proposte. “Ciò non comporta l’apertura di una fase di negoziazione in materia.”

  10. Strano però, vedo che quasi tutti sono d’accordo con la proposta del trasferimento dei comandanti di stazione dopo tot anni di permanenza.
    Un motivo ci sarà.

  11. gentile stato di diritto…… permettimi….. parli e ti contraddici….. i famosi avvicendamenti previsti dalla legge di cui parli si riferiscono come tu stesso citi ai dirigenti ed ai funzionari….. non mi pare che i comandanti di stazione appartengono a quelle categorie….. il comando di stazione è un comando atipico….. basti pensare che il comandante di stazione non ha potere sanzionatorio nei confronti dei suoi sottoposti….. poi mi sia consentito nutrire qualche perplessità in ordine ad un provvedimento che dovrebbe contrastare la corruzione adottato da un soggetto ……. qualsiasi altro carabinieri viene sospeso dopo essere stato indagato…… ma naturalmente ciò non vale per il comandante generale……poi sono certo che la stragrande maggioranza dei poveri amministratori locali come li definisci tu ha un ottimo rapporto di fattiva stima e collaborazione con i comandanti di stazione delle loro comunità…… sarebbe bello poter avere una stima in percentuale di questa stima…… potresti meravigliarti…… in quei rari anzi rarissimi casi di conflitti fra le istituzioni vi sono in italia gli organi preposti a dirimere le controversie cui gli amministratori si possono rivolgere…… se siamo ancora in uno stato di diritto e non una dittatura militare…….se poi i signori ufficiali dirigenti pagati molto profumatamente esercitassero la loro unica funzione ovvero l’azione di controllo, forse anche quei pochi casi negativi verrebbero subito alla luce…… ma… caso cucchi docet….. tutti ad insabbiare ovviamente……come ho già detto eserciti pure il suo ultimo colpo di coda un comandante generale ed a fine mandato…… del resto i numeri del suo comando parlano per lui……. mai l’arma dei carabinieri è caduta così in basso……ovviamente per colpa dei comandanti di stazione…… in periodi di crisi pandemica e dramma sociale di questa portata i vertici ritengono necessario adottare queste misure…… bene!!! avanti così!! il futuro ci dirà chi aveva ragione. (agli amici che parlano di 5 anni io proporrei un avvicendamento ogni 20 giorni…….. così salviamo l’Italia)…… mi fermo quì….. grazie per lo scambio di opinioni che sono sempre meritevoli di considerazione. auguri a tutti!

  12. Un tempo un paese, una città, venivano identificate col, solo, nome del Comandante la Stazione che, sapeva tutto di tutti e stava li sino al congedo ed oltre!! Era il punto di riferimento per tutti, anche per i mafiosi che mai, dico mai, si sognavano di attaccarlo, in qualsivoglia maniera se, ciascuno, svolgeva il suo ruolo onestamente!

  13. Anonimo delle 12:48, ma smettiamola di dire certe cazzate. Il punto di riferimento per i mafiosi…..incredibile. Magari il punto di riferimento per certi soggetti per quando serve andare a mangiare a buon prezzo nei ristoranti di lusso (e non) a prenotare alberghi, ski pass, biglietti omaggio per le partite di calcio etc etc. A noi italiani piace così tanto auto-lodarsi, ce la cantiamo e ce la suoniamo noi stessi.
    Aprite gli occhi, guardate oltre e siate onesti con voi stessi. Basta con le lagne che abbiamo le forze di polizia migliori al mondo, abbiamo i medici migliori al mondo. Abbiamo i scienziati migliori al mondo, abbiamo gli ospedali migliori al mondo, abbiamo i cuochi migliori al mondo, siamo il paese della moda, abbiamo abbiamo abbiamo ma guarda un po’ siamo rimasti senza una lira e nulla di tutto questo funziona a dovere. Nulla.

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