Pensioni ART.54 per i militari, sindacato “ITAMIL Esercito” promuove iniziativa a favore dei suoi iscritti

Roma, 6 gen 2021 – Il sindacato “Itamil Esercito”, a seguito di numerose segnalazioni pervenute dai suoi iscritti, si è reso promotore, nelle scorse settimane, di un’iniziativa riguardante il mancato riconoscimento a personale in divisa giunto in pensione, da parte dell’INPS, dei benefici previsti dall’art. 54 del D.P.R. 1092/1973.

“Abbiamo scritto tempo addietro al Presidente del Consiglio, al Ministro della Difesa, ed al Ministro del Lavoro in merito all’aliquota del 44% funzionale alla determinazione della quota retributiva del trattamento pensionistico valido per quei militari che, al 31 dicembre del 1995, avevano maturato un’anzianità contributiva tra i 15 e i 20 anni – si legge nella nota del sindacato Itamil Esercito -. 

Con la  sentenza del 5 gennaio 2021, è stato aperto un tavolo tecnico tra lo Stato maggiore della Difesa e l’INPS, per giungere a delle possibili soluzioni condivise inerenti, tra gli altri temi affrontati, anche l’applicazione della sentenza.

Ovviamente, ci riferiamo, nello specifico, a quei colleghi che, di fatto, a partire da adesso, non rientreranno più nel calcolo. Il verdetto distrugge la possibilità di fare ricorso per tutti quei colleghi vantanti un’anzianità contributiva tra i 15 e i 18 anni al 31 dicembre del 1995. 

Dunque, dobbiamo dedurre che, da questo momento in poi, l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale preveda, per chi transiterà in quiescenza, l’applicazione automatica delle nuove aliquote. In termini pratici – in conclusione -, abbiamo costituito una task force di tecnici per monitorare gli effetti della sentenza ed assistere  i colleghi iscritti al Sindacato e coinvolti direttamente nella stessa nella fase di presentazione dell’istanza presso l’INPS”.

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4 thoughts on “Pensioni ART.54 per i militari, sindacato “ITAMIL Esercito” promuove iniziativa a favore dei suoi iscritti”

  1. La legge Dini, non ha tenuto conto che fino al 1984, personale in divisa ha lottato con gli anni brutti della Repubblica, terrorismo mafia, camorra n’drangheta, sequestro di persona, ordine pubblico, immigrazione, e guerre all’estero, tutti noi non vogliamo medaglie, quelle li lasciamo agli Ufficiali, per la loro carriera, vogliamo solo un piccolo riconoscimento, l’art. 54, è leggittimo, va riconosciuto fino al giugno 1983,con la seconda commissione contabile della camera. Non esiste più il diritto, leggi e giustizia non vanno più d’accordo. Corruptissima Republica plurime leges. Se dovessi ricominciare, mi sceglierei un bel ufficio magari di comando, di quelli che anno tutte le autorizzazioni ad non fare nulla, sicuramente avrei anche qualche medaglia nastri e nastrino ed anche l’autorizzazione speciale del vaffadei, che serve a parecchi scienziati. Auguro a tutti voi uno stupendo inizio di anno.

  2. Cari signori militari lo sapete che ogni giorno muore un lavoratore sul posto di lavoro per 1200 al mese con pensioni da fame , quanti di voi muoiono in guerra ogni giorno per volerà una pensione calcolata al 44% contro il 33% di loro

  3. Per fare il militare si supera una rigida selezione, anche per essere un calciatore, un pilota di formula 1 ecc. Ecc. Io non vado a spiare nei portafogli altrui, chiedo solo quello che mi spettava da contratto tra galantuomini(stato _cittadino), poi al peggio bisogna fare dei correttivi, ma il mal comune mezzo gaudio non mi piace, egregio Macciolini Marcello.

  4. Caro Macciolini, il civile puo’ lavorare e vivere anche e sopratutto grazie a qualcuno che lo difende e tutela sia in guerra che in pace, quindi se il civile vuole lo stesso trattamento doveva arruolarsi e farsi sparare o saltare in aria……rischi di impresa e rischio di guerra.

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