TARANTO, La Capitaneria di Porto sotto “pressione” e sotto “organico”. Urge anche un riconoscimento legislativo al fine di sanare alcune disfunzioni, tipo il riconoscimento ai “Guardia Coste” dello status di agente di Pubblica Sicurezza. VIDEO E COMUNICATO

Roma, 21 gen 2021 – Una storia che sa dell’incredibile, ma cose che succedono spesso a Taranto. Persone che vogliono pescare dove la pesca e’ illegale. Sembra un paradosso ma in sintesi e’ questo il succo della questione. Il fatto e’ uscito anche sulla TV (Vedi video manifestazione – ANTENNA SUD, cliccando qui >>>), e le rivendicazioni continuano presso la Capitaneria e presso la Prefettura. Ma vediamo meglio cosa succede dalle parole di Antonello Ciavarelli, delegato del Co.Ce.R. (Consiglio Centrale di Rappresentanza) Marina Militare – Guardia Costiera.

I Pescatori in mare

DICHIARAZIONI ALLA STAMPA. In qualità di delegato del Co.Ce.R. (il massimo organismo di Rappresentatività dei militari) esprimo solidarietà e vicinanza al personale della Capitaneria di Porto di Taranto che in questi giorni è sottoposto a forme di pressioni e sta vivendo tensione sociale per aver fatto solo il proprio dovere. Nei giorni scorsi dopo un  intervento, al fine di impedire per l’ennesima volta la pesca vietata in mar Grande, il personale della Guardia Costiera procedeva ad un sequestro amministrativo delle reti a dei pescatori abusivi che rientravano a terra.

La Sede della Guardia Costiera di Taranto, dove si sono svolte le rivendicazioni

Da allora vi sono rivendicazioni, sia in Capitaneria che in Prefettura, da parte di circa 30 persone che svolgono quel tipo di attività che deturpa profondamente l’ambiente e l’ecosistema marino.

Ancora una volta constatiamo le conseguenze derivanti dalla scarsità di personale in particolare a Taranto dove tale carenza deve essere compensata da enormi sacrifici del personale, sia in termini di rischi per la propria incolumità che in termini di mole di lavoro.

Ciò al fine di dare una continuità ai controlli che gli stessi cittadini esigono su tutto il litorale che va dalla provincia di Lecce a quella di Cosenza. I colleghi non possono far finta di non vedere, sia perché sono tutori della legge e sia per riguardo ai tantissimi cittadini che la rispettano.

Ai fini della sicurezza personale ed una efficiente azione, sia attraverso delibere che direttamente al Governo ed al Parlamento ho sempre chiesto il riconoscimento ai “Guardia Coste” dello status di agente di Pubblica Sicurezza. Tale condizione consentirebbe l’accesso alle banche dati e all’arma personale in dotazione. Ma oltre l’attività di polizia le Capitanerie svolgono attività amministrativa. C’è sicuramente la massima disponibilità anche nel regolarizzare la posizione, qualora ve ne fossero i presupposti, degli “abusivi”.

Questi ultimi sanno benissimo che da parte del personale non troveranno mai un muro, ma la disponibilità a tutelare l’ambiente e svolgere un servizio alla comunità di cui anch’essi fanno parte.

Antonello Ciavarelli 
delegato del Co.Ce.R. (Consiglio Centrale di Rappresentanza) Marina Militare – Guardia Costiera


 

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One thought on “TARANTO, La Capitaneria di Porto sotto “pressione” e sotto “organico”. Urge anche un riconoscimento legislativo al fine di sanare alcune disfunzioni, tipo il riconoscimento ai “Guardia Coste” dello status di agente di Pubblica Sicurezza. VIDEO E COMUNICATO”

  1. Sono il Primo Lgt Saverio R. ancora in servizio da ben 38 anni, questa problematica si ripresenta spesso, mai nessun politico ha preso di petto questo problema oramai non credo più e tantomeno nessuno ci da ascolto

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