MILITARI: con la vaccinazione “COVID” si risolve tutto? Serve maggiore prevenzione e un impegno concreto della Sanita’ Militare anche a favore dei militari

Roma, 11 feb 2021 – COVID-19. VEDIAMO UNA SANITA’ MILITARE MOLTO IMPEGNATA VERSO L’AIUTO ALLA SANITA’ PUBBLICA E AI CITTADINI, MA MOLTO ASSENTE SUI CONTROLLI E PREVENZIONE DEI MILITARI. Forse e’ arrivato il momento di “ricostruire” una Sanita’ Militare locale e potenziarla (basta tagli sulla Sanita’ Militare degli negli ultimi 25  anni).

Antonello Ciavarelli delegato Co.Ce.R. Marina Militare – Guardia Costiera

SEGUE INTERVENTO DEI DELEGATI CO.CE.R. ANTONELLO CIAVARELLI (Delegato Co.Ce.R. Marina Militare – Guardia Costiera) E PASQUALE FICO (Delegato Co.Ce.R. Interforze):

I militari si pongono con prudenza rispetto alla somministrazione in generale dei vaccini. Non dimenticano infatti le recenti Commissioni parlamentari di inchiesta che hanno trattato l’argomento. Con la stessa prudenza si pongono rispetto al vaccino anti-covid. infatti si sente anche parlare di somministrazione di vaccini con bassa possibilità di successo nonché sconsigliabili agli ultra cinquantenni.

Pasquale Fico delegato Co.Ce.R. Interforze

Ciò di cui hanno sicuramente bisogno i militari è la prevenzione, come ad esempio la distribuzione quotidiana di mascherine FPP3 (sicure al 100%), pannelli in plastica soprattutto per gli uffici aperti al pubblico, sanificazioni e pulizie da intensificare. Inoltre sarebbe doveroso procedere a test e tamponi con risultati rapidi con una frequenza di almeno ogni 15 giorni. 

Altresì non è affatto scontato che il medico di famiglia ai primi sintomi intervenga tempestivamente e di persona al fine di curare il paziente. I tempi per per procedere ai tamponi e i relativi risultati sono incerti. Nel frattempo un eventuale contagio potrebbe prendere il sopravvento sulle difese immunitarie e la salute. Sarebbe il caso  che volontariamente si possa ricorrere alla Sanità militare (che dovrebbe essere sussistente a se stessa) la quale potrebbe attivare protocolli di cure come antinfiammatori, antibiotici, cortisone, eparina, plasma (che tanti colleghi guariti sarebbero disposti a donare) ecc.. 

La cura è la vera urgenza. Il vaccino non da certezze matematiche oltre al fatto che per somministrarlo in larga scala ci vorranno mesi. La realtà è che, come la sanità pubblica, anche quella militare ha subito tagli sulle risorse economiche e sugli arruolamenti. L’attività lodevole da parte dei militari, sanitari e non, anche in questa circostanza è frutto soprattutto dei loro personali sforzi. Sono anni che con delibere e non e su tutti i tavoli evidenziamo le difficoltà delle Forze Armate riguardo l’esercizio e la scarsità di personale. Con le prossime manovre economiche sarebbe il caso di intervenire speditamente ed in modo strutturale su queste questioni.  

Ben vengano i vaccini ai militari, con le dovute precauzioni e prudenze, ma non dimentichiamo la prevenzione, la diagnosi e la cura che sono “le priorità delle priorità”.

Antonello Ciavarelli delegato Co.Ce.R. Marina Militare – Guardia Costiera

Pasquale Fico delegato Co.Ce.R. Interforze 

 

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