Rivalutazione dell’indennità per lavoro straordinario. Quali strade perseguire? Il tavolo per il rinnovo contrattuale è la sede naturale.

Roma, 14 feb 2021 – Sono diversi anni che le organizzazioni sindacali delle Forze di polizia ad ordinamento civile e le Rappresentanze delle Forze di polizia ad ordinamento militare perseguono l’obiettivo di ottenere una rivalutazione dell’indennità per lavoro straordinario che, come noto, è attualmente di misura inferiore a quella della retribuzione ordinaria.

Sino al 31 dicembre 2001 l’importo dell’indennità per lavoro straordinario derivava dalla maggiorazione della misura oraria di lavoro ordinario (+15% diurno; +30% festivo o notturno; +50% notturno festivo), calcolata convenzionalmente dividendo per 156 lo stipendio base iniziale di livello mensile, l’indennità integrativa speciale ed il rateo di tredicesima mensilità relativo ai questi due elementi (art. 5 D.P.R. 150/1987). La citata maggiorazione non veniva quindi calcolata su una base che comprendesse anche l’indennità mensile pensionabile.

Tale metodo di calcolo determinava, conseguentemente, una misura oraria del lavoro straordinario inferiore a quella della retribuzione ordinaria comprensiva dell’indennità mensile pensionabile che, per giurisprudenza recente, non è più considerata indennità accessoria ma vera e propria voce stipendiale.

Dal 1° gennaio 2002 l’importo dell’indennità per lavoro straordinario viene invece stabilito in sede contrattuale con i decreti del Presidente della Repubblica di recepimento degli accordi sindacali per le Forze di polizia ad ordinamento civile e degli schemi di concertazione per le Forze di polizia ad ordinamento militare, essendo stato soppresso con quella decorrenza l’articolo 5 del D.P.R. 150/1987 che ne determinava la misura (articoli 4 e 43 del D.P.R. 164/2002).

Se quindi la ridotta misura oraria dell’indennità del lavoro straordinario era sino al 31 dicembre 2001 conseguenza, sostanzialmente, del mancato computo nella base stipendiale dell’indennità mensile pensionabile, dal 1° gennaio 2002 tale censurabile ridotta misura è la risultante, essenzialmente, di stanziamenti di risorse finanziarie per i rinnovi contrattuali assolutamente insufficienti a consentire, oltre agli aumenti parametrali o di alcune indennità, anche una rideterminazione delle misure orarie del compenso per lavoro straordinario. L’articolo completo continua sul portale del SINAFI >>>

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