Carro armato dell’Esercito sbaglia mira e centra un pollaio con un colpo di cannone

Roma, 19 mar 2021 – Un carro armato dell’Esercito, impegnato in un’esercitazione di tiro, in un poligono riservato alle Forze Armate, ha sbagliato mira e ha centrato un allevamento di galline di Vivaro in provincia di Pordenone. Molte di queste sono morte nello scoppio e nel crollo di una parte del manufatto che le ospitava.

Ad accorgersi dell’incidente, avvenuto ieri, sono stati i titolari dell’azienda agricola, che si trova alle porte del paese, i quali non riuscivano a darsi una spiegazione del danno al capannone e del decesso delle galline. Così hanno chiesto ai Carabinieri della Compagnia di Spilimbergo di intervenire e solo dopo le forze dell’ordine hanno collegato gli elementi di cui erano in possesso.

L’incidente infatti si è verificato durante un’esercitazione notturna della Brigata Pozzuolo del Friuli, in cui erano impegnati congiuntamente il Genova Cavalleria e i Lagunari di Venezia. I militari non si sarebbero accorti immediatamente dell’errore perché il colpo non ha innescato alcun incendio.

La Procura di Pordenone ha aperto un’inchiesta mentre dalle indagini in corso dei Carabinieri emerge come i carri armati impegnati nell’esercitazione sarebbero almeno 4 e sono stati posti sotto sequestro.

Le indagini della Procura di Pordenone dovranno chiarire perché il “Blindo centauro” ha sparato in direzione del centro abitato, visto che l’area riservata ai tiri si trova in direzione opposta. (Fonte huffingtonpost.it)

IL COMUNICATO DELLO STATO MAGGIORE ESERCITO

In merito alla notizia diffusa dagli organi di stampa, relativa ad alcuni danni arrecati ad un allevamento in località Vivaro (PN), come conseguenza di un’esercitazione notturna di tiro. L’attività, regolarmente programmata era stata preceduta dalle previste comunicazioni riguardanti lo sgombero dell’area interessata.

La Forza Armata, oltre all’inchiesta aperta dalla Procura di Pordenone, ha prontamente avviato un’indagine interna per determinare con esattezza la dinamica dei fatti e garantire la massima collaborazione e trasparenza agli organi inquirenti.

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