BOLZANO: CARABINIERI COSTRETTI A PRENDERE LA RESIDENZA IN CASERMA IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA VIGENTE. L’intervento del Nuovo Sindacato Carabinieri

Roma, 20 mar 2021 – NSC. Questo Sindacato è stato costretto a a chiedere nuovamente al Comando Generale Arma di intervenire, questa volta nei confronti del Comandante della Compagnia Carabinieri di Bolzano, il quale pare abbia impartito la disposizione, diretta ai comandanti di stazione dipendenti, al fine di obbligare il personale in ferma volontaria a portare la residenza anagrafica nei comuni ove insiste la sede di servizio. Tale disposizione appare illegittima e non in linea con la normativa vigente nonché in contrasto con la famosa circolare risalente oramai al lontanissimo 1996 del Comando Generale Arma – SM – Ufficio Legislazione, avente per oggetto: “Autorizzazione a risiedere in comune diverso da quello della sede di servizio, al fine di consentire al personale, l’accesso alle disposizioni tributarie che agevolano l’acquisto della prima casa”.

Tale circolare che contiene il parere del Consiglio di Stato e la conseguente lettera del Ministero della Difesa, metteva una pietra tombale sulla questione, chiarendo in maniera chiara, univoca e definitiva che “IL MILITARE PUO’ STABILIRE LA PROPRIA RESIDENZA ANAGRAFICA NEL COMUNE DI GRADIMENTO.”

Diversamente, abbiamo argomentato sull’autorizzazione ad alloggiare in un comune diverso dalla sede di servizio, che può essere derogata su richiesta al Comando di Corpo e che comunque è cosa e argomento diverso dalla residenza anagrafica che non può essere eccepita dall’amministrazione.

Con stupore misto ad amarezza, constatiamo che a distanza di 25 ancora da parte di taluni, vi sono dubbi su norme di civiltà che incidono sulla serenità e sui diritti del personale.

Abbiamo chiesto quindi l’immediato intervento del Comando Generale dell’Arma, al fine di far ritirare la disposizione invasiva degli affari privati del carabiniere, nonché di attivare un ricondizionamento normativo anche per i diretti collaboratori dei Comandanti, che dovrebbero essere i primi consiglieri degli Ufficiali che esercitano l’azione di comando.

NUOVO SINDACATO CARABINIERI

 

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5 thoughts on “BOLZANO: CARABINIERI COSTRETTI A PRENDERE LA RESIDENZA IN CASERMA IN CONTRASTO CON LA NORMATIVA VIGENTE. L’intervento del Nuovo Sindacato Carabinieri”

  1. Buongiorno, scusate sarebbe possibile avere la circolare che citate del 1996 (Comando Generale Arma – SM – Ufficio Legislazione) con il parere del Consiglio di Stato e la conseguente lettera del Ministero della Difesa? Ho un problema con il Comune di Bologna che attiene l’argomento.
    Grazie
    Lgt cs Antonello Galistu (Sezione pg Bologna)

  2. A mio avviso la questione è superata atteso che ai sensi del art. 66 legge 342/2000 ai militari spettano le agevolazioni per la prima casa senza l’obbligo della residenza ivi inclusa l’esenzione IMU. Pertanto ritengo che quella circolare del CGA citata sia superata ed ormai non più applicabile.
    I sindacati a mio avviso dovrebbero concentrarsi su questioni più serie e non su casi come questo dove il punto sta sull’aggirare i divieto del dpcm covid dato che i militari, appunto i più giovani, spesso conservano la residenza presso l’abitazione dei genitori e “sfruttano” la cosa per far rientro alla proporti “residenza” per andar a trovare la fidanzatina, mamma e papà, con tutti i rischi le conseguenze del caso, mettendo a rischio la dalle dei colleghi. In conclusione ritengo sia giusto che trasferiscano la residenza e non solo loro, ma tutti quelli che alloggiano in caserma, appunto per prevenire situazioni come quella che stiamo vivendo.

  3. Condivido quanto stabilito dal com.te della cp. cc di Bolzano circa l’obbligo per i carabinieri volontari di risiedere nel comune ove prestano servizio.La pronta reperibilità del personale giova alla prontezza operativa a cui i militari sono chiamati per una eventuale possibile emergenza.
    E dovrebbe valere per tutti i militari delle FF.AA.

  4. Mi sovviene un pensiero, qualcuno parla di pronta reperibilità, ma dimentica che questo istituto si paga in due modi. Se pertanto, volesse FRUTTARE il personale accasermato, definendolo sempre reperibile, dovrebbe pagargli 30 giorni su trenta la reperibilità . MI SEMBRA MOLTO DIFFICILE. Poiché tale istituto è regolamentato e costoso.

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